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12.000 confezioni di integratori sequestrate dai Nas. Attenzione agli acquisti online. Ne parliamo con Luca Bucchini, esperto di sicurezza e normativa

Lo scorso mese di novembre il Nas di Livorno ha sequestrato quasi 12.000 confezioni di integratori alimentari presso una società di consegne espresse. La ditta aveva messo in commercio prodotti provenienti dall’estero senza adempiere agli obblighi previsti dalla normativa italiana.

“La notizia è importante – precisa Luca Bucchini esperto di sicurezza e normativa sugli integratori – perché può essere il segnale che le autorità mettono mano in maniera efficace a un mercato costellato da procedure illecite. Se un sito straniero vende integratori e li spedisce in Italia – continua Bucchini – non è sufficiente che si attenga alla legislazione del paese d’origine, ma deve offrire tutte le informazioni e le garanzie previste dalla nostra normativa. Sul sito devono sempre essere riportati, in italiano, gli ingredienti e le modalità di utilizzo. C’è di più, la composizione e le caratteristiche di tutti gli integratori venduti in Italia dovrebbero essere notificate al ministero della Salute, che pubblica e aggiorna un Registro degli integratori alimentari (scaricabile dal sito del ministero), il condizionale è d’obbligo perché non di rado in rete si trovano prodotti non registrati.”

Il mercato degli integratori alimentari in Italia va a gonfie vele. Il  giro d’affari in farmacie, parafarmacie e supermercati vale 3,5 miliardi di euro (ne abbiamo parlato anche qui), e le ultime rilevazioni indicano una crescita del 3,7% (da agosto 2018 ad agosto 2019). La farmacia è il punto di riferimento più importante per comprare questi prodotti, ma gli acquisti online prendono sempre più piede, soprattutto grazie ai prezzi convenienti. In rete possiamo trovare farmacie autorizzate dal “bollino” del ministero della Salute, ma anche tante realtà non autorizzate.

“In questo caso – fa notare Bucchini – possiamo andare incontro a diversi tipi di rischio. Il primo è dato dagli integratori che promettono risultati impossibili, come quelli contro l’invecchiamento, per dimagrire o per potenziare la memoria. Il secondo, più pericoloso, è di incontrare prodotti con sostanze proibite in Italia, perché dannose per la salute. Rientrano fra questi i precursori di ormoni e altri principi attivi utilizzati per aumentare le masse muscolari. Un terzo rischio è trovare prodotti che contengono sostanze – soprattutto estratte da erbe – per le quali non è possibile garantire la sicurezza, perché non ci sono ancora indagini adeguate. Infine non è raro trovare integratori di vitamine o altre sostanze innocue, che però possono essere pericolosi perché le concentrazioni sono superiori a quelle considerate “sicure” dalla legislazione italiana (dosi che troviamo in uno specifico elenco)”.

integratori
Ormoni e i precursori degli ormoni devono essere considerati farmaci e prescritti dal medico

Gli integratori, secondo la legge, sono prodotti più concentrati, ma altrimenti del tutto analoghi agli alimenti. Per questo non possono contenere sostanze farmacologicamente attive, ma solo minerali, vitamine, e una serie di altre sostanze indicate dalla normativa europea e registrate in un apposito elenco che si scarica sul sito del ministero della Salute (Altri nutrienti e altre sostanze ad effetto nutritivo o fisiologico).

In rete però si trova ben altro. Il sito Eurovital, per esempio, con sede in Arizona (Usa) propone “integrazione ormonale”, un settore che non dovrebbe nemmeno esistere, perché gli ormoni e i precursori degli ormoni sono considerati farmaci che deve prescrivere il medico. Fra questi  troviamo il Dhea, deitroepiandrosterone precursore di ormoni androgeni ed estrogeni proposto per combattere l’invecchiamento e migliorare le capacità cognitive negli anziani, contro le disfunzioni sessuali, per migliorare l’umore e le prestazioni sportive. Si tratta di una  sostanza il cui uso è proibito dal Comitato olimpico e che non rientra fra quelle autorizzate negli integratori. Lo stesso vale per il 7-Keto dhea che troviamo per esempio sul sito Super nutrition, per contrastare l’aumento di peso, e stimolare il sistema immunitario. Nello stesso sito si legge che:

Alcuni integratori destinati agli sportivi

I prodotti disponibili su questo sito sono spediti dagli Stati Uniti. Vi ricordiamo che il “provvedimento straordinario” che permette l’importazione per utilizzo privato (non destinato alla rivendita) di farmaci o di supplementi nutrizionali che non siano disponibili nel paese in cui risiedete è una “tolleranza” ben accertata, sancita da un numero elevato di legislazioni nella maggior parte dei paesi europei. […] Vi invitiamo tuttavia a verificare che questi prodotti siano autorizzati nella vostra nazione di residenza.” I consumatori sono quindi invitati a verificare che una certa sostanza sia autorizzata nel proprio Paese, in questo modo il rivenditore scarica su di loro la responsabilità. È un precursore di ormoni anche il pregnenolone, venduto sul sito Biovea, per contrastare lo stress, migliorare lo stato d’animo e favorire la conservazione della memoria.

Il più sfacciato è il sito “Non notificati”, con base a Malta che vende appunto prodotti non notificati al Ministero della salute! Sono prodotti destinati in particolare ai body builders: anabolizzanti e altri prodotti  per aumentare le masse muscolari.

