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Cremolì: al posto dell’olio di palma, arriva dall’Italia una crema a base di olio di oliva. Premiata l’innovazione di un’azienda di Perugia

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Cremolì deriva prevalentemente da oli d’oliva e extravergini

Da una startup della provincia di Perugia, arriva un innovativo sostituto dell’olio di Palma. Si chiama Cremolì, è un grasso vegetale prevalentemente a base di olio d’oliva o di extra vergine di oliva, che rappresenta oltre l’80% della parte grassa, e di burro di cacao (*). Il nuovo prodotto possiede caratteristiche tecnologiche superiori a quelle dei grassi presenti sul mercato e si propone come un sostituto dell’olio di palma, del burro, di alcuni tipi di margarina o altri grassi di origine animale con elevato contenuto di saturi. Cremolì è prodotto e commercializzato da Mida+, una startup che recentemente ha vinto il primo premio dell’Unicredit Start Lab per il settore Innovative Made in Italy.

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Cremolì è una crema solida fino a 25-26 gradi centigradi

Il nuovo ingrediente si presenta sotto forma di crema ed è adatto alla realizzazione di prodotti da forno, industriali o di pasticceria, grazie alla sua estrema capacità di aumentare il volume inglobando aria. Il nuovo grasso vegetale grazie a un innovativo processo di trasformazione a basse temperature, senza alcuni impego di solventi chimici, offre una buona versatilità pur mantenendo le caratteristiche nutrizionali dell’olio di oliva. Si presenta in forma solida  ad una temperatura di 25-26 °C e ciò permette di ridurre le quantità  di grassi in diverse ricette fino al 20% con una conseguente riduzione dei costi e dell’apporto calorico sul prodotto finito.

(*) Ingredienti: olio extra vergine di oliva, burro di cacao, acqua, emulsionanti.Il prodotto non contiene: colesterolo, grassi idrogenati, conservanti ed allergeni.
Indicato anche per alimenti vegani o destinati agli intolleranti del latte, delle uova e del glutine. Le coltivazioni da cui derivano i frutti non contengono OGM.

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  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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29 Commenti

  1. Abbiamo a disposizione i grassi buoni come l’olio di oliva e usavamo quelli dannosi per la salute come il palma.
    Speriamo che le industrie dolciarie abbandonino completamente l’olio di palma a favore dell’olio di oliva, ne trarrebbe beneficio anche l’intero comparto oleario italiano

  2. Ok, ma….e il costo? O usano olio d’oliva da due soldi, oppure come può reggere il confronto con il quasi gratuito olio di palma, che costa pochissimo?
    Vero però che prima della diffusione dell’olio di palma le aziende usavano ingredienti più costosi e vendevano allo stesso prezzo di oggi (o pure meno), quindi volendo lo si può sostituire mantenendo gli stessi prezzi, tornando ai vecchi guadagni e non alle furbate odierne con ingredienti più economici di prima ma prezzi uguali o maggiori.

    • Roberto La Pira

      L’azienda ci comunica che il costo è equivalente a quello del burro ed evidenzia l’assenza di colesterolo, il ridotto quantitativo di grassi saturi.

    • Prima dell’olio di palma le aziende usavano i grassi idrogenati, che erano pure peggio dell’olio di palma.

    • Dott. La Pira considerando che cremolì viene prodotto con olio EVO (3-4 euro/litro) e burro di cacao (4-6 euro/kg) come può avere un costo finale pari al burro vaccino il cui prezzo di vendita industriale si attesta a circa 3 euro/kg?
      Personalmente trovo interessante l’idea e potenzialmente molto funzionale questo grasso a livello tecnologico però mi sembra impossibile che il costo sia pari a quello del burro vaccino.
      Che dice?

    • Roberto La Pira

      Abbiamo riportato le risposte dell’azienda…

  3. Ma vi siete chiesti se tutte le aziende dovessero usare questo prodotto cosa succederebbe ?

    • Roberto La Pira

      Per sostituire il palma c’è chi usa il girasole, il colza, l’oliva, il burro ecc. e adesso c’è anche questo prodotto. Se in Italia smettiamo o riduciamo del 90% il palma come sta succedendo avremo fatto solo qualche cosa di buono per la salute e per l’ambiente.

    • si che probabilmente diminuirebbe la spesa sanitaria, che è la voce numero 2 del bilancio Italiano.
      vedi tu …

    • Addirittura diminuirebbe la spesa sanitaria italiana? Visto che fai questa affermazione ti faccio una domanda (perché penso proprio che saprai rispondere): qual è l’incidenza di malattie imputabili all’assunzione di olio di palma nella spesa nazionale?

  4. nessuno sostituisce il palma con un prodotto dello stesso costo del burro!
    il prezzo allo scaffale sarebbe inevitabilmente più alto…

    interessante per un uso casalingo o in pasticceria, quello sì

    • Buongiorno,
      se è davvero più salutare del burro e del palma perché non usarlo?
      Il prodotto finale costerà qualche decina di centesimi in più?
      Ma la tua salute sai quanto costa?

    • si parla di USO INDUSTRIALE, chi usa il palma a tale scopo ritiene anche i centesimi di € importanti per il business. Lo hanno già sostituito con olio di mais e girasole, hanno un profilo nutrizionale buono e sono decisamente più economici del burro.

