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Frutta al 100% dice l’etichetta, ma nella bottiglia ci sono zucchero e 5 additivi. È tutto corretto? Risponde Dario Dongo

banana
Mixer banana con la dicitura 100% frutta. Siamo sicuri?

Gentile redazione,

l’azienda Mixer Srl produce “polpe concentrate” a uso professionale a base di frutta quali banana, fragola, ciliegia ecc … destinati alla preparazione di cocktail nel mondo della ristorazione collettiva,  nei bar (topping per gelati) e  nelle discoteche. Mixer dichiara in etichetta un elenco ingredienti con la dicitura “100% frutta  purea e/o polpa o succo ) seguito da zucchero, conservanti, stabilizzanti, addensanti, coloranti, aromi”.  Sulla bottiglia viene pubblicizzata la presenza di frutta al 100%.

 

A fronte delle attuali normative di etichettatura, come è possibile dichiarare matematicamente la presenza di un ingrediente al 100% all’interno di una lista che riporta frutta, zucchero, conservanti, stabilizzanti, addensanti, coloranti, aromi? Il prodotto, pur contenendo come dichiarato il 100% frutta è stabile a temperatura ambiente e viene anche utilizzato più volte dal barista, lasciato sui banchi bar, senza alcuna precauzione. Qual è il significato di questa dicitura “100% frutta” che lascia ipotizzare un prodotto privo di conservanti e additivi?

Lettera firmata

 

Risponde l’azienda Mixer S.r.l.

La risposta e molto semplice: il 100% dichiarato è in termini di volume e non di contenuto in quanto vengono utilizzate polpa o purea concentrata di frutta. Per esempio nel Mixer fragola, la purea da noi utilizzata è concentrata 2 volte, ciò significa che dal frutto, tramite un processo molto semplice, viene asportato il 50% dell’acqua del frutto. In un litro di prodotto viene quindi utilizzato il 50% di purea e il 50% di acqua per ricostituire il prodotto. Questo significa che per la preparazione del nostro sciroppo 100% di frutta utilizziamo 500 g di concentrato, equivalente a 1000 g di purea ricostituita al naturale, lasciando così spazio a tutti gli altri ingredienti acqua inclusa. Questo avviene anche per altri prodotti di uso domestico, come il succo di frutta.

 

Ciliegia
La purea di frutta 100% viene indicata come uno degli ingredienti di una lista composta anche da conservanti, aromi e addensanti

Quando leggiamo che la proporzione di pera o pesca è pari al 50% , in realtà in termini di contenuto si tratta di un 10/15 % di concentrato al quale è stata aggiunta la quantità di acqua per ricostituirlo. Concludo evidenziando che ogni frutto ha una percentuale di acqua diversa all’interno e pertanto ogni prodotto ha percentuali differenti di purea e acqua. L’attuale legge sull’etichettatura consente di dichiarare in etichetta, laddove si usi frutta concentrata, la percentuale di frutta ricostituita al naturale nel momento in cui questa venga reidratata nel processo di produzione.

 

Infine per rispondere ai quesiti sulla conservazione ovviamente la stabilità del nostro prodotto è garantita dall’elevata percentuale di zuccheri e dalla presenza dei conservanti regolarmente ammessi e dichiarati in etichetta. Infine in etichetta vengono riportate le indicazioni per il corretto stoccaggio del prodotto, ossia: “Conservare in un luogo fresco. Una volta aperto si consiglia di conservare in frigorifero.” Più in generale, fornendo alla clientela la scheda tecnica di tutti i prodotti acquistati, garantiamo un potente mezzo di consultazione, che permette loro di utilizzare al meglio le nostre forniture nel pieno rispetto delle normative CEE vigenti.

Diego Salmi

 

Risponde l’avvocato esperto di diritto alimentare Dario Dongo autore del libro l’Etichetta, che si può scaricare gratuitamente dal nostro sito.

