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La dieta dei gruppi sanguigni non ha fondamento scientifico. I risultati di uno studio indipendente

Nonostante il grande successo commerciale dei libri che ne parlano, dei sedicenti professionisti che la promuovono e del passaparola sui social media, la dieta che parte dal gruppo sanguigno e attribuisce alle diverse tipologie un’ipotetica differente “sensibilità” nei confronti delle classi di nutrienti non ha alcun fondamento scientifico, e soprattutto non ha riscontri. È di fatto, una fake news. Lo dimostra, senza possibilità di replica, uno dei primi studi controllati e randomizzati mai condotti sul tema, promosso – non a caso – da un’associazione no profit di medici che si battono per una medicina basata su prove e non su dicerie o operazioni commerciali, chiamata Physicians Committee for Responsible Medicine (Pcrm), che raduna 12.000 specialisti, pubblicato sul Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics.

L’indagine ha utilizzato i dati delle persone coinvolte in un altro studio  pubblicato su JAMA Open, che analizzava l’impatto di diversi tipi di dieta sui parametri tipici del diabete e delle malattie metaboliche in soggetti in sovrappeso. In questo caso, invece, è stato verificato che cosa era accaduto a oltre 240 persone con un indice di massa corporeo superiore a 30, che avevano seguito una dieta vegetariana a basso tenore di grassi per 16 settimane, oppure (nel gruppo di controllo) avevano continuato a seguire le proprie abitudini.

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La dieta dei gruppi sanguigni può far aumentare il rischio di malattie cardiovascolari

Gli autori hanno incrociato i risultati con i diversi gruppi sanguigni, e dimostrato che non c’è alcuna differenza a seconda del tipo di sangue, com’è ovvio attendersi, visto che ciò che determina il sangue non c’entra nulla con il metabolismo. La dieta cosiddetta dei gruppi sanguigni, lanciata nel 1996 negli Stati Uniti grazie a un libro di P. D’Amato (Eat Right for Your Type) e poi rimbalzata con enorme successo in tutto il mondo, prevede che le persone con gruppo sanguigno A traggano maggiori benefici se seguono una dieta a base vegetale, quelle di tipo 0 se ne adottano una ricca di carne, con tutte le sfumature intermedie per i gruppi non A e non 0. Non ci sono mai state prove dal punto di vista scientifico, con studi affidabili. Ma questo non ha impedito alla “dieta” di avere un clamoroso successo.

Ora però, nell’ambito di questo trial, eseguito secondo i canoni più stringenti, è arrivata la prova – negativa – attesa da tempo. Controllando il peso, il profilo dei grassi nel sangue e la glicemia si vede molto chiaramente che non esiste alcuna relazione tra tipo di alimentazione e perdita di peso o indici metabolici in base tipo di gruppo sanguigno. L’unica vera, significativa differenza è quella che si vede in chi segue scrupolosamente un regime dietetico basato su vegetali freschi e integrali, noci e alimenti di elevata qualità nutrizionale, che ha un aumento del metabolismo calorico del 18% rispetto a gruppo di controllo. Tra l’altro, consigliare alle persone (con gruppo sanguigno di tipo 0) una dieta ricca di carne può far aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, soprattutto in chi è già in sovrappeso.

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Agnese Codignola
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6 Commenti

  1. Avatar

    Ma chi ha detto che la dieta dei gruppi sanguigni serve a dimagrire? Forse ancora non é chiaro cosa la differenza fra dieta e dieta dimagrante…
    Questo studio dimostra qualcosa di mai promesso da questa dieta.
    Non é dimostrata la bontà di questa né smentita.

  2. Avatar

    La dieta dei gruppi sanguigni funziona .. Non servono basi scientifiche per dimostrarlo basta provare.

  3. Avatar

    “basata su prove”?
    Che ne dice delle numerosissime testimonianze spontanee ? Le cerchi !! Ci sono.
    ” operazioni commerciali” ( quali operazioni commerciali? ) L’unico medico che veramente ha dedicato la sua intera vita a questi studi viene gratificato dalla consapevolezza delle persone che hanno tratto grande beneficio dei suoi preziosi consigli !!!

    Mentre la tv non fa che pubblicizzare un infinità di inutili farmaci da banco !!!

