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Etichetta ambientale degli imballaggi, rimandata al 31 dicembre 2022 l’entrata in vigore della legge

Come da consuetudine (tutta italiana), a fine anno è stato pubblicato il Decreto Milleproproghe (1) contenente una serie di proroghe, appunto, e rinvii di scadenze. Tra queste, ha trovato posto anche quello per l’obbligo di utilizzare l’etichetta ambientale degli imballaggi, disposizione che avrebbe dovuto diventare operativa il 1° gennaio, ma che era stata posticipata al 30 giugno 2022. Un’entrata in vigore che ora viene nuovamente rimandata, grazie alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di conversione del Decreto Milleproroghe: con le modifiche apportate è stata disposta la sospensione fino al 31 dicembre 2022.

La misura fatica dunque a vedere la luce, visto che si tratta, di fatto, del quarto rinvio: l’etichetta ambientale sarebbe dovuta entrare in vigore nel settembre 2020 (3). Le proteste delle imprese per la mancata concessione di un periodo transitorio avevano portato a una prima proroga al 31 dicembre 2021, disposta con il Milleproroghe dello scorso anno, che per un pasticcio burocratico aveva però riguardato solo una parte della disciplina, quella delle informazioni sul fine vita del packaging, lasciando di fatto inalterato l’obbligo di indicare il codice alfanumerico che identifica la natura del materiale. Successivamente, il decreto legge Sostegni aveva rinviato al 1 gennaio 2022 l’applicazione dell’intero obbligo di etichettatura.

È stata rimandata nuovamente l’entrata in vigore dell’etichetta ambientale degli imballaggi, ora prevista per l’inizio del 2023

Lo scorso dicembre è arrivato il nuovo Milleproroghe che aveva concesso altri sei mesi alle imprese coinvolte e al ministero della Transizione ecologica (il quale si trova in carico lo sviluppo di linee guida tecniche per l’etichettatura) per sciogliere i dubbi interpretativi che ancora oggi accompagnano la lettura e applicazione della disciplina; infine, si è trovato spazio per un ulteriore rinvio, fissato per la fine dell’anno corrente. Secondo le disposizioni previste, le seguenti informazioni dovranno essere presenti su ogni confezione:

  1. La tipologia di imballaggio (scritta per esteso o mediante una rappresentazione grafica) per esempio: flacone, bottiglia, vaschetta, etichetta, lattina.
  2. L’identificazione specifica del materiale (codifica alfanumerica ai sensi della Decisione 97/129/CE, integrata eventualmente con l’icona prevista ai sensi della UNI EN ISO 1043-1:2002 (imballaggi in plastica), oppure, ai sensi della CEN/CR 14311:2002 (imballaggi in acciaio, alluminio e plastica), per esempio: Pet(1), Alu(41), Pap(21).
  3. La famiglia di materiale di riferimento e l’indicazione sul tipo di raccolta (se differenziata o indifferenziata oppure l’indicazione sul tipo di raccolta (se differenziata o indifferenziata) e, nel caso si tratti si raccolta differenziata, indicazione del materiale di riferimento.

etichetta ambientale degli imballaggi informazioni minimeL’obiettivo è agevolare la raccolta, il riutilizzo, il recupero ed il riciclaggio delle confezioni, nonché dare una corretta informazione ai consumatori sulla loro destinazione finale. Per quanto attiene all’ambito di applicazione del Decreto, esso non è strettamente correlato al luogo di produzione dell’alimento o del prodotto, sia questo UE o extra UE, ma, piuttosto, al territorio nell’ambito del quale l’imballaggio viene immesso.

Il Conai (Consorzio nazionale imballaggi) ha dato vita a svariate iniziative nel corso del 2021, per cercare di rispondere ai numerosi dubbi interpretativi delle aziende circa i contenuti da riportare in etichetta, vista l’assenza di formule specifiche da utilizzare e le perplessità sul corretto perimetro di applicazione. Dalla realizzazione di una piattaforma web dedicata all’argomento, in cui confluiscono diversi strumenti messi a punto per assistere i produttori, allo sviluppo di e-tichetta, uno strumento fruibile in autonomia dalle imprese per individuare i contenuti da apporre in etichettatura ambientale e caratterizzare dal punto di vista ambientale l’imballaggio (la riciclabilità, la compostabilità o il contenuto di materiale riciclato). Fino al più recente ciclo di webinar denominato “Conai Academy Week – Questione di etichetta” (nove eventi a cui hanno partecipato oltre 6.500 aziende operanti in svariati settori tra cui quello alimentare, farmaceutico, cosmetico, retail, Gdo), svoltosi a fine settembre.

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Il Conai ha organizzato diverse iniziative nel corso del 2021 per aiutare le aziende a organizzarsi in vista dell’arrivo della nuova etichetta ambientale

Proprio in questa occasione il Consorzio ha anche lanciato un concorso, denominato ‘Call for Good Ideas’, per raccogliere le buone pratiche di etichettatura inviate dalle aziende, dando risalto a quelle che possono rappresentare esempi di ispirazione per tutte le altre. Una giuria costituita da Conai, Altroconsumo e Tuttoambiente ha quindi individuato, tra tutti i casi virtuosi inviati, alcune ‘Best ideas’, che si distinguono perché particolarmente complete, chiare, accessibili nei contenuti, o perché prevedono l’utilizzo di canali digitali o l’adozione di supporti esterni. Tuttavia anche quanto messo in campo dal Consorzio non sembra aver sortito gli effetti sperati vista l’ulteriore proroga. Attendiamo, pazientemente a questo punto, il prossimo dicembre per dare un giudizio definitivo. Auspicandoci, ovviamente, di non dover dare notizia di un ulteriore slittamento della misura.

Note:

  1. DL n. 228 del 30 dicembre 2021 recante “Disposizioni urgenti in materia di termini legislativi”
  2. Legge del 25 febbraio 2022 n. 15
  3. Dlg 3 settembre 2020, n. 116 , atto di recepimento della Direttiva UE 2018/852 relativa agli imballaggi e ai rifiuti di imballaggio

© Riproduzione riservata Foto: AdobeStock

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Roberto La Pira

  Luca Foltran

Esperto di Food Contact - Linkedin: Foltran Luca - Twitter: @foltranluca

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