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Fette biscottate a confronto: quelle di Conad e GrissinBon sono uguali, cambia solo il confezionamento e il prezzo

fette biscottate grissinbon classiche
Le fette biscottate della Conad sono uguali a quelle marchiate GrissinBon

Le fette biscottate della Conad sono uguali a quelle marchiate GrissinBon. È questa la sintesi del confronto che Il Fatto Alimentare ha realizzato analizzando le confezioni di “Le Fresche Biscottate” classiche GrissinBon con le fette biscottate Conad, prodotte dalla stessa azienda a S. Ilario d’Enza (RE).

 

Basta leggere l’elenco degli ingredienti per rendersi conto che le ricette e i valori nutrizionali sono uguali (farina di grano tenero tipo 0, olio di palma, zucchero, crema di lievito, estratto di malto d’orzo, Presal® sale iodato – sale, iodato di potassio 0,007%). Si tratta dello stesso prodotto con un’unica differenza: il tipo di confezione e il prezzo. Le Fresche Biscottate GrissinBon acquistate nell’ipermercato Leclerc-Conad nel formato da 250g (32 fette suddivise in otto porzioni) costano cinque €/Kg mentre il prodotto Conad nel pacchetto da 315g, contiene 40 fette non porzionate e si compra a 3,33 €/Kg.

 

fette biscottate conad
Le fette biscottate Conad sono prodotte dalla GrissinBon a S. Ilario d’Enza

Oltre a Conad, la GrissinBon realizza fette biscottate anche per molte altre catene di supermercati come: Coop, Esselunga, Despar, Sisa, Finiper, Carrefour e Unes. I prodotti sono omogenei e i capitolati si differenziano di poco, a seconda delle richieste specifiche delle insegne.

 

Sugli scaffali dei supermercati le fette biscottate GrissinBon si possono trovare in diverse varianti: Classiche, Integrali, Cereali, Kamut® e Bio. In alcuni punti vendita è presente anche una versione più economica e spartana da 330g con un prezzo al Kg intorno a 2,8 euro (circa 0,9 euro a confezione), non presente però sugli scaffali dell’ipermercato del rilevamento. Anche questa versione è identica a “Le Fresche Biscottate”.

 

fette biscottate grissinbon normali
GrissinBon vende a 2,8 euro €/Kg una versione più economica, identica a quella “elegante”

La conclusione del confronto è che siamo di fronte ad un produttore che rifornisce gran parte dei supermercati con fette biscottate simili, per non dire che a volte sono uguali. C’è quindi la concreta possibilità di risparmiare il 20% circa scegliendo le marche dell’insegna che infatti rappresentano il 23% delle vendite totali.

 

Claudio Troiani

 

tab fette biscottate conad grissinbon

© Riproduzione riservata

Foto: Photos.com, Grissinbon.it

  Redazione Il Fatto Alimentare

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4 Commenti

  1. Gentile Redazione, che si rediga un articolo dove si confronta un prodotto di marca e uno del supermercato può accettarsi nell’ottica della corretta informazione, ma che si concluda con un chiaro invito e parteggiamento nell’ottica del “risparmio” mi sembra palesemente fuori luogo, oltre che sleale. Per quanto mi riguarda questo sito sta diventando sempre più un manifesto del no logo come se tutte le aziende nuocessero nell’ottica del proprio business.
    E per quanto riguarda la vostra raccolta pubblicitaria non credo più sia opportuno che le aziende ci investano, considerato il tenore degli argomenti trattati.
    Vi invito ad informarsi sul livello di trattamento che quasi tutte le insegne della GDO riservano alle aziende, costrette a sottostare alle loro regole pur di continuare ad operare in un mercato che non è affatto libero come si creda.
    Informatevi prima di esprimervi.

    • Valeria Nardi

      Gentile Nicola,
      il nostro obbiettivo è informare i consumatori, e non parteggiare. Ci dispiace se le abbiamo dato questa impressione. Tra l’altro se si legge la tabella o si osserva la fotografia in homepage, si può notare che il prodotto più economico non è quello a marchio del supermercato ma quello con la marca dell’azienda. Riguardo invece ai rapporti tra aziende e Gdo, la invito a leggere alcuni dei nostri articoli sull’argomento (basta inserire art.62 in”cerca”). Al tema abbiamo addirittura dedicato un libro “Articolo 62: una rivoluzione” di Dario Dongo, che si può scaricare gratuitamente da nostro sito: http://www.ilfattoalimentare.it/ebook-articolo62

  2. Christian Ferrari

    C’è anche da enfatizzare che nelle fresche Grissin Bon le 32 fette sono confezionate in 8 porzioni da 4 con conseguente aumento di costi di produzione (serve una macchina che realizza una confezione in più) e di imballaggi il tutto con l’obiettivo di migliorare la conservazione del prodotto. Un single che a colazione mangia 4 fette alla volta e non tutti i giorni mangerà un prodotto sempre fresco. Inoltre l’astuccio in cartone è di qualità/costo ben superiore… La Fiat produce sia la Ferrari sia a Panda ma nessuno si lamenta del prezzo troppo diverso… Sono prodotti diversi!

  3. Nessun commento sul fatto che entrambe le fette biscottate, che dovrebbero essere un prodotto più leggero rispetto a biscotto e merendine, contengano l’olio di palma, che aumenta la colesterolemia!! E che si trova anche in noti biscotto per la prima infanzia.