“Quando la spedizione arriva direttamente da un altro Paese – continua Bucchini – è molto difficile intercettare sostanze non autorizzate  Se arrivano da un Paese europeo non sono previsti controlli doganali, mentre se provengono da nazioni extra-Ue, anche se c’è una dogana, non è previsto che siano aperti tutti i pacchetti. A volte però i produttori stranieri si appoggiano ad aziende che, oltre a occuparsi delle spedizioni, fanno da magazzino e gestiscono le consegne dal nostro Paese. In questo caso, come è capitato con il sequestro del Nas di Livorno, i referenti italiani diventano responsabili di ciò che distribuiscono. Coinvolgere gli spedizionieri, attualmente, è il modo più efficace per attaccare il commercio illegale di integratori. Nei prossimi mesi questi controlli dovrebbero diventare più facili, perché è appena entrato in vigore un nuovo regolamento europeo che autorizza il “mistery shopping” da parte di enti autorizzati, come le Asl. Questi enti possono ordinare, in modo anonimo, prodotti su cui hanno dei sospetti (procedura che finora non era consentita) per poi analizzarne la composizione.”

A parte i siti specializzati, frequentati soprattutto da chi cerca sostanze “speciali”, quello più utilizzato dagli italiani, per fare acquisti, è certamente Amazon, e anche qui i prodotti non conformi sono numerosi.

Amazon – fa notare Bucchini – dichiara di essere solamente una piattaforma di vendita e quindi di non avere nessuna responsabilità su ciò che viene messo in vendita. Il sito quindi non si preoccupa di fare controlli sulle autorizzazioni e tanto meno sulla qualità dei prodotti venduti. A volte non sono nemmeno presenti tutte le informazioni obbligatorie. Su Amazon si è visto che alcuni piccoli marchi sono cresciuti in modo molto rapido, diventando fornitori di un numero sempre più elevato di prodotti. Alcuni, più competenti, si stanno impegnando per fornire prodotti di qualità, ma molti altri giocano sull’equivoco che basti il nome per garantire la qualità di una sostanza. Equivoco in cui i consumatori cadono facilmente.  La curcuma però non è sempre curcuma: gli integratori alimentari sono prodotti complessi, in cui la qualità della materia prima è essenziale, quindi non basta che ci sia la stessa parola in etichetta, per avere la stessa sicurezza e qualità”.

Su Amazon si trovano integratori destinati a potenziare l’erezione e aumentare la libido, come Maximo

Su Amazon si possono trovare integratori a base di sostanze anabolizzanti non autorizzate (come Anabol 5 Black), o Strong, prodotto illustrato da una siringa che fa pensare inevitabilmente al doping. Si trovano integratori destinati a potenziare l’erezione e aumentare la libido, come Maximo, che incredibilmente riporta l’autorizzazione del ministero della Salute! Ricordiamo che un integratore è qualcosa di analogo a un alimento, quindi è evidente che tutti questi prodotti, in particolare quelli che vanno a interferire con il bilancio ormonale, non si possono considerare integratori alimentari ma dovrebbero piuttosto essere prescritti dal medico solamente in caso di necessità.

In rete troviamo anche gli integratori di vitamine, consigliati per numerose funzioni. La più gettonata è certamente la vitamina D, utilizzata per mantenere in salute l’apparato scheletrico, ma secondo alcuni utile anche per proteggere l’apparato cardiovascolare e potenziare il sistema immunitario.

Sul sito Biovea, per esempio, troviamo vitamina D3 in capsule da  5000 UI, proposte con l’indicazione di assumerne due al giorno, mentre la dose massima autorizzata negli integratori è di 1000 UI al giorno! Chi soffre di osteoporosi assume dosi più elevate, ma solo dietro prescrizione del medico e non come integratori. Su Amazon si trovano compresse di vitamina D da 14.000 UI, con l’indicazione di prenderne una ogni 14 giorni. In questo modo i conti tornano, ma non si può dire che sia la stessa cosa, assumere 14.000 UI ogni due settimane o 1000 UI al giorno.

Insomma, è vero che in rete si può risparmiare, e questa è una possibilità interessante. Prima di acquistare online però bisogna informarsi bene, controllare tute le informazioni disponibili e preferibilmente consultare il medico di fiducia.

© Riproduzione riservata

  Valeria Balboni

Valeria Balboni

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5 Commenti

  1. Avatar

    “Preferibilmente consultare il medico di fiducia”

    Ovvero Dr. Google.

  2. Avatar

    L’introduzione (con qualsivoglia mezzo) di integratori alimentari non notificati non configura il reato di “contrabbando”?

  3. Avatar

    E’ attivato un sistema di vigilanza e sanzionamento sulla pubblicità (giornalistica / radio / TV / online / …) relativa agli integratori alimentari?

  4. Avatar

    Relativamente alla vitamina D, il mio medico mi ha detto che il Ministero non ne permette più la prescrizione gratuita perchè ci si è resi conto che il calcio, di cui stimola la produzione, dopo una certa età non sarebbe così innocuo come sembra ma danneggia il sistema vascolare, con la formazione di calcificazioni all’interno delle arterie.
    Vero o falso che sia, a me (che ho 72 anni) ha detto di non assumerne più.
    Poichè è un bravo medico, che si aggiorna costantemente e non è immanicato con nessuno, gli ho dato retta.