Home / Nutrizione / I dentisti britannici dichiarano guerra al baby food in bustina: troppi zuccheri, rischi per i denti

I dentisti britannici dichiarano guerra al baby food in bustina: troppi zuccheri, rischi per i denti

Scaffali del baby food di un supermercato, con alimenti in bustina in primo pianoChiediamo un’azione immediata contro i livelli osceni di zucchero presenti in molti marchi di baby food in bustina, per proteggere la salute dei denti. Questi prodotti sono diventati molto popolari tra i genitori, grazie alla loro praticità. Oltre ad incoraggiare la preferenza per il gusto dolce, che comporta rischi per la salute per tutta la vita, avvertiamo che apportano anche rischi per la salute orale rispetto agli alimenti disponibili in vasetto. Il contenuto spesso è succhiato direttamente dalla busta, così che il cibo trascorre più tempo a contatto con i denti da latte, proprio mentre stanno spuntando, mettendoli a rischio di erosione e carie.

Comincia così, senza mezzi termini, l’appello  reso pubblico dall’associazione dei dentisti britannici dopo che una nuova indagine, condotta su 109 tra i marchi più popolari di baby food in bustina consigliati ai bambini fino ai 12 mesi, ha messo in chiaro quanto questi prodotti siano dannosi, quanto i genitori siano ingannati e perché quella della carie infantile stia diventando una vera e propria epidemia. Ecco i dati principali emersi dall’analisi:

Baby food in bustina: zucca, mela e mais dolce Annabel Karmel (sinstra), fragola e mela (al centro) e casserole di pollo con riso Ella's Kitchen (destra)

  • Più di un quarto dei prodotti analizzati ha più zucchero della Coca-Cola, in rapporto al volume, con buste destinate a bambini dai quattro mesi, tutte a base di miscele di frutta, che contengono fino il 150% dello zucchero mediamente presente nelle bibite;
  • I marchi cosiddetti ‘boutique’ (come Ella’s Kitchen e Annabel Karmel), che puntano cioè sullo stile delle confezioni e su supposte qualità superiori, appaiono invece peggiori per quanto riguarda i livelli di zucchero. A parità di ingredienti di base, ne esistono altri sul mercato che contengono circa la metà degli zuccheri presenti in quelli di alta gamma. Il che dimostra, tra l’altro, che formulare i prodotti diversamente è assolutamente possibile.
  • Alcuni dei prodotti consigliati dai quattro mesi contengono fino a due terzi del quantitativo giornaliero massimo di zucchero consigliato per un adulto. Né l’Oms né le autorità sanitarie britanniche specificano quanto zucchero possa assumere al giorno un bambino, ma tutti sottolineano che il quantitativo deve essere il minimo possibile.
  • Sia le linee guida del Regno Unito che quelle dell’Oms raccomandano lo svezzamento a partire dai sei mesi, quindi nessun prodotto dovrebbe essere commercializzato come ‘a partire dai quattro mesi’. Ma quasi il 40% dei prodotti esaminati è rivolto a questa fascia di età.
  • I produttori adottano costantemente un linguaggio ingannevole, evidenziando sempre la presenza di soli ‘zuccheri presenti in natura’ o l’assenza di ‘zuccheri aggiunti’. In alcuni casi affermano che si tratta di prodotti ‘nutrizionalmente approvati’ o in linea con i ‘bisogni nutrizionali e di sviluppo’ dei bambini. Tutti i prodotti ad alto contenuto di zucchero, in definitiva, utilizzano l’effetto halo, dando risalto al marchio biologico, oppure scrivendo che è ‘ricco di fibre’ o ‘contiene una delle cinque porzioni di frutta e verdura consigliate al giorno’, e inducono così i genitori a pensare di fare scelte sane.
  • Più di due terzi dei prodotti esaminati superano il limite di 5 g di zucchero per 100 ml, soglia oltre la quale si applica la sugar tax alle bibite (ma, per ora, non ai succhi di frutta). I dentisti sottolineano che l’estensione delle misure fiscali avrebbe esiti favorevoli e incoraggerebbe la riformulazione.

