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Dieta vegetariana e vegana per bambini: ribatte la Società scientifica di nutrizione vegetariana – Ssnv, e risponde la SIPPS

Dieta vegetarianaProsegue il dibattito sull’opportunità o meno di far adottare ai bambini una dieta vegetariana o vegana. Dopo la prime due pubblicazioni (l’articolo sulla posizione dei pediatri italiani e la lettera di risposta della Società scientifica di nutrizione vegetariana – Ssnv) abbiamo pubblicato il commento a nome della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps) al quale adesso ribatte nuovamente la Ssnv. Segue la risposta della Sipps.

In merito a quanto recentemente dichiarato sulla vostra testata dai coordinatori del Position Paper sulle diete vegetariane dei pediatri italiani (in risposta alle nostre precedenti critiche), riteniamo di avere diritto a una breve replica. Sorvoliamo sul fatto che questa risposta della SIPPS assuma toni al limite della diffamazione, puntando a gettare ombra sull’onestà intellettuale di chi ha contestato la loro palese mancanza di conoscenza sull’argomento dell’alimentazione vegetale. Infatti, nel Position Paper la descrizione della composizione delle diete vegetariane è molto fantasiosa e purtroppo non corretta.

Nella risposta SIPPS si notano diversi tentativi di distorcere una realtà che evidentemente non è loro gradita, ad esempio:

– la manipolazione del significato di frasi totalmente avulse dal loro contesto (vedi critica sul ferro, che ci attribuisce affermazioni scorrette);
– l’improprio utilizzo del termine “farmaco” in riferimento agli integratori, che sono invece definiti dal Ministero della Salute “prodotti alimentari”.

E rimane sempre il problema della mancata dichiarazione su eventuali conflitti di interessi dei redattori del documento SIPPS. Inoltre, il loro assunto che una “dieta sana” sia una dieta che non necessita di integrazione (che loro definiscono “farmacologica”, ma non lo è) è insostenibile. Una “dieta sana” è una dieta in grado di:

1. fornire nutrienti in quantità adeguata;
2. limitare l’assunzione di nutrienti potenzialmente dannosi;
3. enfatizzare l’assunzione di nutrienti protettivi.

Continua il dibattito sulla dieta vegetariana o vegana per i bambini

Nessuna dieta può completamente soddisfare il punto 1, che sia onnivora, mediterranea, latto-ovo-vegetariana, 100% vegetale. Infatti:

– la carenza di vitamina D è molto diffusa in tutta la popolazione;

– la carenza di ferro è diffusa, indipendentemente dal tipo di dieta;

– qualsiasi sia il tipo di dieta, è raccomandata l’integrazione di DHA nei bambini fino al compimento del terzo anno e nelle donne in gravidanza e allattamento;

– l’integrazione di acido folico è raccomandata a tutte le donna all’inizio della gravidanza;

– uno stato di carenza o comunque sub-ottimale della vitamina B12 è diffuso anche tra gli onnivori (nonostante l’ampio utilizzo di integratori di B12 nei mangimi di tutti gli animali di allevamento) e sicuramente l’integratore può essere necessario anche a chi segue una dieta mediterranea, non solo ai vegetariani.

I punti 2 e 3, invece, sono principalmente soddisfatti da una dieta a base di cibi vegetali.

La letteratura attualmente disponibile sugli effetti delle diete vegetariane nei bambini è ancora inconsistente, a causa dell’eterogeneità degli studi e della bassa numerosità dei campioni, che rende i dati disponibili scarsamente indicativi. Tuttavia, ciò non impedisce di stabilire i criteri per rispettare i principi di “dieta sana” a base vegetale. È quanto abbiamo fatto in questi 20 anni di attività della nostra Società, offrendo al mondo scientifico i risultati a cui siamo pervenuti, con articoli peer-reviewed pubblicati su prestigiose riviste.

Crediamo che questa sia la strada da seguire: fornire informazioni corrette a tutti coloro che decidono di seguire, per sé e per i propri figli, queste diete. La decisione di seguire un’alimentazione vegetale non è dettata solo da motivi salutistici: adesso come non mai, viene intrapresa anche per motivi di sostenibilità ambientale e sociale. Sono ormai innumerevoli gli studi che dimostrano che solo una transizione verso il cibo vegetale potrà consentire di nutrire tutti, di diminuire drasticamente la nostra impronta ecologica lo spreco di risorse, e salvare il pianeta e i suoi abitanti dalle catastrofi naturali causate dal cambiamento climatico.