    • Avatar

      “Che ne dice delle numerosissime testimonianze spontanee?”
      Ma infatti… perchè scomodarsi e sprecare tempo e denaro in studi randomizzati?
      Molto meglio affidarsi alle numerosissime testimonianze spontanee, no?
      Ancora meglio se la testimonianza è di una fonte affidabile, ad esempio “miocuggino”

  4. Avatar

    Tanto per cominciare non ci sono certezze su quale sia stato il gruppo sanguigno primo e originario, condiviso con alcune specie animali, nè quando queste differenziazioni si sono manifestate nè perchè, quindi con buona pace dei seguaci sia il signor D’Adamo che il signor Mozzi comunicano loro ricostruzioni personali dell’evoluzione non dimostrate ad oggi.Inoltre i gruppi sanguigni differenziati secondo i canoni classici sono circa 40 , oltre ai 4 canonici molto diffusi ci sono quelli con numero piccolo di soggetti coinvolti e in zone geografiche ristrette.

    D’altra parte secondo me però bisogna considerare che il cibo ingerito e il metabolismo determinano e sono a loro volta influenzati dal sistema immunitario, e ritengo scorretto affermare che non ci siano strette relazioni di interdipendenza tra l’insieme del nostro sistema di vita e TUTTE le nostre caratteristiche compreso l’organo sangue e le sue peculiarità.
    Il fatto che non ci siano evidenze sul modo di interferenza –potrebbe— voler dire che ancora non sono state capite le relazioni, tempo al tempo, di cose da capire ce ne sono ancora tante, e le scienze omiche sono semplicemente agli albori.

    La cosa più importante è che avere uno schema (come quello della dieta in oggetto) basato su cibi semplici, stagionali e pochissimo trasformati, su abitudini regolari e sulla fiducia (chiamiamolo effetto placebo) darà sempre effetti benefici su tante persone, non tutte ovviamente, soprattutto se prima quelle stesse persone coltivavano le tante abitudini ansiogene sbagliate odierne, sbilanciate nei tempi-combinazioni-quantità-qualità.

  5. Avatar

    Trovo che sia molto semplicistico come avete liquidato l’argomento, per esempio parlare in generale di carne, non distinguendo fra carne di pesce, carne bianca e carne rossa, il dott. Mozzi parla di proteine, comprendendo anche quelle dei legumi, riabilita le uova, erroneamente vituperate per il contenuto di colesterolo, esclude la carne di maiale, e basta farsi un giro nel web, ed anche nel vostro sito, per apprenderne la tossicità. Esclude la frutta e smonta le famigerate arance percepite come alfieri del raffreddore, favorisce l’uso delle mele, possibilmente quelle antiche, perché a basso contenuto di fruttosio. Indica dei periodi nella giornata in cui preferire alcuni cibi tenendo conto di un metabolismo rallentato che vale per tutti e, credo di non rivelare nulla di nuovo, nell’avvisare della diminuita capacità di affrontare pasti sostanziosi dopo le ore 14:00. Rieduca ad un pasto leggero serale fatto di verdura e in assenza di amidi. Invita a tener conto che il quantitativo di glutine presente nei cereali, è aumentato per promuovere appetitosi prodotti da forno ma che mal viene sopportato dal nostro intestino. Infine elimina il tanto amato latte e derivati, avvisando che il fabbisogno di calcio si trova soprattutto in molta verdura. Purtroppo basta farsi un giro al supermercato per rendersi conto dell’ignoranza mista a tanta buona fede che riempie i carrelli. Forse si può anche non essere d’accordo con il dott. Mozzi ma gli va riconosciuto il merito di aver sensibilizzato un pubblico che spesso si chiede cosa sia un carboidrato, un cereale una proteina, e messo in guardia tutti sui pasti veloci e già pronti. bisogna ritornare ad amare il cibo, dedicargli tempo e pazienza, scegliere cibi non manipolati. Amare la famiglia, significa dedicare tempo a preparare i pasti: dalla prima colazione alla cena. Fra tante pubblicità che evocano famiglie felici intorno alla tavola, come vuole la pubblicità, ben venga il dott. Mozzi, le sue teorie sui gruppi sanguigni, almeno invita e ripensare al cibo, ed organizzare la vita intorno alla salute non alla comodità o peggio a dolci gratificazioni.