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Etichette ingannevoli, il commissario Ue Andriukaitis scrive ai governi: controllate di più. Iniziativa dopo la denuncia del Beuc

olio supermercato etichette“Esorto tutti gli Stati membri a rafforzare le loro attività nazionali di controllo sulle pratiche di etichettatura adottate dalle imprese alimentari”. “Confido che siate d’accordo sul fatto che i consumatori debbano essere informati in modo appropriato sugli alimenti che acquistano e che qualsiasi pratica di etichettatura ingannevole dovrebbe essere prevenuta. Le informazioni sugli alimenti dovrebbero perseguire un alto livello di protezione della salute e degli interessi dei consumatori, fornendo loro la base per compiere scelte informate e fare un uso sicuro degli alimenti, in particolare per quanto riguarda gli aspetti relativi alla salute e a quelli economici, ambientali, sociali ed etici”.

È quanto scrive in una lettera ai governi degli Stati Ue il commissario europeo alla Salute e alla Sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis, dando seguito al rapporto del Beuc, l’organizzazione europea dei consumatori, che ha fotografato i modi in cui le etichette ingannevoli sui prodotti alimentari inducono in errore i consumatori. Il Beuc chiede che vengano stabilite definizioni comuni, a livello europeo, su termini come “tradizionale”, “artigianale” o “naturale”, siano fissati livelli minimi sulla presenza di cereali integrali quando si evidenzia la parola sull’etichetta come pure un contenuto minimo di frutta per i prodotti che la pubblicizzano sulla parte anteriore della confezione. 

Nell’invitare le autorità nazionali ad un maggior controllo sulle etichette, il commissario Andriukaitis informa che gli uffici della Commissione europea stanno considerando e analizzando la richiesta del Beuc di una modifica delle regole esistenti.

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  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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Un commento

  1. Mi chiedo se non sarebbe meglio che la responsabilità di eventuali etichette ingannevoli possa essere passata al canale di distribuzione finale. In questo modo ci sarebbe un vero controllo (impossibile o comunque minimamente affrontabile dai corpi di stato viste le quantità di merci) e la veridicità dell’etichetta potrebbe diventare un fattore determinante della scelta dell’assortimento da parte del venditore.
    Immagino che il consumatore finale apprezzerebbe e premierebbe questa forma di tutela.