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Fast food vicini di casa: i ragazzi che vivono in quartieri pieni di pizzerie, negozi di dolci e cibo spazzatura sono più inclini a diventare obesi

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I fast food vicini di casa aumentano il rischio obesità tra i ragazzi

I bambini e i ragazzi che vivono in aree con forte presenza di fast food, pizzerie, fish and chip  e negozi di dolci, hanno più probabilità di diventare obesi o in sovrappeso, secondo una ricerca condotta in Gran Bretagna dall’University of East Anglia e dal Centre for Diet and Activity Research, pubblicata dalla rivista Health and Place.

 

I ricercatori hanno considerato oltre un milione di studenti, utilizzando i dati del National Child Measurement Programme che ogni anno registra altezza e peso della maggioranza dei ragazzi delle scuole statali inglesi. I più esposti al rischio di aumento di peso legato al consumo di alimenti ipercalorici per la prossimità dei punti vendita di junk food, sono gli adolescenti delle scuole secondarie, che hanno più soldi e autonomia di scelta dei cibi rispetto ai bambini delle scuole primarie.

Lo studio ha verificato che la correlazione vale anche al contrario: bambini e ragazzi residenti in zone con maggior presenza di negozi che vendono alimenti salutari, saranno più propensi verso questi consumi.

 

Il fatto che i fast food siano maggiormente presenti nelle zone economicamente depresse e che i bambini appartenenti a famiglie con redditi medio-bassi siano più esposti al sovrappeso e all’obesità era già noto, ma questa è la prima ricerca che analizza su scala nazionale la correlazione tra il peso di bambini e ragazzi e la disponibilità di junk food.

 

 Beniamino Bonardi

Foto: Photos.com

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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2 Commenti

  1. In un paragrafo si dice che i più esposti al rischio di aumento di peso legato al consumo di alimenti ipercalorici per la prossimità dei punti vendita di junk food, sono gli adolescenti con più soldi a disposizione.
    Sotto invece si scrive che i bambini appartenenti a famiglie con redditi medio-bassi sono più esposti al sovrappeso e all’obesità.
    Mi sembrano due conclusioni che, almeno parzialmente si contraddicano, non che si supportino, sbaglio?

  2. Beniamino Bonardi

    Grazie per la segnalazione, Alessandro. Abbiamo corretto la frase, chiarendo che il confronto non è tra adolescenti con maggiore o minore dispinibilità di soldi, ma tra adolescenti e bambini. Nel senso che i più esposti al rischio di aumento di peso legato al consumo di alimenti ipercalorici per la prossimità dei punti vendita di junk food, sono gli adolescenti delle scuole secondarie, che hanno più soldi e autonomia di scelta dei cibi rispetto ai bambini delle scuole primarie.