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Dolcificanti: gli effetti sulla salute sono ancora poco chiari. La regola è la parsimonia, come per lo zucchero

I dolcificanti presenti nelle gomme da masticare sono utili per contrastare la carie
I dolcificanti presenti nelle gomme da masticare sono utili per contrastare la carie

È ormai risaputo che consumare troppo zucchero e alimenti che lo contengono può avere effetti negativi sulla salute: carie, sovrappeso, obesità e quindi malattie collegate al metabolismo… Il discorso si complica quando invece prendiamo in considerazione i dolcificanti artificiali, ossia quelle molecole utilizzante per sostituire lo zucchero, riducendo notevolmente l’apporto calorico, fino allo zero.

Tra questi i più famosi sono l’aspartame, la saccarina, l’acesulfameK, il ciclammato, lo xilitolo. Ciascuno ha le sue caratteristiche, ma ciò che li accomuna è l’elevato potere dolcificante che fa sì che se ne possano utilizzare quantità minori rispetto al classico zucchero bianco.

L'aspartame ha un elevato potere dolcificante
L’aspartame ha un elevato potere dolcificante

Da tempo si cerca di capire se questi dolcificanti possano avere effetti negativi sulla salute: ci si è chiesti se siano cancerogeni, per esempio, o se influiscano in qualche modo sul metabolismo, dando più problemi di quanti ne risolvano. In circa 40 anni di studi, non sono emerse prove schiaccianti che li condannino come cancerogeni a meno che non vengano assunti in quantità enormi o superiori alla dose massima.  Per fare un esempio, l’aspartame ha una dose massima giornaliera di 40 mg/Kg: questo significa che una persona di 70 Kg raggiunge questa dose con il consumo di 12 lattine di bibita diet o light (in media una lattina ne contine 230 mg)

L’Inran sconsiglia l’uso dell’aspartame solo ai bambini al di sotto dei tre anni e nelle donne in gravidanza o allattamento; mentre sia Efsa sia l’Agenzia francese per la sicurezza alimentare (Anses) si sono da tempo pronunciate a favore di questo dolcificante, al quale non riconoscono cancerogenicità né effetti su diabete e malattie metaboliche. Oltre a questo, a maggio di quest’anno, è stato approvato anche un nuovo dolcificamente molto più potente dei più comuni: l’advantame, di cui Il Fatto Alimentare ne ha già parlato.

Lo zucchero sotto varie forme
Lo zucchero sotto varie forme

Un parere un po’ differente è arrivato nel 2014 da uno studio pubblicato su Nature, che parla di come i dolcificanti possano alterare la flora batterica, provocando conseguenze sul metabolismo e quindi a cascata dando origine anche a obesità, sovrappeso, patologie come il diabete di tipo 2. Studi come questo necessitano comunque di ulteriori conferme e prove, ed è per questo che il solo atteggiamento possibile è più che altro di tipo comportamentale.

Disabituarsi al gusto dolce che agisce innescando un circolo vizioso per cui più si mangiano dolciumi e più se ne vorrebbero, è uno dei primi passi per riuscire a eliminare i surrogati – come le bibite light – il cui solo scopo è quello di farci sentire meno in colpa.  Bevendo troppe bibite con edulcoranti, inoltre, il palato perde interesse per altri sapori, non apprezzando più i cibi non zuccherati. Anche chi ha malattie come il diabete non dovrebbe rifugiarsi nelle bevande o caramelle light, anche perché piccole quantità di zucchero sono comunque permesse nella dieta.

L’atteggiamento corretto è quello di assumere bevande zuccherate o edulcorate sporadicamente: se si è sani e normopeso ci si può concedere una bibita con lo zucchero di tanto in tanto; se si hanno alcune patologie o si preferisce ridurre l’introito calorico, sempre raramente, si può optare per una bevanda dolcificata. Ricordiamoci sempre che l’acqua è la bevanda più dissetante per eccellenza ed è su quella che dobbiamo puntare.

 

 

  Redazione Il Fatto Alimentare

Redazione Il Fatto Alimentare

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3 Commenti

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    L’istituto Ramazzini di Bologna afferma chiaramente che l’aspartame e’ cancerogeno! E lo dice senza dubbi, in virtù di uno studio scientifico fatto su ratti e topi, stabilendo che 40mg/kg/giorno sono una dose eccessiva per l’uomo.
    http://www.ramazzini.org/news/aspartame-la-risposta-dellistituto-ramazzini-alle-dichiarazioni-dellefsa/

  2. Avatar

    I dubbi ci sono. Molti studi tra cui quelli Seralini sugli OGM non sono stati ritenuti validi dalla comunità scientifica, non é che uno studio, solo perchè eseguito diviene una pietra miliare della conoscenza, non funziona così. Comunque aspettiamo la rivalutazione metodologica che l’istituto Ramazzini dice di avere in corso. Ma l’EFSA non deve necessariamente tener conto di studi che non considera validi, gli studi condotti dalla FER su una presunta cancerogenità sui ratti sono statiinfatti, a suo tempo rigettati come scritto sul sito dell’EFSA. Saluti.