Secondo l’azienda Mixer Srl le percentuali riportate sulle etichette dei suoi prodotti sono riferite ai volumi anziché al peso degli ingredienti. Un concetto che ci è nuovo,  visto che il riferimento al volume – per quanto ci risulti – è ammesso dalla normativa vigente soltanto per la dichiarazione della quantità di alcol (x% alc. vol.). L’azienda precisa che “fornendo alla clientela la scheda tecnica di tutti i prodotti acquistati”, garantisce “un potente mezzo di consultazione”. Rimane tuttavia da risolvere il problema della coerenza delle notizie riportate nelle schede tecniche con quelle offerte in etichetta, che devono risultare chiare e comprensibili al consumatore medio.

 

In linea di principio appare fuor di dubbio che un’indicazione quantitativa del tipo “100% …” deve corrispondere a un alimento il cui esclusivo ingrediente sia quello indicato se la dicitura è riferita al prodotto nella sua interezza (es. “100% frutta” su etichetta, pubblicità o altra informazione commerciale). Questo avviene nel caso dei succhi di frutta che, se pure ricostituiti a partire da concentrato, sono esclusivamente composti dalla frutta citata in denominazione di vendita (es. succo di arancia, o ananas, 100%) e nella lista ingredienti.

 

Se invece ci si riferisce a un singolo ingrediente, non è corretta e induce in confusione il consumatore. La quantità dell’ingrediente principale, da riportare obbligatoriamente nella denominazione di vendita o nella lista ingredienti, deve indicare la quota di tale ingrediente rispetto al totale degli ingredienti utilizzati nella ricetta o formulazione del prodotto.

Dario Dongo

 

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Foto: photos.com

 

  Redazione Il Fatto Alimentare

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4 Commenti

  1. Avatar

    La spiegazione di Diego Salmi è debole.
    100% resta 100% sia in peso sia in volume anche nel caso di un liquido prima disidratato e poi reidratato. Se si fanno altre aggiunte, sia pure in sostituzione dell’acqua, non è più il 100% di prodotto originale. La furbata serve a mascherare l’entità della sostituzione ed è aritmeticamente errata, quindi ingannevole!

  2. Avatar

    Una domanda alla Mixer:
    un produttore che confeziona un succo tal quale al 100%, senza altri ingredienti, cosa dovrebbe indicare in etichetta, se non succo di …… al 100%?
    Cosa lo differenzia dai vostri succhi? Nulla?

  3. Avatar

    Gli ingredienti vanno indicati in ordine decrescente di peso al momento della loro utilizzazione nel prodotto finale.
    Nello stabilire questo ordine decrescente gli ingredienti utilizzati in forma concentrata possono essere indicati in base al loro peso prima della concentrazione.
    Quindi tutto il discorso fatto dalla Mixer vale per stabilire l’ordine di elencazione degli ingredienti in cui la purea di frutta apparirà al primo posto.
    Molto diverso è scrivere 100% fruit sulla confezione.
    Questo è un messaggio ingannevole e come tale da sanzionare.

  4. Avatar

    In linea di principio l’utilizzo di un succo o di un succo/polpa ricostituito “al naturale” (100%) a partire da un concentrato non è proibito e per un’azienda corrisponde a logiche di mercato quali es. stoccaggio e conservazione dei semilavorati, minori costi di gstione usando ingredienti freschi e deperibili.
    Però quando vado a comporre una lista ingredienti a cui si aggiungono intenzionalmente altri ingredienti, la legge impone di riportare gli ingredienti in ordine decrescente e fatto 100 il prodotto finito la somma dei componenti non potrà ecedere questo indice, tanto meno un singolo ingrediente valere da solo il 100%.
    E poi chi mi dice che il produttore sia stato onesto nel diluire il semilavorato di “n” volte esatte la sua concentrazione? Bisognerebbe che almeno in scheda tecnica riporti una annotazione che dice di partire da un concentrato di determinate caratteristiche (ma questo la legge non lo impone).
    Ecco perchè trovo ingannevole le diciture di questo prodotto. E al pari trovo ingannevole l’informazione della Mixer che dice di ricostituire la frutta “al naturale”: ora l’impiego del termine “naturale” mi sembra sia soggetto a particolari restrizioni, può essere naturale un prodotto ricostituito?