Home / Nutrizione / Dietologo, dietista o nutrizionista: continua il dibattito con l’intervista ad Ersilia Troiano, presidente dell’ANDID

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Close up shot of an young successful man farmer is controlling with his hands at the moment harvested corn grains in a agricultural silo.

Nel 2100 dovremo produrre l’80% di calorie in più per sfamare 11 miliardi di persone. Lo studio pubblicato su PLoS One

Siamo sempre di più, e siamo anche più alti e più grassi. Ciò significa che …

4 Commenti

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    Chiedo lumi per la differenza tra dietologo e dietista.
    Possibile che in Italia ci siano due figure uguali con gli stessi riconoscimenti legali e professionali, ma con percorso formativo parallelo e diverso?

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      Il dietologo è un medico che dopo la laurea ha ottenuto la Specializzazione in un Scienze dell’Alimentazione, il dietista ha una laurea triennale in Dietistica. I percorsi professionali sono quindi diversi e diversa è anche l’autonomia professionale.

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    Accidenti che confusione! il termine dietologo non esiste. Esiste lo Specialista in Scienza dell’Alimentazione (specialità di medicina) a cui possono accedere laureati quinquennali come Medici e Biologi. Il Biologo però può esercitare la professione di Biologo Nutrizionista subito dopo la laurea (che gli permette di occuparsi di nutrizione UMANA, ANIMALE e VEGETALE).
    Il termine Nutrizionista viene dichiarato dall’Ordine dei Biologi in seguito all’Iscrizione all’Albo Nazionale. Medico e Biologo sviluppano diete in totale autonomia.
    Il Dietista si laurea dopo tre anni ed ha bisogno di una prescrizione medica per sviluppare il programma nutrizionale.
    Per questa differenza, Medici e Biologi svolgono anche consulenze aziendali sulla Sicurezza, Igiene, Microbiologia, HACCP.

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    Mi sembra che questo articolo sia un po’ di parte, non si leggono testimonianze a supporto dei biologi, sembra quasi che “i poveri dietisti vengono spodestati da questi biologi incompetenti e ultimi arrivati”. Non stiamo facendo una gara.

    Alcune precisazioni:

    I biologi hanno dovuto sostenere il test d’ingresso per poter accedere alla facoltà, perché a numero chiuso (non concesso che questo numero chiuso sia una garanzia). Ritengo, comunque, molto poco attendibile lasciare a un test il compito di decidere chi è o non è adatto a frequentare una facoltà, questo perché le domande chiuse non danno modo di esprimere le conoscenze di colui che risponde e la maggior parte delle volte sono “trabocchetto”.
    Poi tra quelli che passano ci sono gli studenti che si impegnano e quelli che invece impiegano 6 anni per concludere una laurea triennale o che abbandonano dopo qualche mese perché capiscono che “l’università non fa per loro”, facendo perdere il posto alle persone che erano e sono convinte di quello che vogliono fare nella vita. Per non parlare di quei medici che, essendo tali, hanno superato il test di medicina hanno fatto tutti i loro anni di studio, si specializzano in scienza dell’ alimentazione e non sono in grado di diagnosticare un diabete di tipo 1 e lo scambiano per DCA mandando la bambina in coma ipoglicemico, nonostante siano passati “attraverso una prova preselettiva”. Comunque tutti sbagliano.

    Non sto dicendo che tutti i biologi nutrizionisti, invece, siano impeccabili, anche in questo caso non si può far di tutta l’erba un fascio.
    I biologi nutrizionisti non sono degli incompetenti o figure “meno professionali” di altre, perché studiano anche loro: hanno 3 anni in cui si formano le basi di chimica e biochimica, di fisiologia e patologia su cui costruire tutta la parte che riguarda la nutrizione (scienza che studia tutto ciò che si origina dalla digestione degli alimenti e tutti i processi di assorbimento).

    Non riesco davvero a capire dove sia il problema, il punto è che tutte le figure professionali, che lavorino o meno nel campo della sanità, devo essere figure preparate e che garantiscano il meglio al cittadino che si presenta davanti al loro ufficio, ambulatorio o studio.
    Ciò che non si dovrebbe fare è lottare gli uni contro gli altri per paura di perdere il lavoro. L’obbiettivo comune, non dimenticate, è il benessere della popolazione e non chi fa più soldi. Casomai la lotta dovrebbe essere fatta insieme contro chi spaccia rimedi miracolosi (che sia biologo, dietista o medico, perché nessuno è Dio) o contro il marketing e l’idea di guadagnare a tutti costi rifilandoci alimenti che sono pieni di contaminanti chimici, interferenti endocrini e chi più ne ha più ne metta.

    Qui invece si perde tempo a stabilire chi è più bravo tra dietisti, medici e biologi.

    Il più bravo è chi ha passione.
    Chiara, futura biologa