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Editing genetico: in Giappone via alla vendita di alimenti ottenuti con la tecnica del CRISPR

ogm gmo alimenti sicurezza alimentare ricerca Editing geneticoIn materia di alimenti frutto di editing genetico il Giappone segue gli Stati Uniti, e l’Unione Europea è un po’ più sola. Il governo giapponese ha infatti annunciato che permetterà la vendita di alimenti ottenuti con la tecnica del CRISPR o con tecniche simili, perché nella sostanza non sono diverse da ciò che l’uomo ha fatto per millenni: selezionare le specie più adatte alle sue esigenze. E anche perché queste tecniche non modificano il genoma, non introducono DNA estraneo ma, semplicemente, sfruttano l’espressione o lo spegnimento di specifici geni già esistenti.

La FDA ha preso una posizione simile circa un anno fa, mentre l’Unione Europea nello scorso mese di luglio ha assunto un orientamento opposto, assimilando i vegetali e in generale il cibo ottenuti con un editing genetico a qualunque altra manipolazione genetica, e fermato così anche la ricerca in questo importante ambito.

Ne ha dato conto la rivista Science, che ha anche raccontato che alcuni gruppi di consumatori giapponesi come la Consumers Union of Japan sono già sul piede di guerra, soprattutto perché, al momento, non sembrano esserci vincoli in merito all’etichettatura (obbligatori per gli alimenti OGM, la cui vendita è già permessa) né norme relative ai test sulla sicurezza, previsti per ora solo in situazioni particolari, che richiedano l’esecuzione. Ai produttori saranno infatti domandate informazioni dettagliate sulle tecniche utilizzate e sui geni bersaglio, nel rispetto della proprietà intellettuale e industriale, ma tutto resterà nell’ambito del ministero competente, quello della salute, del lavoro e del welfare che ha anche pubblicato, mesi fa, la bozza della normativa.

Intanto, nei laboratori giapponesi si lavora a patate, pomodori, riso, pollo e pesce modificati con l’editing, per ottenere varietà che abbiano impatti ambientali minori e rese maggiori.

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  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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7 Commenti

  1. Come scrivevo giorni fa a commento di altro articolo sul bio: con la CRISPR la battaglia contro gli OGM è persa. Ma noi invece di permettere ai nostri ricercatori pubblici di produrre così varietà adatte alle nostre necessità, preferiamo divieti difficilmente verificabili. Un seme CRISPR (per quel che sò io) non è distinguibile da uno che ha avuto una mutazione genetica naturale, o frutto di ibridazioni naturali. Noi preferiamo i “grani antichi” da 15 q.li ad ettaro. Che poi, strano che con così basse produzioni abbiamo Senatore Capelli e grani “antichi” ovunque…

  2. Riducendo le porzioni spendiamo uguale, mangiamo nostrano e stiamo meglio di salute.
    Ben venga la tecnica Crispr per l’agricoltura convenzionale, migliorata con la riduzione di chimica nei campi e la specializzazione delle colture.
    Mentre per altri disciplinari come l’agricoltura biologica ho molti dubbi venga accettata, almeno per i primi anni poi vedremo gli sviluppi, ma con un esame genetico si potrà sempre scoprire la modifica apportata alla specie varietale d’origine.

