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Il bambino preferisce l’Happy Meal alla pizza, ma l’hamburger di McDonald’s è preparato con anteriore di carne di vacca. Un taglio di mediocre qualità, e la catena di fast food cosa dice?

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Il bambino preferisce l’Happy Meal ma l’hamburger di McDonald’s è preparato con anteriore di vacca

Lo spot del bambino che preferisce l’Happy Meal di McDonald’s alla pizza ha varcato i confini arrivando sulle pagine dei giornali inglesi. Dopo la richiesta di censura all’Istituto di autodisciplina Pubblicitaria e all’Antitrust un’associazione di pizzaioli ha inviato un esposto all’Agcom e oggi anche su Change.org Alfonso Pecoraro Scanio ha avviato una petizione contro la pubblicità di zio Mac. In compenso la nota positiva è che lo spot non andrà più in onda essendo finita la campagna ( così dichiara la società).

 

La vicenda potrebbe finire qui, ma c’è un aspetto che ci preme sottolineare in questa storia e riguarda la qualità della carne degli hamburger. Mamme e papà non sanno che si tratta di carne di vacca, considerata dagli esperti del settore di mediocre qualità, tanto da non essere venduta nei supermercati. Per un’azienda che in tutti gli spot e nei messaggi promozionali vanta come prerequisito la qualità, la trasparenza, la tracciabilità e l’origine italiana delle materie prime, è strano non trovare informazioni chiare sull’ingrediente principale del panino all’americana.

 

In questi anni abbiamo visto decine di campagne con hamburger affiancati al Parmigiano Reggiano, alla Bresaola della Valtellina, alla pasta Barilla, a cuochi stellati come Gualtiero Marchesi ma nessuno ha mai pronunciato la parola vacca. Eppure l’hamburger surgelato di McDonald’s proviene da animali a fine carriera, con un’età variabile da 4 a 8 anni. La carne di partenza è legnosa e venduta a poco prezzo perché si usa solo per preparazioni industriali come gli hamburger, i ripieni dei tortellini e altri prodotti.

 

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Il quarto anteriore della mucca non si usa per bistecche, arrosti o spezzatini e non è certo nei supermercati e nelle macellerie

Il quarto anteriore della mucca è considerato una carne di mediocre qualità e non viene usato per bistecche, arrosti o spezzatini e non viene esposto nei supermercati e nelle macellerie. Per questi motivi costa meno della metà rispetto al manzo e 3 – 4 volte meno rispetto alla carne di vitello (*).

 

Diciamo che si tratta di un ottimo sistema per riciclare la carne difficilmente vendibile al dettaglio, con il grosso vantaggio di poter proporre panini a poco prezzo. Il tono delle campagne pubblicitarie di McDonald’s lascia intendere che quando acquisto un hamburger ho scelto un prodotto di alta qualità, ma non è così. La catena può vendere a soli 4 euro un Happy Meal, come si vede nello spot in questi giorni, perché si tratta di carne di vacca dura e legnosa  (**)  anche se come dice da McDonald’s “100% italiana e proveniente da muscolo intero disossato a mano” . D’altro canto i conti sono presto fatti, un hamburger di scottona da Esselunga costa 2 euro, quelli meno pregiati 1,20 €! Con questi prezzi come si fa vendere un Happy Meal a 4 euro?

 

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Il quarto anteriore della mucca non si usa per bistecche, arrosti o spezzatini e non è esposto sui banchi dei supermercati e delle macellerie

(*) La carne di vacca costa all’ingrosso 1,0 euro al chilo, quella di manzo o vitellone 2,30-2,40 euro/kg, mentre il vitello svetta a 3,50 euro/kg. Fonte Ismea marzo 2015.

