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Dodicenne mangia Kinder Ferrero e finisce in ospedale. I Nas escludono collegamento

Aggiornamento del 23 aprile 2022: Non sono state trovate tracce di salmonella nell’ovetto di cioccolata Kinder Ferrero sequestrato nei giorni scorsi a Ravenna dai Nas, dopo che un bambino di 12 anni si era sentito male ed era stato ricoverato per alcuni giorni in ospedale. Le analisi disposte realizzate all’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna hanno dato esito negativo. Dopo l’arrivo in pronto soccorso e l’esposto dei genitori, i Nas avevano sequestrato l’ovetto di cioccolata Kinder ancora incartato, che faceva parte di una confezione di sei pezzi, uno dei quali è stato mangiato dal bimbo prima di sentirsi male.

La vicenda degli ovetti Kinder Ferrero e di altri prodotti a base di cioccolato ritirati dall’azienda in oltre 70 paesi per il sospetto di contaminazione da Salmonella non sembra finita. Pochi giorni fa a Ravenna, secondo quanto riportato dal Giornale di Romagna, un bambino di 12 anni e sua sorellina sono stati male dopo avere mangiato due dei tre ovetti Kinder acquistati poco prima. Il piccolo è stato portato al pronto soccorso dove i medici hanno diagnosticato un’infezione da Salmonella. La sorella ha avuto disturbi ma non è andata in ospedale. Dopo questo episodio i genitori hanno segnalato l’episodio ai Nas che hanno sequestrato il terzo ovetto rimasto  per farlo analizzare. I risultati microbiologici dovrebbero essere pronti nei prossimi giorni e, solo dopo averli analizzati, si potrà  confrontare il sequenziamento del genoma della Salmonella e capire se l’origine è la stessa di quella riscontrata in Francia e nel Regno Unito, dove i bambini colpiti sono ormai 150. In un comunicato Ferrero pochi giorni fa escludeva la presenza di Salmonella nei prodotti confezionati in Italia, nello stabilimento di Alba non avendo ricevuto negli ultimi sei mesi segnalazioni o lamentele. L’azienda in Italia ha comunque ritirato dal commercio cinque referenze (vedi foto sopra) provenienti dagli stabilimenti del Belgio chiusi pochi giorni fa dalle autorità locali a causa del sospetto focolaio di salmonellosi.

Per la cronaca prodotti Kinder Ferrero sono sospettati di essere la causa di un focolaio che fino ad ora in Europa ha colpito oltre 150 persone (quasi tutti bambini), molti dei quali finiti in ospedale. I sospetti sono rivolti alla possibilità che la contaminazione da Salmonella si annidi all’interno dei prodotti preparati nello stabilimento della Ferrero ad Arlon in Belgio e distribuiti in nove Paesi europei compreso il Regno Unito.

Ovetti Kinder ritirati dai punti vendita italiani per sospetta contaminazione da salmonella

La svolta a questo scandalo alimentare arriva alla fine di marzo 2022, quando le autorità britanniche, avendo la disponibilità dei dati di sequenziamento della Salmonella, collegano i casi umani di salmonellosi ai prodotti distribuiti dallo stabilimento in Belgio, attraverso tecniche di tipizzazione molecolare avanzate. A seguito degli accertamenti effettuati dalle autorità sanitarie belghe, unitamente alle loro controparti britanniche, europee ed in particolare francesi, Ferrero, l’8 aprile 2022, provvede alla chiusura della fabbrica e al richiamo tutti i prodotti Kinder di Arlon, indipendentemente dalla data di scadenza. La decisione è presa in seguito ai controlli ufficiali, dellAutorità federale belga per la sicurezza della catena alimentare che ha deciso di sospendere l’autorizzazione a produrre nello stabilimento di Arlon, perché Ferrero non è stata in grado di fornire informazioni complete. La stessa azienda ha ammesso che “ci sono stati dei problemi interni, che hanno provocato dei ritardi nel recupero e nella condivisione delle informazioni”. Dopo la chiusura dello stabilimento, le autorità francesi hanno invitato le persone che hanno consumato i prodotti elencati nel richiamo Ferrero con sintomi compatibili con la salmonellosi (disturbi gastrointestinali, febbre entro 72 ore dal consumo), a consultare il proprio medico.

La storia del focolaio europeo di salmonellosi, provocato dai prodotti Kinder confezionati nello stabilimento di Arlon in Belgio, si arricchisce di un elemento molto importante. Secondo un comunicato Ferrero  apparso sul sito francese il 7 aprile 2022, lo stesso ceppo di Salmonella Typhimurium responsabile delle infezioni dei bambini, era stato identificato all’interno dell’impianto già lo scorso 15 dicembre 2021 nel corso dei controlli interni. La contaminazione era stata rilevata in un filtro posto all’uscita di due serbatoi di latticello. Il comunicato di Ferrero precisa che all’epoca i prodotti potenzialmente contaminati erano stati bloccati prima della distribuzione e che nei giorni immediatamente successivi il filtro è stato sostituito e sono aumentati i controlli interni sia sui prodotti in linea sia su quelli confezionati. “Dopo questa prima fase – scrive un comunicato dell’Efsa – sono stati fatti dei campionamenti e non avendo trovato traccia di Salmonella la produzione nello stabilimento è ripresa e i prodotti sono stati distribuiti nuovamente in Europa e nel mondo”.

