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Coronavirus: le mascherine non servono. Oltre 17.000 casi (25 in Europa), le vittime 362

“Utilizzare le  mascherine contro il coronavirus è inutile”. Lo ha dichiarato il virologo Roberto Burioni al  quotidiano La Stampa dicendo che “non forniscono alcuna protezione dal coronavirus. Servono a non far diffondere il virus da parte di chi lo ha già contratto!” Un messaggio analogo è stato diffuso dal ministero della Salute che ha anche pubblicato una locandina sul sito Epicentro.

Nel testo si ribadisce che la mascherina non serve alle persone senza sintomi di malattie respiratorie e che il virus non si trasmette mangiando il cibo cinese. La trasmissione avviene sempre per via respiratoria e non attraverso gli alimenti, anche se crudi. La via più frequente è dovuta a contatti stretti e prolungati da persona a persona. Per questi motivi è molto più importante lavare spesso e bene le mani.

I numeri dell’epidemia aggiornati al 3 febbraio 2020

La cronaca fa registrare un’ulteriore crescita dei casi di infezione da coronavirus  2019-nCoV confermati (17.383), e di vittime, oltre 360 ( per conoscere il numero di persone colpite in tempo reale clicca qui). I numeri dell’epidemia hanno superato quelli già gravi della Sars, tanto che Roberto Burioni riporta sul suo sito MedicalFacts un grafico del New York Times, con il confronto da cui emerge in modo sin troppo evidente la maggior gravità del coronavirus 2019 n-CoV.

“L’epidemia attuale  – precisa Gianni Rezza, direttore del Dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità – sta mostrando una capacità superiore di trasmettersi rispetto alla Sars, quindi dà un numero di casi maggiore, anche se la letalità appare almeno al momento più bassa. Ad aumentare la contagiosità c’è anche il fatto che i sintomi spesso sono più lievi, e quindi, soprattutto quando ancora non si era consapevoli dei rischi, le persone contagiate circolavano maggiormente”.

Il grafico pubblicato sul New York Times con il confronto fra Sars e coronavirus

Questi sono i numeri relativi alle epidemie di coronavirus e di altri virus zoonotici in anni recenti (fonte Epicentro):

  • Coronavirus – 2019-nCoV,al momento il virus ha fatto 17383 casi e 361 morti, con una letalità stimata al momento intorno al 2-3%, anche se la cifra è assolutamente preliminare;
  • Mers-CoV, al momento l’epidemia ‘mediorientale’ ha fatto 2494 casi con 858 morti, con un tasso di letalità del 34,4%;
  • Sars-CoV, l’epidemia di Sars in due anni ha fatto 8096 casi con 774 morti, con un tasso di letalità del 9,6%;
  • Ebola, l’epidemia in corso in Congo è tutt’ora un’emergenza internazionale ha un tasso di letalità stimato intorno al 50%.
  • Altri virus come quello dell’influenza stagionale hanno un indice di letalità inferiore all’uno per mille.

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  Roberto La Pira

Roberto La Pira
Giornalista professionista, laurea in Scienze delle preparazioni alimentari

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2 Commenti

  1. Avatar

    Si fa presto a parlare e voler apparire e distinguersi a tutti i costi creando fastidiose contraddizioni.
    Le mascherine non sarebbero necessarie se tutte le persone con sintomi di malattie respiratorie se ne stessero volontariamente in casa propria e non affollassero i luoghi fittamente frequentati , compresi quelli che hanno solo qualche sintomo iniziale non ancora chiaro e comune a tante altre malattie stagionali.
    Anch’io molto raramente frequento ristoranti cinesi , ma in questo momento apprezzerei che esponessero un cartello dove dichiarano che nessuno del personale e famiglie è appena tornato dalla Cina magari attraverso vie intermedie sempre aperte e tuttora non controllate.

  2. Avatar

    Quando si affronta un argomento è mia abitudine cercare notizie sull’oggetto e così apprendo che attualmente, vi sono tre IPOTESI principali (tutte con contraddizioni) che mirano a spiegare le vere origini dei virus:
    1 Ipotesi regressiva “Questa teoria afferma che i virus potrebbero essere stati una volta delle piccole cellule parassitarie di cellule più grandi” ma in realtà il più piccolo dei parassiti cellulari non somiglia per niente ai virus.
    2 Ipotesi dell’origine cellulare ” anche chiamata ipotesi del vagabondaggio o ipotesi di fuga, consiste nel credere che i virus siano evoluti da frammenti di DNA o RNA che sono “sfuggiti” da geni di un organismo più grande ( ad esempio da una cellula che muore improvvisamente o per apoptosi, è la mia preferita perchè di cellule che muoiono ne abbiamo regolarmente a miliardi ogni giorno e se il sistema immunitario non ce la fa per qualche intoppo a smaltirle si crea il danno, ma non gode di credito dagli esperti).
    3 Ipotesi della coevoluzione Questa è chiamata anche ipotesi del primo virus e propone che i virus si siano evoluti da molecole complesse di proteine e acidi nucleici contemporaneamente alla prima apparizione sulla Terra della cellula e sarebbero rimasti dipendenti dalla vita cellulare per miliardi di anni (pure questa contestata).
    C’è allora una quarta ipotesi” I virus sono riconosciuti (?) come molto antichi e con una data d’origine antecedente alla divergenza della vita nei tre domini” (congettura difficilmente dimostrabile).
    Il tutto è complicato dal fatto accertato che queste minuscole entità interagendo con altri attori e con l’ambiente si modificano in continuazione costringendoci a rincorrerli per identificarli e apparentarli.
    Ecco , in base alla evidenza che il virus non fa a tutti lo stesso danno e su tante persone non ha potere , a questo punto io rimango bloccato e pieno di dubbi perchè nessun comunicato o parere di esperti o parere di autorità di qualsiasi genere si avvicina ad una spiegazione sensata di ciò che sta succedendo e alla fine rimango scettico e qualsiasi affermazione mi sembra velleitaria.
    Ricerche scientifiche dell’ultima ora non chiare e contraddittorie, ipotesi fantasiose su pipistrelli serpenti pangolini , sensazionalismo dei media rincorrendo numeri ballerini, affanno controproducente dei troppi comunicati tranquillizzanti fanno da contorno al gioco oscuro delle partite economiche e sanitarie mondiali e creano una nebbia soffocante.