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La maggior parte degli americani ignora che gli hamburger devono essere cotti molto bene per evitare intossicazioni alimentari

I maggiori esperti di hamburger sono gli americani che considerano queste polpette di carne trita una specie di “piatto nazionale”. Eppure solo un terzo della popolazione (il 34%) sa che, per evitare spiacevoli sorprese da parte di batteri patogeni presenti nella carne,  la temperatura interna durante la cottura deve raggiungere i 70 °C.

C’è di più, un americano su cinque pensa che basta far assumere all’hamburger  una colorazione marrone all’esterno per eliminare i batteri, cosa che secondo gli esperti non garantisce proprio niente.

È uno dei risultati di un sondaggio condotto dall’American Meat Institute (Ami) secondo cui 9 americani su 10 cucinano hamburger e carne di pollo e tacchino, ma solo il 19% utilizza un termometro da cucina per verificare la cottura e quindi mangiarli in tutta sicurezza. Il 57% degli interessati non si preoccupa di  rispettare i tempi di cottura.

Più in dettaglio, le meno esperte sono le donne – responsabili della cottura del cibo anche dei bambini – , visto che solo il 26% (contro il 41% degli uomini) sa quale dovrebbe essere la temperatura giusta di cottura, mentre l’84% dei giovani tra i 18 e  29 anni ignora del tutto questo aspetto.

La questione è meno banale di quanto possa sembrare. La sicurezza degli alimenti viene spesso considerata un problema dell’industria, che deve garantire ai consumatori hamburger igienicamente perfetti sotto ogni profilo, dagli ingredienti al processo produttivo fino allo stoccaggio, garantendo il rispetto della catena del freddo.

Ovviamente è così. Ma la sicurezza alimentare è anche responsabilità del consumatore: che deve verificare la data di scadenza sulla confezione, rispettare le temperature di trasporto per i prodotti surgelati senza lasciarli in auto sotto il sole?), gestire correttamente il frigorifero fino alla preparazione e cottura del cibo.

Il sondaggio dell’American Meat Institute, effettuato a maggio su mille persone, ha evidenziato altri pregiudizi dei consumatori statunitensi. Per esempio, il 18% pensa – erroneamente – che se dalla carne escono dei succhi è senza dubbio fresca e sicura.

Solo il 36% delle donne sa che la zona dove si tiene la carne in frigorifero dovrebbe avere una temperatura di 4°C  gradi o inferiore, mentre il 33% non conosce questa regola. Ancora, la maggioranza di coloro che hanno risposto al sondaggio (il 62%) ignora che gli anziani, le donne in gravidanza e le persone con un sistema immunitario debole, devono riscaldare fino a rendere bollente i piatti di gastronomia pronta e gli hot dog prima del consumo.

Confuse anche le idee in materia di igiene  degli alimenti: il 22% pensa che la carne di pollo e manzo contenga più batteri oggi di una volta, il 26% crede l’opposto; per il 22% le cose non sono cambiare, e il 29% non sa rispondere.

In ogni caso, batteri genealmente presenti  nelle carni fresche, come l’Escherichia coli, sono sensibili al calore e la cottura è il miglior metodo per prevenire il rischio qualsiasi problema. Così per le preparazioni a base di carne macinata, come gli hamburger, è necessario che la temperatura di cottura interna ragiunga i 70°C per almeno per 2 minuti. Soprattutto se a tavolaci sono bambini o anziani.

Mariateresa Truncellito

foto: Photos.com

 

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Un commento

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    il 34% sono quelli che almeno una volta nella vita hanno lavorato in un fast food!