    • Sig. Ezio, mi scusi: se ho compreso la sua “riduzione delle porzioni” si riferisce alla differenza tra mangiare convenzionale o mangiare bio. Ma dove sta scritto che chi mangia convenzionale abbia porzioni più grandi di chi mangia bio? In genere anzi, chi mangia “sano”, come chi mangia i prodotti “light”, ha una scusa per mangiare di più.. in ogni caso ripeto: non è detto che chi mangia convenzionale non consumi già porzioni “ridotte”, per cui la differenza di costo (se ho capito quello che voleva dire) resta.
      Sulla questione OGM/CRISPR premetto che della seconda non sono esperto. Mi affido a quello che ho letto per cui:
      1) in natura le mutazioni genetiche esistono: il genoma di qualunque specie e varietà non è immutabile, ed anzi si sfrutta questo meccanismo per la selezione varietale “naturale”: è quindi normale che esaminando la sequenza genica di due semi possano essere differenti;
      2) le mutazioni indotte con tecnica OGM sono tecnicamente “riconoscibili”: un seme OGM è distinguibile da uno non OGM;
      3) invece (eventualmente smentitemi se mi sbaglio) la modifica CRISPR non è distinguibile da una mutazione “naturale”; di conseguenza, io posso “fare finta” che una mutazione genetica CRISPR sia avvenuta in modo “naturale”. Il fatto che quel seme abbia sequenza diversa, può rientrare nel concetto “1)”: non è quindi prova certa di manipolazione genica.
      Peraltro, ripeto quanto ho scritto altrove. Dopo decenni di uso degli OGM, i dubbi legittimi che si potevano avere all’inizio sono ormai chiariti:
      1) non esistono geni animali e geni vegetali: un gene è un gene, l’incrocio non crea mostri, non abbiamo le fragole/pipistrello;
      2) sul piano delle allergie alimentari, probabilmente sono più controllati gli OGM degli altri;
      3) la manipolazione genetica una volta era a portata solo delle grandi multinazionali, quindi a rischio monopolio. Le tecniche attuali sono alla portata di qualunque Università. Possiamo quindi decidere in proprio verso quali obiettivi orientarla.
      Saluti

    • I grani antichi costano di più perché sappiamo tutti che le coltivazioni bio e non bio rendono meno, quindi senza pregiudizi ne preconcetti, approfittiamo per applicare il primo principio di una dietetica sana, cioè riduciamo le porzioni.
      Sugli OGM ed i GRISPR, saranno le evidenze future dei fatti a farle cambiare qualche convinzione fin troppo fideistica e non condivisibile, per un non esperto come si professa.

    • Sugli OGM le “evidenze future dei fatti” ci sono già, visto che hanno oltre due decenni… ed i 3 punti che ho citati non mi paiono smentibili. Riguardo la CRISPR, ci sono molti articoli che si possono leggere, ma per fonte affidabile ne cito un paio:
      https://www.focus.it/scienza/scienze/editing-genetico-crispr-come-si-fa
      “A differenza di altri metodi di modifica del Dna… la Crispr/Cas9…. e pare non lasciare tracce in altre parti del genoma, come poteva invece succedere con le tecniche classiche di OGM”
      http://www.lescienze.it/news/2018/10/02/news/crispr-cas9_pomodoro-4137209/
      “Da CRISPR-Cas9 ecco il super pomodoro
      Il risultato è stato ottenuto in una sola generazione… Ci sono voluti centinaia di anni di incroci e ibridazioni – migliaia, nel caso dei cereali – per ottenere varietà di vegetali adatte al consumo umano, coltivabili e di resa sufficiente come quelle attuali, in grado di garantire ottime rese.”
      Questo è il vantaggio delle tecniche OGM: il tempo. Non accetto il suo giudizio di fideista, visto che io invece ho una solida formazione TECNICA. I fideisti sono quelli che osannano il biodinamico…

  3. Quando ho scritto i commenti precedenti, non avevo ancora letto l’articolo riportato in questo stesso sito
    https://ilfattoalimentare.it/agricoltura-crispr.html

    “Ovviamente” lo hanno scritto dei fideisti, ma almeno sig. Enzo, concorderà che a differenza mia, loro sono esperti… Nell’articolo si legge tra l’altro:

    “Sapendo, per di più, che quando arriveranno le piante realizzate con la nuova tecnologia non saremo in grado di tracciarle, perché sarebbero uguali a quelle ottenute attraverso mutazioni somatiche spontanee.”

    Ed anche per quanto riguarda il resto dell’articolo, mi sembra che confermi che, se non altro, esperto o no, le mie fonti sono affidabili, visto che riporta cose che ho già scritto in questi commenti. Saluti

    • Spero che con l’avvento delle tecniche CRISP anche i fideisti antichi e moderni degli OGM saranno disposti a cambiare idea ed aggiornarsi, come fa continuamente senza sosta la ricerca scientifica.

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