Nel 2019 Fanpage aveva sollevato dubbi sulla gestione dei rifiuti nell’impianto Sesa di Este. Il procedimento penale avviato successivamente è stato archiviato dal Tribunale di Venezia: per la Procura non c’erano elementi sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio.
300 mila euro in pubblicità per poter vedere in anteprima – e forse cercare di controllare – un’indagine sul compost che i giornalisti di Fanpage stavano realizzando in Veneto. Un’inchiesta che lega in maniera intricata gestione dei rifiuti, ambiente e politica nazionale. Ma andiamo con ordine. Tutto è iniziato nel cittadina di Este, in provincia di Padova, dove si trova la Sesa (Società estense servizi ambientali), l’azienda dei rifiuti del comune che da più di 20 anni fa compostaggio industriale: un’attività al centro delle proteste di molti abitanti, che si lamentano dei cattivi odori prodotti dagli eccessivi – a loro parere – sversamenti di compost nei campi del circondario, sui quali le colture stentano a crescere.
L’inchiesta di Fanpage sul compost
Le analisi eseguite per conto di Fanpage su un campione prelevato dal campo in cui era appena stato sversato il digestato (il risultato del processo di compostaggio) descrivono il prodotto come un compost immaturo e che quindi emana l’odore di marcio o “di cassonetto” per cui protestano i cittadini, mentre il compost che ha trascorso il giusto tempo nei digestori anaerobici odora di terriccio. Ma non è tutto: il compost appare anche pieno di frammenti di vetro e plastica e alti livelli di idrocarburi e metalli.

Tutto ciò potrebbe essere una diretta conseguenza delle enormi quantità di rifiuti provenienti da tutta Italia lavorati dall’impianto Sesa, che nel 2018 ha prodotto 68 mila tonnellate di compost, con un fatturato di 96 milioni di euro. E per produrre così tanto l’azienda non avrebbe solo cominciato a trattare sempre più rifiuti provenienti da tutta Italia, ma anche messo una pressione enorme sull’impianto che ha finito per non separare adeguatamente l’umido dai rifiuti solidi, accorciato i tempi di permanenza nei digestori e sversare grandi quantità di compost immaturo e contaminato nei campi di Este.
L’offerta di Sesa
A fare scalpore, però, è stata l’offerta 300 mila euro in tre anni che l’azienda ha fatto alla direzione di Fanpage, per produrre una campagna informativa sul compostaggio, chiedendo di poter visionare in anteprima l’inchiesta… e forse contenere i danni? Il tutto filmato con telecamere nascoste da Fanpage. Un’offerta che sarebbe arrivata da un socio privato dell’azienda e dal responsabile delle comunicazioni con il pubblico di Sesa, che allora era anche consulente esterno della sottosegretaria del ministero dell’Ambiente Vannia Gava (Lega). Un incarico da cui ora si è dimesso, in seguito allo scoppio delle polemiche.
Ma alla fine di tutto ciò restano molte domande sulla qualità del compost sversato sui campi, così come rimangono i dubbi e le preoccupazioni dei cittadini, a cui né il comune, né l’azienda hanno voluto rispondere.
Aggiornamento del 24/09/2026
Nel dicembre 2021 il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Venezia ha disposto l’archiviazione del procedimento penale nato dalle indagini sulla gestione dei rifiuti nell’impianto Sesa di Este. La Procura distrettuale antimafia aveva contestato il superamento dei quantitativi autorizzati tra il 2016 e il 2019, ma ha chiesto l’archiviazione rilevando che le autorizzazioni regionali presentavano errori e indicazioni poco chiare, successivamente corrette in autotutela. In questo quadro, secondo la Procura, non erano emersi elementi sufficienti per sostenere in giudizio il dolo richiesto per il reato di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, né la residua ipotesi di getto pericoloso di cose. Il gip ha condiviso le motivazioni e disposto l’archiviazione.
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Giornalista professionista, redattrice de Il Fatto Alimentare. Biologa, con un master in Alimentazione e dietetica applicata. Scrive principalmente di alimentazione, etichette, sostenibilità e sicurezza alimentare. Gestisce i richiami alimentari e il ‘servizio alert’.
mi permetto di segnalare che il digestato è cosa diversa dal compost:
il primo deriva da un processo di digestione anerobica e il suo impiego in agricoltura è disciplinato dalle norme sugli effluenti zootecnici;
il secondo deriva da un processo aerobico e i vari tipi di compost (verde, misto, con fanghi) sono inquadrati nella disciplina dei fertilizzanti