(**) Questa è la dichiarazione di McDonald’s sulla carne usata che si può leggere sul sito della società. “Dal 1996 McDonald’s si affida a Inalca, società del Gruppo Cremonini, principale produttore italiano di hamburger. Un partner selezionato per la lunga esperienza nella produzione di carne, la competenza e l’italianità. Gli hamburger sono 100% carne bovina, proveniente da soli allevamenti italiani, di muscolo intero, disossato a mano e poi macinato. Usiamo carne proveniente dagli stessi animali da cui proviene la carne che si trova nelle macellerie o nei supermercati.”

 

Roberto La Pira

© Riproduzione riservata

Foto: iStockphoto.com

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  Roberto La Pira

Roberto La Pira
Giornalista, laurea in Scienze delle preparazioni alimentari

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23 Commenti

  1. Sono anni che non mangio un hamburger di McDonald, e non ho alcuna intenzione di mangiarne, ma mi chiedo: capisco che il taglio usato sia di mediocre qualità, ma soprattutto perché è un pezzo di carne legnosa, che una volta macinato perde questa sua negativa caratteristica. Quindi parlando esclusivamente dell’hamburger, e non del resto del pacchetto, che problemi ci sono? E’un taglio poco sano per la salute, o si fa solo fatica a masticarlo e per questo viene venduto esclusivamente sotto forma di hamburger. Perhcé se la risposta è la seconda non capisco dove sia il problema. Del resto McDonalds si fa pagare la carne quello che vale.

    • Roberto La Pira

      Il problema è che se legge la nota sul sito di McDonald’s e che noi riportiamo in fondo all’articolo, sembra che la carne sia la stessa che troviamo al supermercato o in macelleria

    • C’è un problema, un hamburger con quel tipo di carne, fatto con carne a tenore di massa magra 95-5 (come una scelta da supermercato) e secondo una ricetta casalinga e semplice (io per esempio metto carne/senape/sale e pepe niente di più negli hamburger, e se la carne è davvero ottima nemmeno quello) verrebbe davvero un pezzo di stoppa.
      Quello del mcdonalds è mangiabile, e nemmeno tanto buono (se prendiamo a standard un hamburger di vitello macinato in giornata e non eccessivamente schiacciato e lavorato con le mani/media cottura in padella) ed è mangiabile solo perché il tenore di grasso è altissimo (d’altronde parliamo di vacche cresciute a ormoni, non chianina pascolata), vengono aggiunti aromi chimici e altri ingredienti chimici x rendere la consistenza meno stopposa, il panino é riempito di salse (parlo del bigmac, il bestseller, quello che di solito mangiavo perché gli altri mi sembravano cartone).
      Con una carne del genere, se la trovassi al supermercato o dal macellaio, io forse forse ci farei il brodo.
      Ho un sentore che le aziende produttrici di cibo x animali possano usarle x tagliare i costi… Ma certamente non ci farei un hamburger, che contrariamente alla polpetta non è fatto indifferentemente con tagli di carne “poveri” e non è un piatto di riciclo, e soprattutto ha un solo ingrediente essenziale che è la carne.
      Non è per il fatto della carne in se che è sempre carne, il problema è che non si pubblicizza un prodotto con aggettivi da cibo gourmet, quando è probabile cibo per cani… Sarebbe come servire un piatto di broccoli mettendo nel piatto i fusti fibrosi e non le inflorescenze gustose e adatte allo scopo… 🙂

  2. Premesso che Mc Donald’s non mi risulta particolarmente simpatica per molti motivi, consiglio di cambiare obbiettivo e atteggiamento, l’accanimento vi rende poco credibili e finisce per renderli dei martiri…

    • Signor Massimo, non credo si tratti di accanimento, ma di informazione. a me sembra invece che sia il Mc Donalds ad accanirsi con pubblicità mirate ai bambini o pretendendo di affiancarsi ai più grandi prodotti italiani quasi a portarsi al loro livello, che però è ben lontano dal raggiungere (il parmigiano ecc ecc) La multinazionale in questione ci tartassa da anni. Io ho mangiato qualche volta da loro ed è innegabile che siano alimenti con un ottimo sapore, ma ciò perchè sono imbottite di additivi, e soprattutto noto che, nonostante ingerisca un quantitativo di calorie che mi basterebbero per tre giorni, non sono mai sazia (si veda il potere saziante praticamente nullo) e impiego due giorni a digerirli. io mio figlio non ce lo porterei…

