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La dieta alcalina di Robert Young: un regime basato su assurde teorie, lo scrive Enzo Spisni docente dell`Università di Bologna che critica metodi e contenuti

Quanto alla paranoica accusa verso tutti quei microrganismi, che nel nostro corpo produrrebbero tossine, come i batteri, i lieviti e i funghi per cui si sconsigliano vivamente tutti i cibi fermentati come il vino lo yogurt ed il pane, bisognerebbe ricordare all’autore che molti batteri, tra cui i lactobacilli, producono sostanze come le batteriocine, utilissime all’organismo per difendersi dall’aggressione di altri batteri “cattivi”.

 

Ultimo concetto descritto riguarda la differenza tra acque buone (alcaline) ed acque cattive (acide). La lunga dissertazione sugli elettroni risulta essere farneticante quanto convincente per i non esperti di chimica e fisica. La conclusione è di usare una macchina molto costosa in grado di alcalinizzare e purificare l’acqua del rubinetto.

 

Da notare infine che le ricerche citate a sostegno delle teorie dell’autore, mancano di referenze bibliografiche e quindi non si possono consultare in originale.

 

Da un punto di vista nutrizionale:

Dimenticando per un momento le falsità del libro, una cosa è certa, la dieta alcalina è in pratica una dieta  “vegana”, che restringe ulteriormente il gruppo di alimenti perché elimina gran parte della frutta (eccetto limoni, lime e pompelmi) e gran parte dei carboidrati complessi (pasta, riso e cereali). Aderire al progetto alcalino vuol dire  nutrirsi quasi esclusivamente di verdura fresca e legumi, esattamente il contrario della dieta ricca e variata che i nutrizionisti suggeriscono! Con la dieta alcalina si perdono sicuramente i chili di troppo, ma nel lungo periodo si possono creare carenze nutrizionali importanti.

 

 

 

Note sugli autori

Robert O. Young ha ottenuto titoli accademici, tra i quali diverse lauree e un PhD in un’università telematica non riconosciuta, la Clayton College of Natural Health, chiusa nel 2010 in seguito ad una Class Action fatta dagli studenti che si ritenevano truffati. L’altro autore del libro è Shelley Redford Young moglie di Young di cui si conosce poco (fonte Wikipedia).

 

“Il miracolo del PH alcalino: bilanciate la vostra dieta, recuperate la vostra salute“, Robert O. Young, Shelley Redford Young, Cesena, Edizioni Bis, 2011, 455 p., 21,00 €.

 

Enzo Spisni (Master in Alimentazione ed Educazione alla Salute, Università Bologna).

Foto: Photos.com

  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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29 Commenti

  1. Provare sulla propria pelle? Noi siamo i medici di noi stessi? Gente ma stiamo scherzando? Allora io domani mi sveglio, decido che la cocaina non fa male, anzi ha innumerevoli effetti benefici, scrivo un libro, la gente deve provare la cocaina per bugerarmi? Mah…

  2. …caro Raffaele arrivi tardi, ci hanno già provato con la cocaina, informati, e non è andata bene. Ovviamente si fa presto a confutare teorie scorrette, è molto più difficile con teorie che siano anche solo parzialmente corrette. Per quanto credo nell’uguaglianza è comprovato che "dentro" non siamo proprio tutti uguali, basti pensare ai gruppi sanguigni, quindi intuitivamente ritengo che la dieta bilanciata ed assoluta non esista, seguirne una che sia molto salutare dal mio punto di vista mi consente soltanto di godermi maggiormente gli sfizi e le eccezioni senza pagarne lo scotto. Questo mio pensiero si basa sulla pratica, sulla propriocezione ("ascolto del corpo") e sulla continua ricerca personale, ricerca fondata sull’incrocio e l’integrazione di diversi studi, non di un unico sapere assoluto, e sull’adeguamento di questi alla mia individualità.
    Suggerirei quindi di diffidare di chi scrive un libro salvavita alla moda tanto quanto della medicina istituzionalizzata, e contemporaneamente di attingere ad entrambe le fonti con raziocinio ed umiltà per cercare ciò che più ci calza.

  3. 100% d’accordo con Jack.
    Per chi possiede un pò di tempo (per la salute ne vale la pena), quasi mai una fonte unica è portatrice di verità, ma sicuramente si è rivelata sbagliata quella suggerita dai nutrizionisti: la Famosa dieta mediterranea (che non esiste) le cui fondamenta sono i Carboidrati!!!!! Risultato: tutti obesi. Sicuramente l’Alimentazione di proteine animali allevati in modo scandaloso non fà bene, così come mangiare frutta e verdura coltivate in modo scandaloso.
    Io faccio attenzione a ciò che acquisto, mangio pochissime proteine animali, molta verdura "Biodinamica", e soprattutto TESTO PERENNEMENTE SU DI ME.

