Il prezzo e l’etichetta dei prodotti presenti sugli scaffali dei supermercati possono ogni tanto presentare delle criticità e creare confusione nei consumatori. pubblichiamo di seguito la segnalazione di un lettore su un prezzo riportato direttamente sulla confezione con a seguire la risposta dell’avvocato Dario Dongo.
La lettera sul prezzo
In questo periodo, la centrale del latte di Roma ha messo in offerta la confezione da un litro di latte intero Bio a 2,39 euro. Nei supermercati Carrefour (quel che resta purtroppo), il latte viene venduto al prezzo riportato sulla confezione, in altri (Decò) viene marcato alla cassa a 2,49 e soltanto in seguito alle proteste dei consumatori, vengono detratti i 10 centesimi. Chi ha ragione? Il prezzo stabilito dal produttore è obbligatorio per tutti o è solo consigliato come si legge (in piccolo) sulla confezione? In tal caso, basta cambiare supermercato? Remigio

La risposta di Dario Dongo
Il prezzo riportato sulla confezione dal produttore costituisce soltanto un’indicazione consigliata e non obbliga il distributore. Gli operatori economici sono infatti liberi di fissarli nel rispetto delle regole sulla concorrenza. E la dicitura “prezzo consigliato”, anche se riportata in caratteri piccoli in etichetta del prodotto, è sufficiente a chiarire la natura non vincolante dell’indicazione.
Il venditore deve in ogni caso esporre il prezzo di vendita in modo chiaro, sullo scaffale ove il prodotto viene esposto. E ai sensi del Codice del Consumo “è considerata ingannevole una pratica commerciale che contiene informazioni non rispondenti al vero o (…) induce o è idonea ad indurre in errore il consumatore medio” riguardo al costo, oltreché alle caratteristiche del prodotto (d.lgs. 206/05 e successive modifiche, articolo 21)..
L’indicazione vincolante è dunque quella esposto sullo scaffale o sul cartellino del punto vendita, non quello stampato sulla confezione. Se l’importo battuto alla cassa è superiore a quello indicato a scaffale, il comportamento del distributore è illecito e il consumatore ha diritto all’applicazione di quello esposto, nonché a segnalare la violazione.
Nel caso specifico:
- il supermercato che vende il latte al prezzo indicato sulla confezione (2,39 €) agisce in modo legittimo;
- il supermercato che applica 2,49 € agisce altresì in modo legittimo, se questo importo è indicato sullo scaffale;
- la detrazione dei 10 centesimi a seguito di protesta del consumatore non è una concessione ma una correzione dovuta, se il prezzo esposto era 2,39 €.
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Giornalista, redattrice de Il Fatto Alimentare, con un master in Storia e Cultura dell’Alimentazione


