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I dubbi sulle nuove norme dell’olio extra vergine. La risposta di Alberto Grimelli di Teatro Naturale

olio extravergine d'olivaUn lettore che opera nel settore oleario ci ha chiesto chiarimenti a proposito delle nuove norme europee sulle indicazioni facoltative di etichettatura dell’olio extra vergine d’oliva, di cui ha parlato la rivista online Teatro Naturale in un articolo che abbiamo riportato ieri.

Sono un tecnologo alimentare che opera nel mondo dell’olio extra vergine. Mi confronto quotidianamente sugli aspetti legati alle normative e spesso devo dare spiegazioni non solo a chi si occupa della comunicazione, ma anche a persone che dovrebbero forse saperne più di me, perché adibite al controllo presso enti o consorzi. La legge italiana 122/2016 obbliga ad inserire sull’etichetta dell’extra vergine l’annata di produzione. Il recente regolamento europeo 1096/2018 dà la facoltà agli stati membri di rendere obbligatoria l’indicazione dell’annata della campagna olearia a livello nazionale. Vorrei sapere come fa un semplice cittadino o un professionista del settore a capire se l’Italia ha notificato la volontà di avvalersi di una legge a livello nazionale in deroga a quella europea?

Matteo Giusti

Questa è la risposta di Alberto Grimelli, direttore di Teatro Naturale.

Il regolamento comunitario 1096/2018 è stato pubblicato il 3 agosto 2018 ed è entrato in vigore tre giorni dopo. Si tratta di una normativa assolutamente recente, la cui emanazione ha sorpreso molti operatori del settore, considerando la relativa vicinanza della campagna olearia e il fatto che molte aziende hanno già stampato le etichette. La legge italiana che dispone l’obbligo dell’annata di produzione in etichetta unicamente per l’olio 100% italiano è del 2016, quindi di molto precedente.
Il regolamento comunitario supera, ma anche include, la legge nazionale, dando la possibilità ad ogni Paese membro possa di rendere obbligatoria l’indicazione dell’annata di raccolta. Non si tratta quindi di una deroga, ma del recepimento di una volontà italiana, espressa durante numerose riunioni a Bruxelles, che mette fine alla querelle sul presunto contrasto tra la legge italiana 122/2016 e il diritto comunitario. Stante il periodo di ferie, non credo che il Ministero delle politiche agricole abbia già notificato alla Commissione europea la richiesta di avvalersi della facoltà di obbligare l’indicazione dell’annata e al momento non sappiamo se lo farà.
Il mio consiglio professionale è comunque di inserire la dicitura, così come prevista dal nuovo regolamento comunitario: campagna olearia 2018/2019 (per la prossima raccolta).

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  Annalisa Cavazza

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4 Commenti

  1. “La legge italiana che dispone l’obbligo dell’annata di produzione in etichetta unicamente per l’olio 100% italiano è del 2016, quindi di molto precedente.”
    Ergo se metto un piccolo % di olio importato, per la legge italiana non ho più l’obbligo d’indicazione dell’annata di produzione? Bella trovata!

    • in quel caso non puoi più scrivere 100% Italiano

    • D’accordo, ma per il 90% dell’olio sul mercato nessun obbligo d’indicazione dell’annata di produzione.
      Non mi sembra un gran risultato di qualità e trasparenza, concorrenza sleale a parte.

    • Anche se metti l’1% di olio 100% italiano di un’altra annata non c’è l’obbligo di indicare l’annata