Home / Nutrizione / Il grande database delle mele: oltre 100 varietà catalogate dai ricercatori americani

Il grande database delle mele: oltre 100 varietà catalogate dai ricercatori americani

Studiare, riscoprire e valorizzare le varietà di frutta e verdura commestibili, ma spesso dimenticate o abbandonate da decenni a causa della crescente omologazione di quelle vendute nelle grandi filiere globali. Secondo molti esperti si tratta di uno degli strumenti più efficaci per cercare combattere il cambiamento climatico attraverso l’aumento della biodiversità, la selezione di specie più adatte al clima attuale, più resistenti ai parassiti e per l’accorciamento delle catene alimentari ad alto impatto ambientale, oltreché un modo per aumentare la varietà di ciò che si mangia. Per quanto riguarda le mele, un grande aiuto viene ora dai ricercatori dell’Università dell’Ohio, che hanno dato vita a uno dei più grandi database esistenti, che contiene già le informazioni relative a 124 varietà.

Come illustrato su New Phytlogist, l’archivio è stato istituito combinando due tipologie di dati: le informazioni genetiche e quelle relative alle categorie di sostanze chimiche presenti (catalogate in base alle proprietà: per esempio antiossidanti, antimicrobiche e così via). I dati sono stati ottenuti seguendo un approccio di metabolomica, cioè analizzando, con la risonanza magnetica nucleare e la spettrometria di massa ad alta risoluzione, l’insieme delle specie chimiche presenti, per avere una fotografia il più possibile fedele della realtà della singola mela.

Le applicazioni potenziali sono numerose. Per esempio, si potrebbe potenziare una certa caratteristica organolettica di una mela, per renderla più gradita, oppure identificare le molecole con caratteristiche antimicrobiche o protettive da cui trarre nuove armi di lotta biologica. Ancora, si potrebbe accelerare la messa a punto di nuove varietà di mele, cosa che di solito richiede in media sette anni (dieci per una vera e propria cultivar nuova), così come si potrebbero scoprire sostanze oggi sconosciute ma dotate di caratteristiche positive dal punto di vista nutrizionale o farmaceutico. Infine, il database si presta a collaborazioni internazionali, e può rappresentare un modello per chi desideri eventualmente metterne in piedi uno locale.

© Riproduzione riservata Foto: depositphotos.com, fotolia.com

Da 12 anni Ilfattoalimentare racconta cosa succede nel mondo dei supermercati, quali sono le insidie nelle etichette, pubblica le sentenze sulle pubblicità ingannevoli oltre che segnalare il lavoro delle lobby che operano contro gli interessi dei consumatori.

Il nostro è un sito indipendente senza un editore, senza conflitti di interesse e senza contributi pubblici. Questo è possibile grazie ai banner delle aziende e alle migliaia di lettori che ogni giorno ci leggono e ci permettono di sfiorare 20 milioni di visualizzazioni l'anno, senza farcire gli articoli con pubblicità invasive. Ilfattoalimentare dà l'accesso gratuito a tutti gli articoli.
Sostienici, basta un minuto clicca qui. Se vuoi puoi anche farlo con un versamento mensile.

Roberto La Pira

  Agnese Codignola

giornalista scientifica

Guarda qui

Una mano regge una manciata di capsule e compresse di integratori alimentari

Integratori alimentari, sono davvero utili per le funzioni cognitive e le patologie oculari?

Gli integratori alimentari negli ultimi anni hanno registrato un incredibile incremento delle vendite in farmacia e anche …