Home / Nutrizione / Insetti a pranzo o a cena? Una possibilità con molti aspetti aspetti interessanti e anche vantaggi economici

Insetti a pranzo o a cena? Una possibilità con molti aspetti aspetti interessanti e anche vantaggi economici

scorpioni insetti pechino
Un allevamento di cavallette o di grilli consuma una quantità di mangime otto volte inferiore rispetto a quella di un bovino

Un piatto di insetti a colazione? L’idea non è così strana visto che già oggi nel mondo si cucinano 1.900 specie a tutti i vari stadi di crescita (uova, larve, crisalidi e adulti). Tra i più consumati ricordiamo: cavallette, locuste, grilli, termiti e insetti acquatici. In Italia non c’è questa abitudine ma qualche insetto nella dieta esiste, il colorante rosso cocciniglia ad esempio da dove vene estratto? Anche se gli europei sono un poco schizzinosi quando si parla di insetti si tratta di proteine nobili a buon mercato perché hanno un fattore di conversione ottimale.

 

Un allevamento di cavallette o di grilli consuma una quantità di  mangime otto volte inferiore rispetto a quella di un bovino per produrre la stessa quantità proteica (vedi tabella). Oltre a questo fatto importante bisogna considerare fattori ambientali come il minor dispendio di acqua e la riduzione dei gas serra emessi.

In questa prospettiva l’allevamento degli insetti come fonte proteica alternativa può rappresentare un’interessante alternativa alle proteine “classiche”.

 

Indice di conversione (kg di mangime per ottenere un kg di peso vivo)

tab insetti conversione mangime animali

© Riproduzione riservata

Foto: Photos.com

  Roberto La Pira

Roberto La Pira
Giornalista professionista, laurea in Scienze delle preparazioni alimentari

Guarda qui

alcol birra alcolici sovrappeso obesità

Non diminuisce il consumo di alcol in Italia: sono più di 8 milioni i bevitori a rischio. Sempre più preoccupante l’impatto su salute e società

Sono 8,6 milioni e non accennano a diminuire i bevitori a rischio in Italia, tra …

7 Commenti

  1. E’ sempre e solo una questione culturale. Io avrei qualche difficoltà, ho da poco abbattuto la riluttanza a provare le rane ed ora ne sono goloso.

    Fossi nato in asia o africa magari mangerei insetti tutti i giorni.

  2. Se guardo bene gamberi,astici e quant’altro, trovo parecchia somiglianza con vari insetti,ma quelli li trovo ottimi e non mi fanno nessuna brutta impressione..credo anch’io che sia solo una questione culturale.

  3. Filippo Inversi

    La tabella ci da informazioni insufficienti per una corretta valutazione. Nella tabella si parla di mangime per peso vivo, il dato corretto dovrebbe essere parte edibile/mangime utilizzato. Più semplicemente, in proporzione, otteniamo più carne da un maiale di 100 chili (levate le ossa e altre parti non commestibili o non riutilizzabili)o otteniamo più “carne” da 100 chili di insetti (levato l’esoscheletro e altre parti non edibili/assimilabili o non riutilizzabili)?

  4. Come giustamente riporta Filippo, non si specifica che 1l valore nutritivo di 1 kg di insetti non equivale ad 1 kg di maiale.
    C’è anche un errore nel fatto che nell’articolo si parla di un kg di proteine, mentre la tabella riporta i kg di peso vivo che, chiaramente sono cose diverse.
    E rimane che il valore biologico delle proteine non è tutto uguale. Probabilmente 1 kg di insetti contiene molta più cheratina (che è una proteina dell’esoscheletro di molti insetti) di 1 kg di maiale… e decisamente la cheratina non apporta molto valore nutritivo.
    Ma a parte queste considerazioni mi chiedo: i vegani e gli animalisti come si pongono davanti a un bel piatto di scorpioni fritti?
    Io credo che continuerò a mangiare il salame e il cotechino e le larve le lascerò ad altri… Così bilanciamo un po’. Mangiassimo tutti gli insetti li finiremmo troppo presto!

  5. ma gli insetti, non risulterebbero in questo caso, per noi europei dei novel foods e quindi sottoposti prima alla dovuta procedura di dossier e notifica, con avvallo dell’EFSA??
    E quindi, non è che si comincia a parlarne perché già qualche industria multinazionale ha in mente qualcosa da proporci a (nostro!!??) suo vantaggio magari sfruttando da questo punto di vista, ancora una volta, i paesi terzi?
    Perché voglio proprio vedere se in un regime di novel food il nostro agricoltore avrebbe la possibilità di allevare e vendere liberamente grilli o cavallette!!!
    E poi col tempo, ci diranno che gli insetti sono pochi e piccoli e che bisogna crearne di nuovi, di più grossi e carnosi, ovviamente geneticamente modificati e che perciò bisogna pagare le royalty per allevarli e mangiarli, etc. etc.
    Quanto alla riluttanza, cosa lo è di più, mangiare un insetto oppure un pollo pieno di antibiotici o la carne alla diossina??
    Fate voi e lasciamo che chi lo desidera, possa mangiarsi in pace un bel piatto di scorpioni fritti, che poi non sono neanche male.
    Giorgio

    • Roberto La Pira

      In Italia e possibile allevare insetti basta rispettare le regole applicate per il food convenzionale. C’è un bell’intervento sul sito di. Sicura 2013 tenuta a Modena , il titolo dell’incontro era ‘Il cibo degli altri, gli altri alimenti’ le diapositive sono in rete.

  6. Fa senso solo pensarci,penso sia questione di cultura.! Però quando senti cosa mangiano come vivono come muoiono i nostri animali commestibili(per cosi dire)non vi fa senso?