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Energy drink, i consumi sono cresciuti molto negli Stati Uniti: sono i giovani a berne di più. Ma qualcosa inizia a cambiare

energy drink bicchiere lattine ghiaccioNonostante sia diventato chiaro che possono far male e nonostante le autorità sanitarie di diversi Paesi abbiano invitato alla cautela e altre abbiano preso provvedimenti per limitarne la diffusione (per esempio vietandoli ai minorenni), negli Stati Uniti negli ultimi anni il consumo degli energy drink è cresciuto molto, e forse solo ora inizia a rallentare la sua corsa. A dimostrarlo è uno studio pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine dai ricercatori della Chan School of Public Health di Boston, nel quale sono stati valutati i consumi di bevande energetiche tra il 2003 e il 2016 di quasi 10 mila adolescenti, più di 12 mila giovani e 11.200 persone di mezza età.

Secondo lo studio, tra i giovani (tra i 20 e i 39 anni) la percentuale dei bevitori abituali di energy drink è passata dallo 0,5% del 2003 al 5,5% del 2016. Tra gli adolescenti l’aumento è stato meno marcato, e il consumo è passato dallo 0,2 all’1,4%, così come è successo tra le persone con più di 39 anni, passate dallo 0 al’1,2%, ma la tendenza in salita è stata sempre presente. L’incremento di quantità per singolo consumatore, invece, è stato misurabile solo tra i giovani.

Tradotto in caffeina – l’ingrediente che desta più preoccupazione sia per gli effetti sul sistema cardiovascolare, sia perché la sostanza, mascherando quelli dell’alcol, è responsabile di molti incidenti dovuti a guida in stato di ebbrezza – ciò significa che, tra gli adolescenti, chi beve più energy drink ne assume in media 227 milligrammi, contro i 52,1 di chi non ne consuma. Tra i giovani, invece, i grandi consumatori ne assumono 278,7 mg (contro i 135,3 di chi non ne beve) e 348,8 milligrammi (contro 219) tra le persone di mezza età. Differenze non di poco conto e soprattutto quantità che si possono avvicinare a 400 milligrammi, il valore soglia oltre la quale i rischi iniziano a farsi consistenti. 

E non c’è solo la caffeina: tra gli ingredienti più comuni ce ne sono alcuni, come il guaranà e la taurina, i cui effetti sulla salute sono conosciuti solo superficialmente, e che quindi andrebbero eliminati dalle formulazioni, oppure studiati molto più a fondo. Infine le calorie: chi beve abitualmente energy drink assume in media fino a 200 calorie in più al giorno rispetto a chi non ne beve, e anche questo va tenuto presente. Oltre a tutto ciò, è emerso che gli uomini ne consumano più delle donne e che, soprattutto tra i giovani, i ragazzi meno istruiti tendono a essere nelle fasce più elevate di consumo.

Per tutelare la salute – chiedono i ricercatori – sarebbe utile introdurre l’obbligo di indicare la quantità di caffeina in etichetta e definire meglio i valori massimi. Gli autori ricordano infine che gli ultimi dati disponibili (che non fanno parte dello studio) mostrerebbero una tendenza alla stabilizzazione dei consumi, quando non alla diminuzione. Probabilmente ciò è dovuto alla generale diminuzione del consumo di bevande dolci e, forse, a una maggiore consapevolezza dei rischi associati specificamente agli energy drink.

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  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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