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Dolcificanti ipocalorici: i dietologi divisi sui possibili benefici. Manca un chiaro orientamento, a livello europeo, su come utilizzarli nella pratica dietetica

Dolcificanti ipocalorici
L’atteggiamento ambivalente dei dietologi nei confronti dei dolcificati ipocalorici deriva dalla mancanza di un chiaro orientamento

L’European Journal of Public Health ha pubblicato una ricerca condotta dalle Università britanniche di Bath e Plymouth e dal belga European Food Information Council, per vedere che percezione hanno i dietologi dei dolcificanti a basso contenuto calorico e se li raccomandano ai loro pazienti. Sono stati intervistati 151 dietologi di cinque Paesi europei – Gran Bretagna, Francia, Germania, Ungheria e Portogallo – e sono emersi quattro atteggiamenti: i dolcificanti non vanno usati per nulla, vanno usati limitatamente come prodotto di transizione, il loro uso va lasciato alla libera decisione del paziente, il loro uso deve essere raccomandato o almeno permesso.

I dietologi restii a consigliare i dolcificanti ipocalorici assumono questa posizione per ridurre l’attaccamento ai sapori dolci, perché alcuni studi hanno indicato che questi dolcificanti incrementano l’appetito e perché sono ancora incerti gli effetti sulla salute. Al contrario, i dietologi che raccomandano l’uso di questi dolcificanti sostengono che diversi studi ne dimostrano efficacia e sicurezza, anche se i mezzi d’informazione tendono a darne un’immagine negativa.

 

Secondo i ricercatori che hanno condotto questo studio, l’atteggiamento ambivalente dei dietologi nei confronti dei dolcificati contenenti poche o zero calorie deriva dalla mancanza di un chiaro orientamento, a livello europeo, su come questi dolcificanti possono essere utilizzati nella pratica dietetica, mentre il contesto scientifico e politico alimenta l’incertezza e i dubbi dei professionisti e dei clienti.

 

Beniamino Bonardi

© Riproduzione riservata

Foto: iStockphoto.com

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2 Commenti

  1. carlo ardizzone

    Il titolo dell’ articolo e la conclusione sono poco felici o fuorvianti. Se i dietologhi non hanno una posizione univoca è perchè le conoscenze attuali sono queste. Cosa vogliamo dall’ Europa, se non ci sono basi scientifiche inoppugnabili?

  2. Laura Le Grottaglie

    Il problema è che si parla quasi esclusivamente di dolcificanti artificiali, ottenuti quindi chimicamente. Pochi, invece, sanno dell’esistenza di un dolcificante naturale (stevioside e rebaudioside) ottenuto da foglie di Stevia rebaudiana e usato da secoli dalle civiltà paraguaiane!!!