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Il salmone GM al vaglio della Food & Drug Administration

La Food & Drug Administration (Fda), l’ente americano che controlla la sicurazza di cibi e farmaci, sta decidendo se autorizzare l’immissione in commercio del salmone geneticamente modificato “AquaAdvantage” (AA).

Il salmone AA, sviluppato in Massachusetts dalla “Aqua Bounty Technologies” Inc. con 15 anni di investimenti, deriva dall’incrocio “biotech” del salmone atlantico con il salmone Chinhook e il merluzzo. Può crescere anche nei mesi freddi, e perciò raggiunge le dimensioni ottimali per lo sfruttamento commerciale delle carni in un anno e mezzo anziché tre.

La prospettiva è senza dubbio rosea per l’economia degli allevamenti di salmone, ma richiede una riflessione. Per la prima volta al mondo si discute il via libera alla diffusione di un animale geneticamente modificato da destinare al consumo alimentare. Gli animali Gm fino a oggi approvati dalla stessa Fda erano infatti destinati alla compagnia (animali domestici) o alla produzione di medicinali.

A fine agosto, gli scienziati della Fda avevano anticipato una valutazione positiva per quanto attiene alla sicurezza dell’alimento e l’assenza di rischi per l’ambiente. In questi giorni è in corso un dibattito pubblico cui partecipano (oltre al personale dell’Autorità) un panel di esperti scientifici, la società interessata all’autorizzazione e il pubblico.

Dopo aver condotto oltre 10 anni di studi sulla progenie del salmone AA, AquaBounty afferma che nonha alcuna differenza rispetto al salmone atlantico (fatti salvi i tratti genetici e la velocità di crescita). Caratteristiche, fisiologia, comportamento, aspetto, sapore delle carni appaiono uguali. Gli scienziati della Fda confermano di non avere riscontrato differenze rilevanti dal punto di vista biologico tra le carni di “AA” e quelle del salmone atlantico convenzionale.

D’altra parte, una coalizione di 31 organizzazioni e rinomati chef obietta che non ci sono abbastanza dati per valutare i rischi a lungo termine sulla salute dei consumatori e sull’ambiente. Si teme, per esempio, che il rilascio accidentale dei salmoni AA in acque libere possa minacciare la sopravvivenza dei salmoni selvaggi. Come del resto è accaduto nel Po, dove il pesce-gatto – senza bisogno d’essere Gm, bastano le dimensioni – ha fatto man bassa della fauna originaria.

Si dibatte anche sull’etichettatura, visto che la legislazione Usa prescrive indicazioni supplementari (es. GM, “novel food”) solo nei casi in cui il prodotto finale risulti materialmente diverso rispetto a quello ordinario.

Le accademie esprimono posizioni divergenti. Nel frattempo, la Fda è attesa al varco dall’Università di Guelph (Ontario, Canada), che ha chiesto l’approvazione del maialino ecologico “Enviropig”, e dalla società Hematech che invece sta lavorando su bovini Gm resistenti al morbo della “mucca pazza” (magari anche carnivori?).

Dario Dongo

foto: Photos.com

© Il Fatto Alimentare 2010 – Riproduzione riservata

 

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