  4. Sono d’accordo con jack, non tutto va bene per tutti, io sto leggendo il libro di young (non l’ho ancora finito), ma l’idea di un’alimentazione più sana l’ho avuta dalla lettura di altri libri in particolare da libri che trattavano di crudismo, per cui mi sono apprestata a leggere anche young. Partendo dal presupposto che questa teoria potrebbe essere anche solo parzialmente corretta ho cercato subito degli articoli che ne parlassero male proprio per sentire l’alta campana, per cui sono approdata a questa discussione.
    Non tutto va bene per tutti, neanche il discorso di diventare vegetariani, infatti, come anche i vegetariani sanno, questa dieta è carente di B12. Si potrebbe dire chi se ne frega ci sono tante altre vitamine… (lo sto dicendo in maniera ironica) ma nel mio caso non è così perchè per me la vitamina B12 (non si trova in genere nelle verdure) è importante in quanto ho scoperto che ho una trombofilia ereditaria genetica (mutazione MTHFR omozigote che poi è abbastanza comune circa il 12% della popolazione, 50% circa ha comunque ilgene in eterozigote) scoperta per caso e l’unico modo per migliorare la circolazione del sangue è assumere B12. Questo per riallacciarmi al discorso che non siamo tutti uguali: io per esempio solo per il fatto di avere questo gene ho un fattore moltiplicativo di otto volte circa) (8x) di avere malattie cardio circolatorie (quindi se fumassi una sigaretta è come se ne fumassi 8, se mangiassi qualcosa che aumenta il colesterolo …)
    Non ho mai fumato, non sono mai stata una bevitrice di alcolici, sono sempre stata un’appassionata di palestra (quindi faccio sport regolarmente) ma nonostante tutto ho una leucoencefalopatia (ovvero piccole cicatrici [ictus]nella materia bianca del cervello, non è sclerosi multipla per fortuna ho già fatto tutti i controlli e l’hanno esclusa),questa cosa per fortuna non mi da sintomi neurologici è stata scoperta per caso, però mi è sembrato opportuno intervenire sulla dieta per ridurre il più possibile un rischio (moltiplicato per 8 nel mio caso)di malattie circolatorie.
    Personalmente sto cercando di seguire una alimentazione sana e ho provato a mangiare frutta e verdura cruda, molte più noci mandorle etc (per cui diciamo che in parte sto seguendo i consigli di young, ma come ho detto anche di altri) non sono diventata completamente vegetariana (per il motivo che ho detto della B12), ho ridotto tantissimo i carboidrati provenienti dalla pasta e pane, ho scoperto i germogli, e per quanto riguarda l’acqua alcalina secondo me è un falso problema, se si controlla l’etichetta, sono tutte prevalentemente basiche ovvero alcaline (ph tutte sopra il 7),tranne le effervescenti naturali che sono acide (ph sotto il 7 )ma ho letto che fanno comunque bene perchè sono bicarbonato alcaline quindi nello stomaco sviluppano il potere tampone del bicarbonato e danno una reazione basica.
    Prima di dare un giro di vite anche sulla dieta facevo comunque una vita sana, mi sembrava distare bene, è vero che in passato avevo avuto un periodo nero (mal di testa dovuti ad un forte stress emotivo). Dopo aver cambiato dieta però ho notato di migliorare ulteriormente il mio stato di salute. Jack ha ragione quando dice di ascoltare il proprio corpo, però è anche vero che il corpo si abitua a certe condizioni e finisce per considerarle normali, solo se cambi ti accorgi del cambiamento in meglio o in peggio. Anch’io ritengo che sia il caso di provare su se stessi se una teoria alimentare sia valida o meno senza però iniziare con cambiamenti drastici, con raziocinio e valutando se la cosa va bene per se stessi (non siamo fatti tutti uguali…). In fondo mangiare più frutta e verdura magari cruda, eliminare il cibo "mangime" confezionato pieno di conservanti, mangiare meno carboidrati (pasta pane) che comunque ingrassano, fare anche attenzione all’acqua che si beve mi sembra una cosa ragionevole ma ogni teoria alimentare se portata all’estremo può nascondere insidie. Sperimentare e ascoltare se stessi, un processo di autoregolazione per ottenere la condizione di benessere,ricordandosi che la "ricetta" non è uguale per tutti, ma in ogni suggerimento può trovarsi del buono ed è ben accetto

  5. "anche la ricerca ufficiale si dirige là dove la ricerca indipendente sta indagando ormai da anni"
    http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/tumore-ph-alcalino.php