Drastico poi il commento finale: il governo deve assicurarsi che lo zucchero diventi il nuovo tabacco, soprattutto quando si tratta dei pazienti più piccoli, e a tale scopo il Dipartimento della salute e dell’assistenza sociale deve iniziare quanto prima a interloquire proprio con i dentisti sulla commercializzazione e l’etichettatura degli alimenti per l’infanzia. “Continueremo a chiedere un’azione immediata, inclusi il confronto delle tattiche di marketing, l’implementazione di un stile più chiaro di etichettatura “a semaforo” e la potenziale estensione delle misure fiscali come la sugar tax, per incoraggiare la riformulazione”.

© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos

Da 12 anni Ilfattoalimentare.it racconta cosa succede nel mondo dei supermercati, quali sono le insidie nelle etichette, pubblica le sentenze sulle pubblicità ingannevoli oltre che segnalare il lavoro delle lobby che operano contro gli interessi dei consumatori.

In questi anni ci hanno sostenuto decine di aziende grandi e piccole con i loro banner e moltissimi lettori con le donazioni.

Tutto ciò ha reso possibile la sopravvivenza di un sito indipendente senza un editore, senza conflitti di interesse e senza contributi pubblici.

Il Fatto Alimentare dà l'accesso gratuito a tutti gli articoli e ai dossier. Questo è possibile grazie alle migliaia di lettori che ogni giorno ci leggono e ci permettono di sfiorare 20 milioni di visualizzazioni l'anno, senza farcire gli articoli con pubblicità invasive.

Sostieni ilfattoalimentare ci vuole solo un minuto clicca qui. Se vuoi puoi anche sostenerci con un versamento mensile.

Roberto La Pira

  Agnese Codignola

giornalista scientifica

Guarda qui

Alimenti della dieta mediterranea su un tavolo

La Dieta mediterranea diventa “Planeterranea”. Il progetto dell’Università di Napoli

La Dieta mediterranea è stata dichiarata Patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco il 16 novembre 2010 …

4 Commenti

  1. Forse il mio dentista è pazzo, ma lui sostiene che gli zuccheri non sono un problema per i denti.
    Gli zuccheri sono totalmente solubili e la continua salivazione che avviene in bocca, li dilava rapidamente dal cavo orale non permettendo ai batteri di utilizzarli come alimento.

    Quello che è pericoloso per i denti è l’AMIDO (pane, pasta, patate ecc.) perchè non è solubile e se ne rimangono delle piccole particelle tra i denti (ossia non ci si lava immediatamente i denti dopo aver magiato un panino o un piatto di pasta), quelli sì che possono essere metabolizzati dai batteri col rischio di creare carie.

    Sarebbe belle se qui ci fosse un dentista che possa dare una sua opinione.

    Che poi assumere troppo zucchero faccia male al metabolismo, quello non si discute, ma non c’entra con i problemi ai denti.

  2. agnese codignola

    Non mi permetterei mai di giudicare la salute mentale del suo dentista, ma di certo sostiene una tesi bizzarra, che contraddice decenni di studi che hanno coinvolto decine se non centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo, nonché ciò che dicono tutte le società scientifiche di odontoiatria del mondo. Mi limito a dire che pensare che la saliva lavi via qualunque traccia di zucchero, comprese le singole molecole (sono davvero piccole) che si insinuano tra un dente e l’altro e tra denti e gengive mi pare a dir poco originale. Gli amidi, dal canto loro, sono scissi dalla saliva e diventano anch’essi velocemente zuccheri semplici, solubili come gli altri, e non si capisce perché mai solo in questo caso dovrebbero restare e non essere anch’essi lavati via, secondo la tesi del suo dentista controcorrente: la salivazione non cessa dopo pochi secondi. Chiederei, fossi in lei, quella che si dice second opinion. E nel frattempo limiterei il più possibile il consumo di zuccheri, se lo scopo è salvaguardare i denti

  3. agnese codignola

    Mi permetto di suggerire di diffidare di siti che vendono prodotti o che rappresentano venditori di prodotti. Se legge bene la tesi è che basta usare bene i dentifrici al fluoro, per evitare la carie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *