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In Europa si sprecano in media 180 kg di cibo l’anno a testa. L’Enea stila un decalogo per arginare il problema

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In Europa si sprecano in media 180 kg di cibo pro-capite l’anno.

In Europa si sprecano in media 180 kg di cibo pro-capite l’anno. In Italia, che è al 7° posto della classifica europea, la quota è di 164 kg/anno. Secondo i dati dell’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), nel nostro paese vengono gettati nel cassonetto circa 5,5 milioni di tonnellate di cibo l’anno, in pratica 42 kg di cibo a persona sotto forma di avanzi non riutilizzati e alimenti scaduti o andati a male, con un valore economico che si aggira intorno ai 13 miliardi di euro l’anno. Di questi 42 kg, oltre 10 sono costituiti da verdure e prodotti ortofrutticoli, per un totale di oltre 1,3 milioni di tonnellate. Con i prodotti vegetali che gettiamo nella spazzatura, osserva l’Enea, potremmo produrre 41 milioni di m3 di biometano, l’equivalente dell’energia necessaria per riscaldare 46mila appartamenti, con un risparmio di circa 2 milioni di tonnellate di CO2. Gli scarti alimentari possono anche trasformarsi in proteine e zuccheri utili per produrre ingredienti alimentari, nutraceutici e mangimi per la zootecnia, oppure possono diventare anche bioplastiche. Non solo. Dagli scarti di uva e arance si ricavano polifenoli, pectine e fibre, utilizzabili in nutraceutica e cosmetica.

Secondo Roberto Balducchi, responsabile del laboratorio Bioprodotti e Bioprocessi dell’Enea, dobbiamo cambiare radicalmente la concezione di scarto e rifiuto perché ogni giorno, grazie alla ricerca, scopriamo il valore nascosto di molti sottoprodotti e materie prime-seconde a cui oggi l’industria associa solo costi di gestione e smaltimento. Questo scenario apre la strada a un molteplicità di percorsi di sviluppo in termini di nuove professioni, nuovi prodotti e nuove sfide per la ricerca applicata”. Oltre alle nuove frontiere della ricerca con tecnologie e metodologie innovative la lotta allo spreco alimentare si basa anche sui comportamenti personali dei consumatori in fase di acquisto dei prodotti, nella loro conservazione, nel loro riutilizzo in cucina e poi in un corretto conferimento alla raccolta dei rifiuti. Per aiutare i cittadini ad adottare questi comportamenti virtuosi, l’Enea ha preparato un decalogo, diffuso in occasione della giornata mondiale contro lo spreco alimentare.

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  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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