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Manovre di distrazione di massa per dentisti. Manipolati dalla lobby americana dello zucchero attraverso i dietologi

carie dentista zuccheroTra il 1974 e il 1978, la US Sugar Association ha messo in atto un programma pensato specificamente per ammorbidire la posizione dei dentisti sullo zucchero, attraverso un’opera di manipolazione portata avanti dai dietologi. Lo rivela un’indagine presentata nelle scorse ore al meeting dell’International Association for Dental Research svoltosi a Vancouver, in Canada, dai ricercatori dell’Università della California di San Francisco, che hanno identificato almeno 59 documenti nei quali si svelava la strategia dei produttori.

Nel 1975 l’associazione ha infatti dato vita al Regional Nutritional Information Program, con lo scopo dichiarato di diffondere informazioni corrette sull’alimentazione proprio grazie all’intervento di personale debitamente formato e, in particolar modo, di dietologi. Ma in realtà il programma era un cavallo di Troia con il quale si volevano confondere le idee dei dentisti, marginalizzare quelli che non concordavano sui benefici dello zucchero e in generale fare di tutto per evitare che si sapesse che è responsabile della carie.

Ecco allora – si legge nei documenti – campagne di ‘informazione’ diretta a università, scuole pubbliche, associazioni professionali e media volte a esaltare i benefici degli zuccheri in una dieta bilanciata. Ma anche workshop dedicati, sforzi per far includere pubblicazioni positive nelle biblioteche, monitoraggi sull’atteggiamento dei dentisti e dei consumatori nei riguardi degli zuccheri, portati avanti proprio da dietologi chiamati a interagire con quella categoria professionale, nel tentativo di convincerla dell’innocuità degli zuccheri per la salute dei denti. Dall’altra parte era in corso un boicottaggio attivo di coloro che non si lasciavano irretire o che osavano fare ricerche, per esempio sul contenuto di zucchero dei cereali da colazione.

Tutto ciò ricalca le strategie messe in atto per il tabacco qualche anno prima e per le bibite zuccherate qualche anno dopo, e per molto tempo ha portato a risultati positivi per i produttori. Ad andarci di mezzo, purtroppo, è stata la salute pubblica, in questo caso dei denti, e per questo gli autori dello studio invitano ancora una volta a vigilare sul conflitto di interessi e in modo specifico sui finanziamenti delle aziende rivolti a nutrizionisti e dietologi, soprattutto quando sono previste interazioni e collaborazioni con i dentisti.

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  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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2 Commenti

  1. Avatar

    Buongiorno , qualche esperto potrebbe dire pubblicamente che gli zuccheri della frutta hanno un effetto cariogeno di gran lunga inferiore ai preparati industriali contenenti quasi tutti zucchero raffinato? Perche’ la pubblicita’ di una nota marca di dentifrici invece incolpa la frutta fresca e trascura tutto il resto.
    Grazie.

  2. Avatar

    Il mio dentista dice che gli zuccheri semplici (mono- e di-saccaridi) non sono responsabili della carie perchè sono molto solubili e, tramite il dilavamento con la saliva, hanno una bassissima permanenza nella bocca.

    Più pericolosi sono i reisdui di amidi, che sono zuccheri complessi non solubili, i quali possono possono permanere tra i denti se non spazzolati. Su questi residui i batteri agiscono trasformando gli zuccheri complessi in semplici (ad opera anche dell’enzima ptialina della saliva), metabolizzando tali zuccheri semplici e producendo quindi gli acidi che possono intaccare i denti.

    Tra l’altro, sempre il mio dentista, dice che la formazione della carie è dovuta soprattutto a microscopiche lesioni dello smalto, differenti da persona a persona, dove poi il processo della carie può iniziare.

    Chissà se il mio dentista è uno di quelli manipolati dalla lobby dei produttori di zucchero…