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Coronavirus: il confronto con l’epidemia in Cina per capire a che punto siamo

Coronavirus

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Il sito della protezione civile ha messo in rete un’infografica che indica in tempo reale il numero delle persone colpite da coronavirus in Italia. La pagina riporta anche i casi riferiti alle regioni e l’andamento nazionale. L’incremento registrato in questi giorni ha delle similitudini con l’evoluzione dell’epidemia che si è registrata in Cina. Nel Paese asiatico dopo una crescita costante e vertiginosa nel primi 30 giorni, si è registrato un appiattimento del numero degli ammalati in seguito ai provvedimenti di isolamento e restrizione degli spostamenti (vedi grafico sotto a sinistra). In Cina si è passati da 4 casi del 20 gennaio, a 11.000 dopo 11 giorni, per schizzare a 75.000 il 21 febbraio. La curva si è stabilizzata i primi di marzo a 79.000 e da allora si sono registrati solo 2 mila casi in più.

In Italia in 18 giorni (dal 24 febbraio al 12 marzo) sono stati registrati quasi 13 mila positività, mentre in Cina nei primi 18 giorni dell’epidemia si è arrivati a 34.000 (dal 20 gennaio al 7 febbraio) principalmente in un’area come lo Wuhan dove vivono un numero di persone simile all’Italia (60 milioni). In Cina la situazione si è stabilizzata dopo circa un mese arrivando a 75.000 positività (vedi grafico sotto). Per poi registrare incrementi di poche centinaia al giorno.

Andamento dell’epidemia in Cina il numero di positività si è fermato dopo circa un mese circa
Andamento dell’epidemia in Italia dal 24 febbraio all’11 marzo 2020

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  Roberto La Pira

Roberto La Pira
Giornalista professionista, laurea in Scienze delle preparazioni alimentari

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2 Commenti

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    I dati forniti dai vari istituti non sono assolutamente attendibili. Come possono stabilire quanti siano gli individui positivi al virus? Non è certo stata analizzata TUTTA la popolazione mondiale! E chi ha una forma influenzale e sta semplicemente a casa propria senza scomodare guardie mediche o pronto soccorso? Queste persone potrebbero essere positive ma non conteggiate.
    E il numero dei deceduti… Come stabilire chi è morto a causa del corona virus e chi invece aveva già altre problematiche e avrebbe incontrato lo stesso destino anche contraendo un semplice raffreddore? Avremmo forse detto che è morto di raffreddore?
    La montatura mediatica di questa faccenda ha raggiunto il ridicolo.
    Il collasso delle terapie intensive era già stato denunciato nel 2018 nel picco dell’influenza sragionale, non è certo una novità di quest’anno!
    E poi, trovo davvero sconcertante che nessuno parli dell’importanza che ha l’alimentazione nello stato di salute del sistema immunitario, di quali siano gli alimenti che mantengono in equilibrio il probiota intestinale, la base delle difese immunitarie. Nessuno che parli dell’epigenetica e del fatto che l’atteggiamento mentale è importantissimo: la paura genera stress e lo stress abbassa le difese del sistema immunitario.
    L’assurdità delle misure restrittive e il panico causato sta facendo grossi danni a livello economico e mentale.

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      Commento interessante.
      Non credo ci sia una montatura mediatica, ma sicuramente dobbiamo interrogarci sul reale numero di casi e se le morti sono univocamente attribuibili al Covid-19 o meno.
      Per quanto riguarda alimentazione e sistema immunitario idem, mi pare che si stia informando troppo poco sulla più potente ed economica arma che abbiamo a disposizione contro io virus.