Un piatto con uova all'occhio di bue, fettine di bacon, spinacini, pomodorini e avocado a fette; concept: dieta chetogenica

Una lettrice ci racconta la dieta estrema proposta da un centro nutrizionale e chiede se possa essere equilibrato e sicuro anche nel lungo periodo.

Eliminare quasi del tutto pane, pasta, cereali e tuberi è una proposta semplice, che accomuna molte diete dimagranti. Una lettrice ci scrive per capire che tipo di alimentazione le sia stata consigliata in un centro nutrizionale e quali aspetti valutare in una dieta prima di seguirla. Abbiamo girato le sue domande alla dietista Abril González Campos.

La lettera

Buongiorno,
vi scrivo perché recentemente mi sono rivolta a un centro nutrizionale per perdere peso e mi è stato proposto un regime alimentare piuttosto restrittivo. Ho più di 50 anni e sono in menopausa, quindi vorrei capire se questo tipo di alimentazione sia adatto anche alla mia situazione.

A colazione dovrei bere caffè con burro chiarificato e olio di cocco. A pranzo e a cena, invece, dovrei eliminare praticamente tutti i carboidrati: niente pane, pasta, riso, cereali o tuberi. Le verdure consentite sarebbero soprattutto quelle a foglia verde, mentre come fonti proteiche dovrei consumare principalmente carne e pesce. Se volessi mangiare qualcosa di simile alla pasta, mi è stato consigliato di scegliere gli shirataki. Alla dieta è inoltre associato l’uso di diversi integratori.

Vorrei sapere che tipo di regime alimentare sia e se un’alimentazione di questo genere possa essere considerata equilibrata e sicura, soprattutto se seguita per un periodo prolungato. Mi chiedo inoltre se, alla mia età e in menopausa, ci siano aspetti particolari da considerare, per esempio rispetto al rischio di carenze o ad altri possibili effetti sulla salute.
Grazie per l’attenzione
Paola

Bulletproof coffee: caffè, burro chiarificato, olio di cocco; concept: dieta chetogenica
Il bulletproof coffee, caffè, burro e olio di cocco, è consumato soprattutto da chi segue una dieta chetogenica

La risposta della dietista Abril González Campos

Considerando la specificità del caso e la limitata conoscenza dei dettagli, provo a fornire una risposta generale basata su alcuni dati ed evidenze che abbiamo a disposizione.

“Perdere peso è un atto medico.” Partiamo dal presupposto che un medico competente abbia prescritto e ampiamente valutato i benefici dell’avvio di una terapia per la gestione del sovrappeso o dell’obesità. È fondamentale sottolineare il termine ‘terapia’, poiché “l’obesità è una malattia cronica, recidivante, che impatta sul paziente per l’intero arco della vita e richiede un approccio analogo a quello riservato ad altre patologie croniche” (1). Un eccesso di grasso corporeo non è da attribuire a una ‘mancanza di volontà’ o ‘pigrizia’; l’obesità è una malattia complessa influenzata da molteplici fattori, tra cui quelli sociali e ambientali (2).

Una soluzione semplice per un problema complesso

La terapia per l’obesità non si limita a una dieta rigida da seguire alla lettera; dovrebbe essere multidisciplinare, coinvolgendo diverse figure professionali quali il medico obesiologo, il dietista o biologo nutrizionista, lo psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, il medico endocrinologo e, eventualmente, un medico specialista in chirurgia bariatrica. Questo approccio può rappresentare per molte persone un notevole impegno di risorse, sia economiche che personali.

Perché investire così tante risorse quando si potrebbe tentare di risolvere un problema complesso semplicemente consultando qualche articolo online e decidendo di eliminare i carboidrati? Sebbene possa sembrare una soluzione semplice e rapida, in realtà non lo è affatto. Una vera risoluzione richiede un approccio molto più approfondito e mirato.

Ciotola di shirataki, noodle di konjac; concept: low carb, keto, dieta chetogenica, carboidrati
Gli shirataki sono fettuccine o spaghetti di konjac, senza carboidrati, proteine o grassi

Al fine di rispondere alla richiesta della lettrice e con il sincero desiderio di farvi risparmiare tempo e risorse economiche, userò una metafora semplice: acquistereste scarpe di una taglia inferiore per un uso quotidiano, soltanto perché qualcuno vi convince che vi stanno benissimo e vi offre uno sconto del 50%? Quale sarebbe il vantaggio effettivo? Il risparmio economico giustifica le conseguenze e i disagi derivanti dall’indossare una taglia non appropriata?

Questa metafora illustra le conseguenze dell’affidamento a soluzioni semplicistiche per problemi complessi quali l’obesità. Adottare una dieta rigida per un periodo limitato al fine di perdere peso, per poi riprenderlo, non costituisce un successo, bensì un fallimento della ‘pseudoterapia’ prescritta

Come scegliere un modello alimentare?

A titolo esemplificativo, citerò un recente studio in cui partecipanti con obesità metabolicamente non sana (caratterizzata da prediabete e fegato grasso) sono stati randomizzati a una terapia con dieta chetogenica a bassissimo contenuto di carboidrati, una dieta mediterranea o una dieta a bassissimo contenuto di grassi e prevalentemente vegetale. I risultati indicano che la perdita di peso, indipendentemente dalla terapia dietetica, comporta benefici metabolici. In particolare, la riduzione del contenuto di carboidrati ha dimostrato effetti positivi a livello epatico e sulla glicemia nel breve termine (5-6 mesi) (3).