    • questa sarebbe informazione? in questo modo faziosa volta solo ad avere notorietà per il sito grazie all’esposto per bloccare la pubblicità? l’informazione sarebbe confrontare, come avete fatto in molti articoli su questa vicenda, la margherita sana con l’happy meal più grasso? confrontare un menu con l’acqua con un menu con la cocacola? supporre che il bambino prenda una margherita e acqua in pizzeria e invece porre dei dubbi sul fatto che il bambino prenda lo yogurt e il succo al mc ma invece preferisce il menu più grasso? Questa sarebbe informazione per voi?

    • Roberto La Pira

      Gentile GP, le è forse sfuggito questo articolo di due giorni fa che propone proprio quello che lei chiede. Buona lettura
      http://www.ilfattoalimentare.it/fast-food-marketing-abitudini-bambini.html

    • Guardi sig. La pira sono un attento lettore non mi è sfuggito il confronto tra MENU MC DONALD USA vs MENU SALUTARE da dieta con riso integrale, addirittura. questa sarebbe l’informazione che volete fare? con questo tipo di paragoni e senza nessun assunto base di marketing criticare una comunicazione di un’azienda? non dico che non ci siano parti discutibili del messaggio ma di sicuro non gli argomenti evidenziati da questo sito

    • sebastiano cocco

      Accanimento?? Stiamo parlando del primo produttore mondiale di Junk Food o cibo spazzatura, che non mancherá mai di attaccare il suo peggior nemico, la “dieta mediterranea”…..

  3. Onestamente Mc D non è l’unica (anzi…) a fare pubblicità rivolte al target bambino, che svolge funzione di rimorchio al responsabile d’acquisto, certo che se quest’ultimo è debole…

    • il target non è il bambino, cito il testo dello spot:

      “tuo figlio non ha dubbi: Happy Meal, sempre a 4 euro”

      Dice TUO FIGLIO, più semplice e palese di così che il target non è bambino…

    • Roberto La Pira

      Al di fuori delle parole sostenere che il target non sono i bambini mi sembra una difesa di ufficio. Diciamo che anche i bambini potrebbero sentirsi coinvolti

  4. Poi si legge questo:

    http://www.ilmessaggero.it/SOCIETA/PIACERI/masterchef_mac_donald_amp_39_s_complici_scherzo/notizie/1293786.shtml

    e si capisce che il marketing (e il marchio) funziona sia in un verso che nell’altro su tutti quanti…

  5. Il riferimento alla “vacca” mi sembra un filino pretestuoso. Intanto perchè “per definizione” la “svizzera” nasce come “ripiego” per utilizzare (rendendola più masticabile e digeribile) carne non di primissima scelta (almeno come taglio).
    Che poi si possa anche usare un filetto di Angus per farci l’hamburger è un’altra questione (se va bene a chi pratica questo oltraggio)
    Che poi in Gran Bretagna (mica a Napoli …) possano adontarsi che un hamburger possa risultare più gradito a un bambino rispetto a una pizza locale (magari con ananas o salsiccia piccante) …

    • Roberto La Pira

      Anche se non piace i veterinari la chiamano vacca e se la definisci mucca si arrabbiano.

    • Oddio. Se è per questo, i veterinari per indicare la maiala (non in senso toscano, ma come femmina del maiale) usano anche un altro termine, che nel lessico comune indica una certa facilità di costumi … 🙂

    • “Vacca” e “troia” sono i termini corretti (come i loro corrispondenti maschili “toro” e “verro”) che vengono insegnati ad Agraria e Veterinaria e usati da tutti gli adetti ai lavori.
      “Mucca” è un termine colloquiale entrato nell’uso solo perchè “vacca” (come “troia”) nel parlare comune ha assunto una valenza negativa e dispregiativa.

