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Ingredienti ogm: in Usa, Chipotle è il primo fast food a eliminarli tutti. Olio di girasole e di riso sostituiscono il soia…

Chipotle logo
Chipotle è il primo fast food Usa a eliminare gli ingredienti OGM

Dopo essere stata la prima catena di fast food statunitense a indicare quali ingredienti dei propri menù fossero geneticamente modificati, Chipotle Mexican Grill, che negli Usa ha 1.800 ristoranti specializzati in cibo messicano, è la prima ad aver deciso di eliminare, con effetto immediato, tutti gli ogm dai 68 ingredienti che utilizza.

Chipotle afferma di essere amata dai propri clienti, perché usa ottimi ingredienti, il che vuol dire ottimo gusto ma anche che il cibo deve essere fatto con ingredienti che rispettino gli animali, gli agricoltori e l’ambiente. Condizioni che, secondo la catena di fast food messicano, non sono soddisfatte dagli ogm, perché gli scienziati stanno ancora studiando le loro implicazioni nel lungo termine, la loro coltivazione può danneggiare l’ambiente e perché Chipotle deve essere un luogo dove le persone devono poter mangiare cibi a base di ingredienti non geneticamente modificati.

 

taco with beef and vegetables
Chipotle afferma di essere amata dai propri clienti, perché usa ottimi ingredienti

Ingredienti ogm continueranno a essere presenti nelle bevande, ad esempio in quelle contenenti sciroppo di mais (che quasi sempre è geneticamente modificato), mentre per quanto riguarda i mangimi degli animali, che negli Usa sono per la maggior parte ogm, Chipotle afferma di essere impegnata affinché aumenti la quota di quelli non geneticamente modificati.

 

Per quanto riguarda l’olio di frittura, al posto di quello di soia Chipotle si orienterà su olio di girasole per le tortillas e olio di riso per le verdure. Per le tortillas, oltre a non utilizzare farina ogm, non utilizzerà nemmeno lo strutto, in modo da andare incontro alla clientela vegetariana e vegana. Inoltre, nelle tortillas, l’olio di canola sostituirà quello di palma, per ridurre l’impatto ambientale dei menù.

 

Beniamino Bonardi

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Foto: iStockphoto.com

  Redazione Il Fatto Alimentare

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Un commento

  1. Onore al merito ed all’intelligenza commerciale della Chipotle.
    Che sia d’esempio per tutte le aziende americane già invase dalle materie prime spazzatura ed OGM, ma soprattutto da quelle italiane ed europee che sono nell’anticamera di un percorso irreversibile.
    La qualità, la naturalità, la sicurezza, non sono attributi ideologici ma il motore più potente del marketing agroalimentare.
    Quando questo principio lungimirante d’investimento sarà compreso dalla maggioranza degli addetti ai lavori, temo sarà troppo tardi per poterlo realizzare.