Ferrero ha richiamato in Italia le referenze Kinder Sorpresa T6 “Pulcini”, Kinder Sorpresa Maxi 100g “Puffi” e “Miraculous” e Schoko-Bons prodotti ad Arlon

Secondo l’associazione Foodwatch, dopo la comunicazione arrivata in Francia il 25 marzo ci sono stati ritardi non giustificati nel lanciare l’allerta ai consumatori e nel ritirare i prodotti dagli scaffali dei punti vendita. L’associazione sostiene che solo il 4 aprile è scattata l’allerta e il ritiro dei prodotti a livello europeo, basato sul possibile legame i focolai registrati nei diversi Paesi e i cioccolatini Ferrero. Eppure le autorità francesi fino a quella data avevano contabilizzato 21 pazienti, di cui 8 ricoveri con un’età media delle persone infette di 4 anni.  L’8 aprile scatta alche il ritiro sui prodotti  Kinder potenzialmente contaminati da salmonella in 77 paesi.

© Riproduzione riservata Foto: Ferrero

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Roberto La Pira

  Sara Rossi

giornalista redazione Il Fatto Alimentare

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11 Commenti

  1. Quindi ci sono prodotti confezionati in Italia con possibile presenza di Salmonella?
    Quali lotti?

    • Ancora si tratta di ipotesi.Bisogna aspettare l’esito delle analisi dei Nas e vedere se la salmonella è identica a quella che ha causato i focolai n Francia e nel Regno Unito.

    • No, non è stata trovata alcuna traccia di salmonella negli ovetti in questione.
      Il focolaio coinvolge solo alcuni lotti di alcuni prodotti confezionati in Belgio, le produzioni italiane non hanno alcun problema.
      La salmonella non salta da uno stabilimento sull’altro

    • Certo la salmonella non salta da uno stabilimento all’altro, e le produzioni italiane non hanno alcun problema salvo il ritiro precauzionale di pochissimi prodotti in Belgio. Ferrero ha comunque ammesso qualche criticità nello stabilimento di Arlon in Belgio che poi è stato chiuso

  2. Paolo Caglieri

    Come siete cauti e garantisti quando le aziende coinvolte portano nomi altisonanti, il pochissimo spazio che il ”giornalismo alimentare” italiano ha dedicato a questa gravissima vicenda dimostra ancora una volta, l’abituale doppiopesismo, forti ed intransigenti con i piccoli, cauti e servili con i grandi

    • Buongiorno abbiamo pubblicato 8 articoli su questo vicenda, riportando dati e numeri corretti. In questo caso occorre aspettare qualche giorno per conoscere i risultati delle analisi.

  3. Buongiorno, non ho capito se in questo caso gli ovetti potenzialmente coinvolti sono i ‘classici’ kinder sorpresa o la versione maxi

  4. Buon pomeriggio.
    Stante il fatto che l’allerta ha riguardato alcuni lotti di prodotti specifici dei quali prima si era esclusa la possibilità che potessero essere presenti in Italia e successivamente ci sarà da capire l’episodio di Ravenna, ho “provato” a cercare il lotto, definito chiaramente come modalità di presentazione nel Reg. UE 1169/11, in un uovo pasquale Kinder Gransorpresa, ma con tutta la buona volontà non sono riuscita a rilevarlo nonostante sia uno dei dati obbligatori che dovrebbero essere ben visibili.
    Serena Melani

    • Quello che scrive è grave, ma non mi risulta nuovo, spesso ho difficoltà a trovare le date di scadenza dei prodotti, ci pensavo proprio giorni fa, le etichette sono piene di indicazioni e scritte ma quella data è un dato fondamentale, andrebbe normato legislativamente che debba essere non solo presente, ma anche facilmente rintracciabile (che vuole dire? ad esempio che deve stare ‘sopra’ la confezione, a vista, non noscosto sotto. Si potrebbe anche stabilire un punto ‘fisso’ dove deve essere, ad esempio sopra in alto a destra) e con caratteri di grandezza adeguata.
      Giorni fa confezione di tiramisù da 300 grammi, era indicato che la scadenza era “in un certo punto”, io non sono riuscito a trovarla, ho la confezione, magari segnalo alla ditta. Ho deciso di consumarlo in fretta.

    • Buongiorno, nei gransorpresa il lotto è scritto sulla faccia argentata dell’incarto.

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