Nonostante questi risultati promettenti, è fondamentale valutare la persistenza dei benefici a lungo termine, la loro risposta davanti al ripristino del consumo di carboidrati e la fattibilità di un regime alimentare specifico, soprattutto in uno stile di vita frenetico come quello attuale, in particolare quando la dieta esclude alcune fonti di fibra come la frutta e la verdura e privilegia carni rosse e lavorate, alimenti associati a un maggiore rischio cardiovascolare e tumorale a lungo termine, oltre al rischio di sviluppo di un disturbo dell’alimentazione. L’efficacia della terapia dietetica deve necessariamente considerare la sicurezza a lungo termine.

Dito che indica un piatto di verdure miste accanto a un piatto di carne grigliata; concept: dieta vegetale, vegana o vegetariana, flexitariana
L’efficacia della terapia dietetica deve necessariamente considerare la sicurezza a lungo termine

Nella terapia dietetica dell’obesità, si considera un successo qualsiasi intervento che comporti un cambiamento nello stile di vita a qualsiasi età. Oltre alla perdita di peso, è fondamentale mantenere a lungo la forma fisica raggiunta al termine della terapia, possibilmente per tutta la vita.

È importante ricordare che la perdita di peso raccomandata dalle linee guida europee potrebbe non essere pienamente condivisa dai centri di dimagrimento o dai programmi di dimagrimento online. La percentuale di peso suggerita varia infatti in base alla diagnosi medica iniziale di ciascun individuo. Ad esempio, in una persona con obesità e diabete, si raccomanda una perdita di peso compresa tra il 5% e il 15%, con l’obiettivo specifico di ridurre l’emoglobina glicata, gestire la farmacoterapia e controllare la malattia nel breve e lungo termine. È noto che questa percentuale di perdita di peso, almeno a medio termine, è possibile con un trattamento comportamentale (4).

L’importanza di farsi domande prima di seguire una dieta

Prima di scegliere di seguire un “regime alimentare” – che già dal nome ci dovrebbe allertare – è fondamentale porsi tre domande:

  1. Le strategie dietetiche ‘personalizzate’ sono sostenibili nel lungo termine (almeno 10 anni)?
  2. L’enfasi della terapia è rivolta principalmente alla perdita di peso o al cambiamento delle abitudini per promuovere il benessere generale?
  3. Al termine della terapia, avrò acquisito le competenze necessarie per gestire autonomamente le mie abitudini quotidiane?

Quante diete potremo scartare ponendoci queste domande? Lascio la risposta a voi, lettori.

Ora esaminiamo in modo generale alcuni dettagli degli alimenti consigliati e sconsigliati da questo “regime alimentare”. L’olio di cocco, pur essendo di origine vegetale, presenta un elevato contenuto di grassi saturi. Pertanto, il suo consumo dovrebbe essere moderato, analogamente ad altri alimenti ricchi di grassi saturi, quali burro, strutto e alcune tipologie di carne. A colazione, si può optare, in base alle preferenze individuali, per una fetta di pane di grano duro con un filo di olio di oliva extravergine a crudo come esempio di un cambiamento sostenibile nel tempo.

Piatto di spaghetti con pomodorini freschi e rucola; concept: pasta
La pasta non fornisce solo carboidrati, ma anche altri nutrienti, tra cui grassi e ben 10-14 grammi di proteine per 100 grammi

 

In merito alle fonti di carboidrati, si ricorda che le patate bollite sono tra gli alimenti più sazianti (5). La pasta, già oggetto di approfondimento in un precedente articolo, merita un ulteriore richiamo: è importante sottolineare che la pasta non fornisce esclusivamente carboidrati, ma contiene anche altri nutrienti, tra cui grassi e ben 10-14 grammi di proteine per 100 grammi (6). È opportuno superare la percezione diffusa di ‘carboterrorismo’ associata alla pasta.

Infine, per quanto riguarda gli integratori: non esiste un prodotto in grado di favorire direttamente la perdita di grasso corporeo. Il miglior integratore resta sempre un vero e proprio cambiamento dello stile di vita, inoltre, nessun integratore o vitamina potrà sostituire  un ottima alimentazione. 

La conclusione, seppur apparentemente semplice, risulta complessa. Richiede infatti un cambio di paradigma, oltre a un’accurata diagnosi e valutazione (o stratificazione, in ambito medico): entrambi gli aspetti sono fondamentali per la gestione a lungo termine dell’obesità negli adulti (7).

Inoltre, è necessario implementare un percorso terapeutico efficace che consideri la persona nella sua globalità, tenendo conto di alimentazione, attività fisica, stress, lavoro, contesto familiare, motivazione al cambiamento, rapporto con il cibo e con il proprio corpo, oltre ad altri aspetti psicologici ed economici.

Se necessario, è consigliabile integrare il supporto di altri professionisti qualificati. Questo permetterà di guidare le persone verso un approccio flessibile, sano e sostenibile nella gestione della patologia o di specifiche fasi della vita, come la menopausa.

Note

  1. Società Italiana dell’obesità  (SIO)  pubblicazione L’obesità è una malattia
  2. World Obesity Federation: World Obesity Day 2024
  3. Effect of Diet Macronutrient Content on the Cardiometabolic Response to Weight Loss: A Randomized Clinical Trial
  4. European Practical and Patient-Centred Guidelines for Adult Obesity Management in Primary Care
  5. A satiety index of common foods
  6. Tabelle nutrizionali pasta di semola
  7. A new framework for the diagnosis, staging and management of obesity in adults

© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos, AdobeStock

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