    • a partire dal fatto che il prodotto che contiene l’olio di palma non mi risulta che costi meno sugli scaffali, del prodotto che non lo contiene .. quindi preoccuparsi per i costi è l’ennesima scusa della mediocrità di chi pensa che le proprie scelte alimentari non possono influenzare in alcun modo l’andamento del mercato. Invece è proprio questa la costante che ha portato alla rivoluzione in atto contro l’olio di palma ( un prodotto da sempre usato in ambito militare per la produzione di napalm) ! pensateci. Poi anche se costasse qualche centesimo in più che non mi fa diventare più povera ma so che sto consumando un prodotto italiano, che doppiamente mi ripaga in termini di salute e di crescita economica del made in italy che sta scomparendo, ben venga! Altrochè olio di colza o di girasole che viene TUTTO dall’est!

    • I biscotti al burro costano minimo 6€ al kg, quelli al palma da 1,5€ a 3€ al massimo, di qualsiasi marca.
      Mi sembra che il confronto sia evidente e schiacciante!
      Io se li compro prendo quelli di qualità, ma è l’INDUSTRIA che si fa guidare dai costi.
      Non scuso nessuno, semplicemente costato la realtà della produzione di massa.
      Capire è fondamentale per scegliere bene!

    • Buongiorno Gabriella,
      associare il NAPALM (derivato dell’acido naftenico e acido palmitico) con l’olio di Palma mi sembra proprio eccessivo. Le ricordo che anche il Burro vaccino e l’Olio d’Oliva contengono acido palmitico. Almeno non esageriamo con le teorie fantasiose…

  5. Se ha lo stesso costo del burro, potrebbe solo sostituire lo stesso burro. Probabilmente è più sano, ma anche meno gustoso del burro; quello che mi chiedo è in che % è presente il burro di cacao che è una materia prima pregiata e costosa.

  6. ricordiamo che un azienda segue il mercato, e che il mercato siamo noi!
    di conseguenza, se il consumatore boicotta un prodotto o una casa prodruttrice, questa si adeguerà immancabilmente al.. mercato!

  7. Io vorrei semplicemente sapere quali siano nello specifico, gli EMULSIONANTI che vengono citati negli ingredienti. Tutto il focus sull’olio di palma fa spesso dimenticare che ci mangiamo anche tutto il resto contenuto nell’alimento!

  8. Interessante prodotto, ma manca la lista degli emulsionanti.

  9. Quali sono gli emulsionanti utilizzati? L’elenco ingredienti così come esposto nell’articolo è incompleto

  10. Gli emulsionanti sono sempre gli stessi in uso in tutti i prodotti alimentari, compresi quelli con il grasso di palma.
    Servono per rendere fluido ed amalgamabile il grasso agli altri ingredienti della ricetta, in modo particolare ai liquidi, per un buon impasto omogeneo.
    Quindi niente di nuovo, mentre il vero nuovo interessante ingrediente, è il nostro MEDITERRANEO non saturo olio d’oliva.
    Attendiamo fiduciosi il parere dei nostri illustri dietologi mediterranei.
    Costerà qualche centesimo in più il prodotto finito?
    Consumeremo meno grassi, zuccheri e calorie ma decisamente migliori. Alleluia!!
    I neonati ed i bambini di tutte le età sentitamente ringraziano.
    E la Nutella? Ancora tutto fermo al palma.
    Coraggio Ferrero ce la potete fare anche voi!!

  11. Esatto, gli emulsionanti quali sarebbero? Inoltre: burro di cacao a 4-6 euro al kg? Credo sia inesatto. Da professionista riesco ad acquistarlo a 15-19 a seconda dello sconto e quantità, arrivare a 4-6 credo sia difficile anche per un’industria, ma qualcuno mi confermi che non è così o ditemi dove trovarlo a quel prezzo, sarei felice di sostituire molti dei grassi utilizzati con il burro di cacao. Per me Mattia ti stai sbagliando.

  12. Buongiorno, è possibile conoscere i valori nutrizionali, in particolare la quantità di acidi grassi saturi e insaturi? Grazie

  13. Bambi's Revenge

    (*) Ingredienti: olio extra vergine di oliva, burro di cacao, acqua, emulsionanti. Il prodotto non contiene: colesterolo, grassi idrogenati, conservanti ed allergeni.
    Indicato anche per alimenti vegani o destinati agli intolleranti del latte, delle uova e del glutine. Le coltivazioni da cui derivano i frutti non contengono OGM.

    Geniale, i miei complimenti a questa azienda all’avanguardia. Bravi ragazzi 🙂

  14. In Calabria si producono in determinate strutture artigianali taralli all’olio extra vergine di oliva e anice selvatico che sono di una bontà unica praticamente per veri intenditori.
    il prezzo è di circa 12,00 euro al kg, soldi sicuramente ben spesi.

  15. Buongiorno,
    sono sempre stata attenta nell’evitare l’olio di palma ma questa cremolì non mi pare molto meglio. Il burro di cacao (secondo ingrediente) contiene 60g/100 di grassi saturi contro i 49g dell’olio di palma. Meglio sarebbe sostituire con olio di oliva (14 g/100 di grassi saturi) , olio di mais (12,7 g) o di girasole (11.9).
    Quale sarebbe il miglioramento nell’uso del burro di cacao? Francamente mi pare identico ad usare l’olio di palma.

    • Roberto La Pira

      Le differenze ci sono e sono evidenti. La questione del palma non riguarda solo la quantita di saturi ma comprende altri fattori che forse varrebbe la pena esaminare

    • Quali sarebbero questi altri fattori da esaminare (sempre relativamente alla salute e non al disboscamento)?