      Mauro

    • Sulla questione vacca-mucca mi permetto di aggiungere per precisione che tutte le mucche sono vacche ma non tutte le vacche sono mucche. Il termine mucca, di etimologia incerta, sembra derivi dai termine mungere + vacca, e per mucca si intendono infatti solo le vacche da latte.

  6. sebastiano cocco

    MC donalds, non si sarebbe mai permesso di fare pubblicitá ingannevole, o ben mascherata, dipende dai punti di vista, se no avesse la certezza, quasi matematica, di una nulla o quanto mai tiepida reazione dei governi di questi ultimi dieci anni, da quando é partita massiccia la campagna contro i prodotti che costituiscono la dieta mediterranea sopratutto, non per nulla attualmente, i maggiori sponsor di EXPO sono Mac Donalds, Nestlé, e Coca Cola, , insomma siamo passati dal ” nutrire il pianeta” a “ingrassare il pianeta”.

  7. Non per difendere Mc, da cui vado forse due volte l’anno, ma non stanno affatto ingannado il consumatore:
    —-
    “Usiamo carne PROVENIENTE DAGLI STESSI ANIMALI da cui proviene la carne che si trova nelle macellerie o nei supermercati”
    —-
    NON significa affatto “usiamo LA STESSA CARNE eccetera”, basta capire l’italiano.

    Insomma dichiarano il vero, usano una parte (anteriore) della stessa bestia che per il resto va in macelleria e supermercati.

    Tra l’altro il quarto anteriore è da sempre usato in cucina per le preparazioni a lunga cotture, stracotto, spezzatino, lesso eccetera, mia nonna comprava abitualmente girello, spalla, punta petto e altri tagli anteriori per queste preparazioni, e stiamo parlando di sessant’annifa, quando ancora non c’era la mania della “fettina che si scioglie in bocca” e la carne era ancora considerata da molti un lusso della domenica.

    Mauro

    • Roberto La Pira

      MCDonald’s sa usare molto bene le parole e le ambiguità. La carne di vacca però non si trova in macelleria e tanto meno nei supermercati. Poi è giusto che venga usata in qualche modo , ma è alquanto ambiguo lasciare credere che sia la stessa di quella che troviamo nei punti vendita, anche perché costerebbe la metà.

  8. ok parlare di McDonald’s, ma ricordiamoci che si tratta di un’unica azienda che fa comunicazione ed infatti tanti sanno tanto su ingredienti e procedure del colosso. Ma ricordiamoci anche che delle 15000 pizzerie italiane non sappiamo quasi niente nè della qualità degli ingredienti utilizzati né delle procedure di conservazione/lavorazione/approvvigionamento…..

    riflettiamo (anche) su questo, prima di criticare i quarti anteriori o le calorie dei pasti, perchè se è vero che un chilo di olio extra vergine non può costare meno di 7 ero, quanto deve costare al minimo una pizza margherita?

    • Rispondo alla tua domanda: il prezzo della margherita lo fa principalmente il mercato locale. Attorno alle 3 euro a Napoli mentre nel Regno Unito va dalle 8 euro in su. Parlo comunque considerando l’utilizzo di ingredienti di ottima qualita’ ovviamente (non considero qua le pizzerie d’asporto scadenti presenti negli UK che fanno a dir poco pena).
      Per quanto riguarda le procedure di conservazione/lavorazione/approvvigionamento queste sono di solito al vaglio degli organi di controllo (di solito a cadenza periodica e/o occasionale). Aggiungo inoltre che un pizzaiolo che tiene in modo poco igienico le materie prime e il prodotto finito ha sicuramente poca “vita commerciale” perche’ il cliente standard in Italia e’ molto piu’ preparato rispetto al resto d’Europa.