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Usa, industrie e lobby alimentari a due velocità. Danone, Mars, Nestlé e Unilever costituiscono l’Alleanza per una politica alimentare sostenibile

Adorable Little girl eating ice creamNegli Stati Uniti, quattro colossi alimentari – Danone, Mars, Nestlé e Unilever – hanno costituito una nuova associazione commerciale denominata Sustainable Food Policy Alliance, che si pone in concorrenza con la storica Grocery Manufacturers of America (GMA). L’organizzazione ha come obiettivo la modifica delle politiche pubbliche nel campo dell’alimentazione, andando incontro alle richieste dei consumatori  che vogliono conoscere  “l’impatto del cibo sulla salute, sulle comunità e sul pianeta”.

I primi due temi su cui si vuole intervenire sono l’etichetta nutrizionale e le emissioni di CO2, chiedendo un aggiornamento completo di alcune definizioni  per i consumatori, come “salutare”, stabilendo regole “forti e scientificamente fondate” sul loro utilizzo in chiave di marketing. Più in generale, le quattro grandi industrie alimentari opereranno sui temi della trasparenza nei confronti dei consumatori, dell’ambiente, di un’alimentazione sana, della sicurezza alimentare e del sostegno alle comunità locali, comprese quelle rurali.

Negli USA Danone, Mars, Nestlé e Unilever hanno costituito una nuova associazione denominata Sustainable Food Policy Alliance

La costituzione dell’Alleanza per una politica alimentare sostenibile rappresenta “un cambiamento sismico dell’industria alimentare”, scrive il sito AG Web, che fa capo a un gruppo editoriale statunitense del campo agricolo, sottolineando come i quattro gruppi  hanno registrato nel 2017 un fatturato  di 200 miliardi di dollari e che probabilmente dedicheranno sostanziose risorse ai loro sforzi di lobbying. “Sempre più spesso, la politica alimentare è guidata dalle società che fanno pressioni per fare approvare dal governo le loro dichiarazioni di marketing”, scrive AG Web.

Più fiducioso il commento del Center for Science in the Public Interest (CSPI), secondo il quale “non tutte le aziende alimentari sono uguali. Alcune si stanno adattando al crescente entusiasmo dei consumatori per un’alimentazione più sana, sostenendo politiche avanzate, mentre altre rimangono bloccate nel passato”. Il CSPI ricorda che le quattro compagnie fondatrici dell’Alleanza sono tra quelle che si sono distinte per aver sostenuto la riduzione del sodio, miglioramenti dell’etichetta sugli ingredienti, tagli al marketing rivolto ai bambini e altri temi che aiutano le famiglie negli sforzi verso una buona alimentazione. “La nuova Alleanza marginalizza ulteriormente la Grocery Manufacturers Association, che sta costantemente perdendo membri, personale e influenza”, afferma il CSPI. “La GMA, che da tempo rappresenta un ostacolo al progresso in campo nutrizionale, dovrebbe considerare l’Alleanza come un ulteriore segnale della necessità di moderare il suo programma e fare di più per sostenere, non minare, la possibilità del consumatore di mangiare sano”.

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  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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Un commento

  1. Ah, be, se questi si alleano x il MANGIARE SANO, siamo a cavallo!