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Inchiostro sull’affettato Coop: la segnalazione di un lettore e la risposta della catena di supermercati

Ieri mattina ho comperato al banco gastronomia dell’Ipercoop di Crema del petto di pollo cotto al forno a fette. Ma una volta a casa, prima di servire l’affettato, ho notato che l’inchiostro della carta era passato sulla carne, lasciando ben impresso il marchio coop (come si vede nelle fotografie). Possibile che utilizzino delle buste che trasferiscono l’inchiostro sulla carta? Si tratta almeno d’inchiostro  alimentare? Ho riportato il prodotto e ottenuto il rimborso, ma vorrei sapere com’è potuto succedere.
Daniele

Di seguito la risposta di Coop Lombardia

inchiostro
L’inchiostro visibilmente passato dalla carta all’affettato

“Gentile Daniele,
Le confermiamo che è stata l’unica segnalazione, che, come comunicatole attraverso il filo diretto, abbiamo condiviso con il produttore dei fogli di confezionamento che ci garantisce la conformità alimentare degli inchiostri, a base acquosa e formulati in accordo alle linee guida EUPIA.
L’azienda nelle proprie procedure verifica sistematicamente la conformità del sistema di stampa e la corretta asciugatura attraverso prove specifiche. L’ipotesi perseguibile è che l’asciugatura dell’inchiostro in qualche foglio non sia avvenuta in modo completo.
Per ulteriori chiarimenti, ci può contattare al 800016706 oppure scriverci a filodiretto@lombardia.coop.it

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12 Commenti

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    E’ inverosimile che sia passato l’inchiostro, mentre è quasi certo che il prodotto sia stato direttamente a contatto con la carta( l’unto o il grasso di solito fa venir via gli inchiostri dalle confezioni)

    • Avatar
      Alberto Colombo

      se fosse stato un contatto diretto con la carta, “COOP” si dovrebbe vedere specularmente sulla fetta di petto di pollo

      ripeto, a mio parere, causa una cattiva reticolazione degli inchiostri, si è poi verificato un fenomeno di transfer

  2. Avatar

    Tempo fa è successo anche a me (in un negozio dell’unicoop Firenze) comprano un petto di pollo crudo al banco macelleria, la carne era venuta a contatto con la parte del foglio non plastificata, l’ho riportato e mi hanno rimborsato i soldi, comunque la coop deve vigilare di più.

  3. Avatar

    Non c’entra con l’articolo ma con Coop si. Un pò di mesi fa qui avevo scritto che mi risultava che Coop stava per adottare etichette compostabili sulle buste compostabili di frutta e verdura. Sono in realtà passati più mesi di quel che pensavo, ma nello scorso fine settimana finalmente le etichette compostabili sono arrivate, così che adesso queste buste posso compostarle senza problemi.

  4. Avatar

    Non esistono inchiostri alimentari. Le linee guida EUPIA stabiliscono criteri per inchiostri utilizzabili negli imballaggi ma da utilizzare in zone non a diretto contatto con il cibo. E l assenza di migrazione verso l alimento è tra i primi requisiti.

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    Alberto Colombo

    mi ricorda lo scandalo dell’ITX

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      Si nota benissimo che l’errore è in fase di confezionamento dell’affettato, infatti anche se l’inchiostro è base acqua NON è idoneo al contatto diretto con l’alimento (idoneo per contatto indiretto o accidentale), invece lo è il packaging nella sua concezione di utilizzo finale. Il film all’interno è la barriera funzionale che garantisce l’idoneità al contatto impedendo all’inchiostro di andare a contatto con l’alimento. Se ogni utente finale avesse in mano la Dichiarazione di Conformità di quel packaging (MOCA) si troverebbe le modalità di utilizzo, fino ad arrivare al laboratorio che ha effettuato le analisi sulla base appunto delle modalità di impiego.
      Quindi come anticipato l’errore è legato a chi ha confezionato l’alimento che ha lasciato scoperto l’affettato che in fase di chiusura è andato a contatto con l’esterno dell’imballo (essendo base grassa ha “sciolto” l’inchiostroi che poi si è asciugato sulla fetta di affettato.
      Non è migrazione dell’inchiostro. E’ come se prendessimo i tovagliolini da bar stampati con il logo del bar stesso e ci avvolgessimo un bombolone alla crema fritto dal lato stampa, Non è previsto!!!

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    Alessandro Vella

    Il produttore del MOCA in questione, deve ritirare e richiamare i fogli di quel lotto (se identificabile, altrimenti ritira e richiama tutta la produzione) dal mercato, per il produttore MOCA la rintracciabilità è obbligatoria; mi chiedo, poi, come siano state fatte le prove di cessione.

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    secondo me si tratta di un errore di confezionamento, inoltre noto che in coop e in altri supermercati le confezioni degli affettati da banco sono sempre più piccoli e il prosciutto molte volte sborda all’esterno andando in contatto con il banco, la bilancia e a volte probabilmente anche con la confezione.

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    Alberto Colombo

    vorrei rispondere a Stefano, che ha risposto al mio “mi ricorda lo scandalo dell’ITX”

    a mio parere si tratta di un fenomeno di “transfer”, cioè lo strato esterno (A) dell’imballaggio con la stampa, andando a contatto con lo strato (B) che va poi a contatto diretto con l’alimento, ha trasferito parte della stampa a questo strato (B), che poi sono stati trasferiti all’alimento

    poi, che la base “grassa”sciolga un inchiostro reticolato mi sembra poco probabile, come un uso non corretto di chi ha usato l’imballo: l’utente finale non ha in mano la MOCA di quel packaging, in teoria ed in pratica non è tenuto a sapere di strati a contatto diretto, indiretto e questioni di regulatory affairs

    quindi, sempre a mio parere, chi ha prodotto quell’imballo dovrebbe ritirare sicuramente almeno quel lotto e fare un’accurata analisi di che cosa sia successo e sta succedendo sulle sue linee di produzione di quell’imballo

    • Avatar

      Riuscire a ricondurre un fenomeno di migrazione colore ad un solo fattore è molto difficile, per parlare di controstampa bisognerebbe visionare il packagin per verificare, se così non fosse lo si potrebbe imputare ad un cattivo utilizzo della carta da parte del salumiere che dispone male l’arrosto di pollo in questione. Se così fosse il colore utilizzati non rispetta le caratteristiche del caso.
      Ciao
      Gianluca

  9. Avatar

    Ha ragione Colombo, si tratta con tutta probabilità di un fenomeno di “controstampa” per passaggio della stampa male asciugata (giusto il paragone con l’ITX) sulla parte interna del foglio arrotolato in bobina.
    La giustificazione dell’ “inchiostro alimentare ” non tiene.
    Coop che fa tanto battage riguardo ai suoi sistemi di assicurazione qualità, invece di dare queste risposte dovrebbe ritirare tutti i lotti di prodotto confezionati con quel lotto di bobine, identificate con la doverosa tracciabilità obbligatoria, se prevista e messa in atto dallo stabilimento confezionatore.
    Contemporaneamente, come penso avrà già fatto in sordina , dovrà sottoporre a audit stringente il proprio fornitore di bobine stampate