    http://www.iss.it/pres/prim/cont.php?id=1093&tipo=6&lang=1&mid=5124

  6. Mi permetto di parteciparvi la mia esperienza in merito. Premetto che non ho mai fatto un uso eccessivo di cibo spazzatura, non sono un animalista (aspetto che non gioca mio favore) e ritenevo che una buona alimentazione derivasse dalla elevata qualità dei cibi stessi. Pertanto andavo a cercare alimenti "di qualità"; prendevo latte e latticini direttamente al caseificio/allevamento, acquistavo il miglior prosciutto presente sul mercato, compravo le uova direttamente da chi aveva le galline in casa, etc. Faccio movimento in maniera regolare da 10 anni a questa parte (20 km al giorno, circa un’ora in totale, in bici per andare e tornare dal lavoro, ed almeno una trentina di km a settimana di corsa ad un ritmo di 4 min e 40 sec al km). Dimenticavo, ho 40 anni. Poi, esattamente un anno fa, mio fratello mi regala il libro del Dott. Campbell (The China Study) il quale riporta, tra la miriade di informazioni, che in tutti i casi di neoplasie e malattie autoimmuni è stato riscontrato un alterato livello di ph fisiologico, tendente all’acido. Da un anno a questa parte ho eliminato quasi del tutto dalla mia alimentazione e da quella della mia famiglia le proteine di origine animale , limitandone l’assunzione ad un etto di carne di manzo a settimana. Risultati: mia moglie ed io ci siamo letteralmente sgonfiati (abbiamo perso circa 5 kg a testa), la pressione di mia moglie si è stabilizzata, non abbiamo più alito cattivo o bocca amara, la mia dermatite seborroica non si manifesta più dal dicembre del 2011 (con vivo stupore del dermatologo), la mia allergia stagionale (a graminacee e parietaria) non si manifesta quasi più e quando lo fa i sintomi non sono nemmeno il 10% di quello che pativo prima (è il primo anno che non ricorro al ventolin), quando corro la sensazione di fatica è di molto inferiore a quella di quando mangiavo "normalmente", non ho più duroni ai piedi, denti e unghie "levigate" e non uso più deodoranti (il sudore non puzza più come prima, pur rimanendo sudore, per carità!). Il bambino di 5 anni ha smesso di avere manifestazioni di asma bronchiale (che prevedevano il ricorso a cortisone a mezzo aerosol anche tre o quattro volte al giorno) da quando ha smesso di mangiare latte e latticini. La piccola, 15 mesi, mangia solo un pò di carne un paio di volte alla settimana e non ha nessun problema, né di crescita che tantomeno di salute. Ovviamente ci "preoccupiamo" di avere un’alimentazione quanto più completa possibile, facendo ricorso a cibi vegetali di origine naturale (Campbell e Berrino insegnano!), integriamo anche con "acqua ferrosa" (ferrotone), due volte a settimana. Le analisi del sangue sono perfette. Dal basso della mia esperienza personale, per quanto irrilevante, esorto tutti vivamente a sperimentare, anche solo per un mesetto, la dieta alcalina, vegana o che dir si voglia. Poi ne riparliamo. Ovvio che nessuno ha l’elisir di lunga vita né tantomeno la cura per tutti i mali ma, provare a posticipare il momento in cui si "compia la beata speranza" il più possibile e, nel frattempo, provare a star meglio che si può, credo sia fattibile. E poi non è così male mangiare cibi di origine vegetale, anzi. Ultima considerazione: nel momento in cui si comincia a sostenere un regime alimentare diverso da quello industrialmente proposto, si comincia a considerare in maniera ossessiva qualunque ipotesi di controindicazione al "nuovo" (che poi è il più vecchio del mondo) stile alimentare senza pensare a tutti i danni apportati (e scientificamente provati – ci sono almeno 30 anni di studi al riguardo)da un uso eccessivo di cibi di origine animale. Scusate se mi sono dilungato ma, credetemi, vale la pena provare. E lasciamo che i medici si confrontino nelle aule accademiche con le loro altisonanti argomentazioni di carattere "scientifico"… (nota volutamente polemica nei confronti di una categoria che, nella stragrande maggioranza dei casi altro non sa fare che prescrivere antibiotici e cortisone!). In bocca al lupo a tutti.

  7. Il massimo per l’umano "Paleo Zona"

  8. Barbara Tartaglia

    Se mi date il nome e cognome di un vegano malato di cancro o qualunque altra patologia prenderó in considerazione le vostre perplessità sulla dieta alcalina. Io non sono vegana ma mi piace guardati intorno e non lasciarsi abbindolare dalle industrie. Dato di fatto: le persone che conosco che seguono una dieta povera di proteine animali, si ammalano di rado o per niente ed i loro valori sanguigni sono perfetti. Me la spiegate questa? No perché quello che ho letto qui sopra non mi ha convinto per niente. Parlate di non-scientificità e poi non spiegate affatto in maniera scientifica perché le teorie del dottor young sono infondate. Grazie

  9. Salve, come studentessa di un corso di laurea in discipline biologiche il cui piano formativo presenta diversi insegnamenti in cui l’epidemiologia è l’oggetto di studio, mi permetto di fare una considerazione. L’epidemiologia si divide in descrittiva, costruttiva e sperimentale. I modelli sperimentali da soli non sono sufficienti a rendere dei risultati ( i quali devono essere pubblicati ) universalmente validi ( basta solo riflettere sul fatto che queste sperimentazioni sono spesso condotte su modelli animali e non sull’uomo stesso ). C’è bisogno di condurre numerosi studi osservazionali, prospettici,a lungo termine, con campionature eterogenee e idonee al fine di ottenere dei dati da poter poi analizzare con le appropiate misure. Queste tipologie di studi sono costose e necessitano di tempi molto lunghi, io non conosco la letteratura a riguardo, ma nel caso non ci fosse nulla di simile disponibile, non credo si possa parlare di evidenze scientifiche certe..