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Educazione alimentare in tutte le scuole: la petizione di un lettore su change.org

Educazione alimentare in tutte le scuole: è partita una petizione online su change.org. A lanciarla è Lorenzo Montemagno Ciseri, docente di Scienza e Cultura dell’Alimentazione di scuola secondaria superiore e lettore de Il Fatto Alimentare. “I nostri ragazzi soffrono di analfabetismo alimentare, nonostante siano bombardati da ogni lato da trasmissioni che parlano di cibo e da reality sulla cucina. In realtà non hanno le basi teoriche né gli strumenti conoscitivi per padroneggiare adeguatamente la propria dieta e per avere una sana e corretta alimentazione” spiega.

Attualmente la “Scienza e cultura dell’alimentazione” è materia insegnata solo negli istituti alberghieri. Data l’elevata incidenza di malattie cardiovascolari, il dilagare pandemico di obesità, anche infantile, e di diabete, forse sarebbe davvero il caso di iniziare a insegnare l’educazione alimentare fino dai primi gradi della scuola primaria e durante tutto il percorso della scuola dell’obbligo.  Si potrebbe perfino ipotizzare di farlo, sotto forma di gioco, nella scuola materna.

educazione alimentare
Su change.org una petizione per includere la Scienza e cultura dell’alimentazione tra le materie di studio nelle scuole italiane

Sono moltissime le patologie che derivano da una scorretta alimentazione e da insufficienti livelli di attività fisica. Oltre a quelle già citate, ci sono anche alcuni tumori. Per non parlare dei disturbi direttamente collegati al nutrirsi in modo errato come anoressia, bulimia, binge-eating e ortoressia (ossessione per il cibo sano). Le conseguenze ricadono sulle casse del Servizio sanitario nazionale. Quindi sarebbe interesse della collettività sviluppare l’educazione alimentare nelle scuole.

I promotori dell’iniziativa e tutte le persone che aderiranno sul sito change.org, chiedono al Ministro dell’istruzione Marco Bussetti, al Ministro della salute Giulia Grillo e al Presidente del consiglio Giuseppe Conte di introdurre l’insegnamento della Scienza e cultura dell’alimentazione in tutte le scuole italiane di ogni ordine e grado.

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  Elena Mattioli

Elena Mattioli

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11 Commenti

  1. Educate i genitori piuttosto, poichè se nel carrello ci finisce cibo spazzatura, merendine, bibite zuccherate, o i tre pasti al giorno scarseggiano in frutta e verdura la colpa non è dei bambini.

    • I genitori erano una volta bambini..

    • Lorenzo Montemagno Ciseri

      Esatto Mattia, è questo il senso della mia petizione. Se ci fosse stata l’educazione alimentare nelle scuole quando i genitori di oggi erano scolari, forse non riempirebbero i carrelli di schifezze e junk-food…

    • con un po’ di ottimismo, una volta inserita la materia proposta nel normale ciclo di studi, si potrebbe pensare di recuperare i genitori tramite i propri figli…

  2. Donatella pitasi

    Da medico nutrizionista mi trovo spesso a consigliare programmi terapeutici alimentari o solo da dare consigli ma la realtà che mi si presenta è veramente tragica . Al di là delle materie prime e della pubblicità scorretta, quello che rende più faticoso il mio compito è la mancanza di tempo che i genitori di oggi hanno e che li costringe ad utilizzare cibi surgelati, in busta già lavati o in barattoli che , nell’uso quotidiano, hanno alterato anche il gusto dei bambini che non hanno più la giusta appetibilità per cibi semplici e genuini. Al pane e pomodoro o olio e sale della nonna preferiscono la merendina , alla crostata con marmellata solo quella con nutella, alla spremuta di arancia o frullato il succo di frutta, al tè con limone fatto a casa quello in brick che tutto è meno che tè ( oltretutto zuccherato ). Se non ridiamo un po’ di tempo ai genitori per dedicarsi alla prima prevenzione che é la sana alimentazione , dubito che serva a poco insegnarlo nelle scuole , anche se è comunque necessario e doveroso un tentativo .
    Donatella

    • Osservazioni molto sagge di chi è in prima linea.
      Oggi l’ingrediente mancante in quasi tutte le ricette alimentari è proprio il “tempo”.
      Tempo che equivale all’energia ed all’amore nel preparare e saper scegliere cose buone e sopratutto sane.

  3. Il tempo é poco perché diamo per scontato che 8 e più ore ogni giorno della nostra vita ( e proprio le ore migliori della mattina e del pomeriggio) debbano essere dedicate a quell’attivitá che noi sapiens chiamiamo “lavoro”, attivitá sconosciuta a qualsiasi forma vivente presente sul nostro pianeta.

  4. Alimentarsi in modo corretto è una quotidiana occasione che forniamo al nostro corpo per farlo lavorare bene. Forse è l’unica vera forma di prevenzione alla malattie insieme al movimento e ovviamente alla tranquillità emotiva. Non trovo motivo per il quale una coppia di genitori manchi nel donare ai propri figli proprio la salute, in risposta alla mancanza di tempo.
    Il tempo si trova se lo si vuole trovare. Certamente bisogna rimanere in casa per preparare il cibo, o quantomeno organizzare una spesa che abbia un senso durante la settimana. Se ti mancano le uova, la farina, la carne, il pesce, il pane, al verdura, la frutta perché hai riempito il carrello di preparati, merendine e prodotti semilavorati perché non hai nemmeno letto le etichette di ciò che compri, farai sicuramente fatica a cucinare anche per 15 minuti.
    Non ci sono ostacoli al tempo. Bisogna non ostacolare le priorità.

  5. Lodevole iniziativa, petizione che ho sottoscritto più che volentieri, basta che poi non s’insegnino le solite banalità tipo “bisogna mangiare un po’ di tutto”, “questo cibo ti fa male ma una volta alla settimana puoi pure mangiarlo”, ecc., altrimenti risolveremo ben poco.

    • Con tutta probalitá si insegneranno proprio queste banalitá..questo perché la maestra-professoressa tipica ne sa quanto l’uomo della strada e si limiterá a seguire direttive standard tipo la fatidica frase: “basta mangiare un po’ di tutto e fare una dieta equilibrata” frase puramente soggettivita (ognuno pensa di mangiare meglio del suo vicino) che piace molto alle aziende perché nulla cambi.

  6. Molte malattie dipendono non tanto dal tipo di cibo ma da come esso viene prodotto.

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