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300 mila euro in pubblicità per controllare l’inchiesta sul compost in Veneto. Cittadini preoccupati per cattivi odori, vetro e plastica

trattore spargimento compost fertilizzante campi300 mila euro in pubblicità per poter vedere in anteprima – e forse cercare di controllare – un’indagine sul compost che i giornalisti di Fanpage stavano realizzando in Veneto. Un’inchiesta che lega in maniera intricata gestione dei rifiuti, ambiente e politica nazionale. Ma andiamo con ordine. Tutto è iniziato nel cittadina di Este, in provincia di Padova, dove si trova la Sesa (Società estense servizi ambientali), l’azienda dei rifiuti del comune che da più di 20 anni fa compostaggio industriale: un’attività al centro delle proteste di molti abitanti, che si lamentano dei cattivi odori prodotti dagli eccessivi – a loro parere – sversamenti di compost nei campi del circondario, sui quali le colture stentano a crescere.

Le analisi eseguite per conto di Fanpage su un campione prelevato dal campo in cui era appena stato sversato il digestato (il risultato del processo di compostaggio) descrivono il prodotto come un compost immaturo e che quindi emana l’odore di marcio o “di cassonetto” per cui protestano i cittadini, mentre il compost che ha trascorso il giusto tempo nei digestori anaerobici odora di terriccio. Ma non è tutto: il compost appare anche pieno di frammenti di vetro e plastica e alti livelli di idrocarburi e metalli.

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Il compost immaturo odora di marcio, mentre quello che è rimasto nei digestori il giusto tempo sa di terriccio

Tutto ciò potrebbe essere una diretta conseguenza delle enormi quantità di rifiuti provenienti da tutta Italia lavorati dall’impianto Sesa, che nel 2018 ha prodotto 68 mila tonnellate di compost, con un fatturato di 96 milioni di euro. E per produrre così tanto l’azienda non avrebbe solo cominciato a trattare sempre più rifiuti provenienti da tutta Italia, ma anche messo una pressione enorme sull’impianto che ha finito per non separare adeguatamente l’umido dai rifiuti solidi, accorciato i tempi di permanenza nei digestori e sversare grandi quantità di compost immaturo e contaminato nei campi di Este.

A fare scalpore, però, è stata l’offerta 300 mila euro in tre anni che l’azienda ha fatto alla direzione di Fanpage, per produrre una campagna informativa sul compostaggio, chiedendo di poter visionare in anteprima l’inchiesta… e forse contenere i danni? Il tutto filmato con telecamere nascoste da Fanpage. Un’offerta che è arrivata da Angelo Mandato, socio privato dell’azienda, e dal responsabile delle comunicazioni con il pubblico di Sesa, Fabrizio Ghedin, che allora era anche consulente esterno della sottosegretaria del ministero dell’Ambiente Vannia Gava (Lega). Un incarico da cui ora si è dimesso, in seguito allo scoppio delle polemiche.

Ma alla fine di tutto ciò restano molte domande sulla qualità del compost sversato sui campi, così come rimangono i dubbi e le preoccupazioni dei cittadini, a cui né il comune, né l’azienda hanno voluto rispondere. Per vedere tutta la videoinchiesta di Fanpage con tutti gli approfondimenti sui legami con la politica clicca qui.

© Riproduzione riservata

  Giulia Crepaldi

Giulia Crepaldi

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Un commento

  1. Avatar

    mi permetto di segnalare che il digestato è cosa diversa dal compost:
    il primo deriva da un processo di digestione anerobica e il suo impiego in agricoltura è disciplinato dalle norme sugli effluenti zootecnici;
    il secondo deriva da un processo aerobico e i vari tipi di compost (verde, misto, con fanghi) sono inquadrati nella disciplina dei fertilizzanti