Crediamo che solo dalla collaborazione tra varie competenze possano scaturire azioni che vanno a vantaggio di tutti. Ci dichiariamo quindi disponibili a fornire il nostro contributo e le nostre competenze a chiunque condivida questo approccio.

dr.ssa Luciana Baroni – Presidente di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana – SSNV

Di seguito la risposta della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps)

La ringraziamo per averci fornito un’utile occasione per illustrare ai suoi lettori i problemi della corretta valutazione nutrizionale delle diete vegetariane. Le discussioni in ambito scientifico, infatti, si devono concretizzare nella pubblicazione di documenti e non in litigi da talk show, di cui, soprattutto in questo periodo, non abbiamo proprio bisogno. Poiché anche le ultime affermazioni della dott.ssa Baroni continuano ad essere personali, generiche e inesatte e poiché a noi interessa la salute dei bambini e la corretta informazione riportiamo il link al Position Paper.

Il Position Paper è basato su metodologia scientifica; non riporta opinioni personali, ma dati dalla letteratura internazionale ed indipendente. Il documento, scritto per i medici, presenta comunque all’inizio anche un riassunto dei punti più importanti, fruibile anche dai lettori non tecnici.  Ringraziandola ancora per il suo lavoro attento ed oggettivo, speriamo che il nostro PP possa essere utile anche ai suoi lettori, come lo è stato, ed è ancora, per molti pediatri per i loro assistiti e le loro famiglie.

I coordinatori del Position Paper – Dr. Giuseppe Di Mauro e dr.ssa Margherita Caroli 

© Riproduzione riservata

  Redazione Il Fatto Alimentare

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5 Commenti

  1. Avatar

    Pensavo francamente ci sarebbe stato più dibattito e non solo una reciproca accusa di dire inesattezze e bugie…competitivi ma arroccati e in difesa.
    Magari quando ci saranno prossimi articoli sui cibi industriali specifici per l’infanzia, sugli additivi usati dall’industria nei cibi per bambini, sugli zuccheri aggiunti, sulle tentate equivalenze nutritive, sul sostegno all’allattamento al seno, tanto per fare esempi, forse potremo farci un’idea migliore delle reali motivazioni alla base dello scontro ideologico e su chi sostiene cosa e perchè, forse non è così scontata la superiorità sbandierata nonostante l’enorme preponderanza delle forze in gioco, e in campi affatto neutrali.

  2. Avatar
    Donatella Fregatti

    è molto interessante il fatto che i pediatri suddetti portino a suffragio delle proprie opinioni un lavoro da loro stessi coordinato, cioè le loro stesse opinioni…

    • Avatar

      Donatella Fregatti, è abbastanza ovvio che uno studio sui bambini sia fatto dagli specialisti in medicina pediatrica e non da altri medici, ma si tratta di lavori non solo pubblicamente disponibili ma verificati in peer review (ossia da altri medici che non hanno partecipato direttamente ai test) secondo il metodo scientifico, a differenza delle affermazioni di parte interessata della società vegana che si basano su pseudoprove aneddotiche e non hanno trovato riscontro nelle verifiche ma solo su altri racconti aneddotici.

  3. Avatar

    Mi riferisco ad un precedente commento che feci in occasione del primo articolo. Ma perché non ci lasciano in pace, cercando di dimostrare che loro e la loro dieta sono migliori? Se la facciano la loro dieta vegana, nessuno lo impedisce, se non di fronte a fatti patologici gravi, se la godano e vivano in pace. Perché vogliono fare i missionari? La loro diventa quasi una religione, per cui si passa dai fatti concreti ai dogmi. Ci stiamo liberando di altri dogmi, perché dovrei introdurne degli altri? Tutto sommato mi fanno quasi pena, perché combattono una battaglia contro nessuno, perché gli “onnivori” sono molto più tolleranti e liberali di loro. Probabilmente non se ne rendono nemmeno conto…

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      @enciclopivo
      “Probabilmente non se ne rendono nemmeno conto…”

      Proprio qui sta il busillis, chi aderisce a un regime alimentare nella stragrande maggioranza dei casi lo fa fidandosi di chi afferma che “faccia bene”, normalmente senza neppure sapere bene di cosa si tratti, e se è fortemente pubblicizzato (che abbia basi valide o meno) finisce fatalmente per arroccarsi sulle sue posizioni.

      Diventa così non solo refrattario a qualunque parere discordante e rifiuta aprioristicamente qualunque confronto, ma sentendosi portatore di una verità rivelata si sente in diritto e in dovere di estenderla ai selvaggi che ancora non la conoscono e adorano i vecchi idoli.

      Se ci aggiungi l’enorme business che rappresenta tutto ciò che circonda le diete e il conseguente battage pubblicitario che fomenta deliberatamente la contrapposizione per mantenere viva l’attenzione il motivo di questa aggressività appare più chiaro.