Home / Nutrizione / Energy drink, troppi adolescenti consumano bevande energetiche tutte le settimane

Energy drink, troppi adolescenti consumano bevande energetiche tutte le settimane

I ragazzi di tutto il mondo continuano a bere energy drink, a volte in quantità superiori a quelle consigliate, spesso su base regolare. E c’è un legame evidente e dose-dipendente tra la quantità consumata e un livello più basso di scolarizzazione, nonché disturbi quali insonnia, irritabilità, depressione, cefalea, e poi ancora autolesionismo, iperattività, scadimento del rendimento scolastico, consumo di alcol e tabacco, e altri comportamenti negativi.

Non porta buone notizie uno studio commissionato dal Governo britannico a un gruppo di ricercatori dello University College di Londra, dell’Università di New York e della Ontario Tech University, i cui risultati sono appena stati pubblicati sul British Medical Journal Open. Gli autori hanno analizzato 74 articoli scientifici sul tema, contenuti 15 revisioni e svolti in diversi paesi del mondo, tutti basati su risposte a questionari, quindi su dati riferiti dai partecipanti. Di queste review, sei hanno misurato il consumo tra gli adolescenti, e quasi tutte (14) hanno analizzato i possibili legami con gli effetti sulla salute o il comportamento. 

Student memorizing holding and energy drink in the night
Fino al 67% degli adolescenti intervistati afferma di aver consumato energy drink nell’anno precedente

Il risultato è che una percentuale variabile tra il 13 e il 67% dei ragazzi afferma di aver bevuto energy drink nell’anno precedente allo studio e che i maschi ne consumano di più delle femmine. Per quanto riguarda il Regno Unito, tra il 3 e il 32% consuma almeno un energy drink alla settimana. Per quanto riguarda gli effetti negativi, sono risultati evidenti in chi beve cinque o più energy drink alla settimana..

Oltre a confermare la grande diffusione di questo tipo di bevande tra i più giovani, la metanalisi mostra che, in realtà, ci sono pochi dati scientifici e ottenuti con studi controllati e progettati ad hoc, come del resto si vede nella grande variabilità delle percentuali. Ciò significa che, innanzitutto, sarebbe opportuno e urgente svolgere studi di qualità superiore. Su dati diversi, poi, si potrebbe procedere con limitazioni e norme. Il Governo britannico ragiona dal 2018 sulla possibilità di vietare queste bevande ai minorenni ma, finora, nonostante pareri scientifici richiesti e ottenuti, non ha preso una decisione, proprio per mancanza di basi solide. Altri paesi come la Lettonia e la Lituania lo hanno fatto, così come diverse catene della Gdo (nel Regno Unito teoricamente tutte, con limite a 16 anni) e singoli rivenditori, che hanno stabilito limiti di età, ma la realtà è che c’è ancora parecchia confusione sul tema. 

energy drink studente libri lattina
Gli energy drink possono contenere quantità elevate di caffeina ed altre sostanze energizzanti

Inoltre, bisogna distinguere in base alla composizione, perché molti energy drink contengono, oltre alla caffeina (che in una lattina da 250 ml può equivalere a quella di un doppio espresso), sostanze eccitanti di vario tipo come il guaranà e altri amminoacidi come la taurina, non tutte sicure e non tutte studiate nei loro effetti anche negativi, oltre allo zucchero. Secondo l’associazione britannica dei produttori (la British Soft Drinks Association), una lattina grande da 500 ml contiene 160 mg di caffeina: quanto quattro lattine di cola. Una lattina piccola da 250 ml ne contiene 80 mg, mentre una tazza di caffè americano ne contiene 90, un espresso doppio 60, una tazza di tè nero 50 e 50 grammi di cioccolato amaro ne contengono 25 mg. 

La stessa British Soft Drinks Association, e in particolare il suo direttore Gavin Partington, ha comunque ribadito, a commento dello studio in un’intervista alla BBC: “I nostri membri non fanno pubblicità rivolte agli under 16. Inoltre, le bevande energetiche contengono la dicitura ‘non raccomandato per i bambini’. Il codice di condotta BSDA sulle bevande energetiche è stato introdotto da e per i nostri membri nel 2010 e contiene una serie di punti rigorosi sul marketing responsabile. Rimaniamo impegnati a sostenere la vendita responsabile di energy drink”.

© Riproduzione riservata Foto: depositphotos.com, stock.adobe.com

Il Fatto Alimentare da 12 anni pubblica notizie su: prodotti, etichette, pubblicità ingannevoli, sicurezza alimentare... e dà ai lettori l'accesso completamente gratuito a tutti i contenuti. Sul sito non accettiamo pubblicità mascherate da articoli e selezioniamo le aziende inserzioniste. Per andare avanti con questa politica di trasparenza e mantenere la nostra indipendenza sostieni il sito. Dona ora!

Roberto La Pira

  Agnese Codignola

giornalista scientifica

Guarda qui

bambina integratore

Bambini e dieta, negli USA un genitore su due dà integratori alimentari ai propri figli

Negli Stati Uniti circa il 50% dei genitori di bambini al di sotto dei dieci …

2 Commenti

  1. Gli energy drink purtroppo vengono percepiti come trendy dai ragazzi ( basta guardare che sono gli sponsor di manifestazioni sportive come motociclismo e cross) e dai genitori stessi non sono nemmeno prese in considerazione, se magari si sta attenti ad un possibile consumo di alcol vorrei sapere quanti genitori chiedono ai loro figli se hanno bevuto un energy drink! Come sempre la mancanza di politiche concrete in fatto di nutrizione fa nuovamente capolino

  2. “I nostri membri non fanno pubblicità rivolte agli under 16”
    Eh, certo, perché gli under 16 si tappano gli occhi quando passano le pubblicità riservate agli over 16…

    “Inoltre, le bevande energetiche contengono la dicitura ‘non raccomandato per i bambini’”
    Il che di fatto è un incitamento a berle proprio ai minorenni, che sono i soggetti più fragili e influenzabili e farebbero (fanno!) tutte le cose possibili per dimostrare di “essere grandi”.

    Sorvolando poi sul fatto che ci sono adulti, ancora meno maturi dei bambini, che consumano cibi e bevande perché proposti dagli influencer, proprio non mi riesce di concepire come sia possibile che un adulto d’intelligenza normale non mangi o beva in base al gusto suo ma in base a quello di semianalfabeti pagati per pubblicizzare la qualunque.