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Coca Cola invita a bere la bibita durante i pasti. È questo il marketing responsabile che la multinazionale sostiene di rispettare?

Gentile redazione de Ilfattoalimentare.it ho casualmente ascoltato per radio una riedizione dello spot della Coca-Cola. “Le mamme italiane  finalmente la porteranno in tavola, come buona bibita di famiglia”. Già questa pubblicità era andata in onda alcuni mesi orsono, sembra con scarso successo. Ora forse ci stanno riprovando?

 

Da consumatori e da esperti, evitando le ideologie, non sarebbe il caso che ci esprimessimo? È un prodotto ” sicuro”, ben realizzato tecnologicamente, ma cosa c’entra con il consumo quotidiano a tavola? Non è mai stata quella la sua mission; ne hanno da sempre individuate altre, sport, tempo libero, stile giovanile ecc. Cosa è cambiato? Perchè una nuova strategia di marketing? Spero che gli italiani e soprattutto le italiane non abbocchino.

Amina Ciampella

 

Gentile Amina,

la pubblicità ammiccante della Coca-Cola stile anni ’60 è iniziata nel marzo 2010, mentre in America Michelle Obama coltivava l’orto biologico nei giardini della Casa Bianca e portava avanti una campagna contro il cibo spazzatura e l’abuso di bevande gassate. La campagna pubblicitaria è apparsa su numerosi giornali come: Io donna, Oggi… e si poneva l’obiettivo di svelare il segreto della felicità a tavola.

 

Spaghetti al  sugo e Coca-Cola

 

Il messaggio è  semplice: per trovare la felicità basta un bicchiere di Coca-Cola e un piatto di spaghetti al pomodoro (un abbinamento davvero strano tra dieta mediterranea e la bibita simbolo del cibo spazzatura). La realtà è un po’ diversa, visto che i nutrizionisti sconsigliano il consumo di bibite gassate dolci per i ragazzi. L’invito della Coca-Cola di pasteggiare ogni giorno con una bibita dolce è un insulto nutrizionale e gastronomico.

 

Il consumo di bibite dolci deve essere occasionale e non quotidiano come lascia intendere il messaggio. Si tratta di una spudorata proposta che contrasta con i principi della corretta alimentazione e con le campagne di educazione alimentare destinate ai ragazzi. Un anno fa ho chiesto all’Autorità garante della concorrenza e del mercato di censurare il messaggio e di sanzionare la multinazionale, ma la richiesta è stata respinta.

 

Lo spot della Coca-Cola risulta un po’ contraddittorio con la politica di marketing pubblicizzata nel sito italiano della multinazionale che così recita:

 

L’azienda riconosce e rispetta il diritto del minore a uno sviluppo equilibrato e il diritto dei genitori di scegliere i prodotti che ritengono più adatti ai propri figli… ed è impegnata ad assicurare che le proprie attività pubblicitarie e di marketing non siano indirizzate ai minori di 12 anni.

 

– Abbiamo scelto di non pubblicizzare i nostri prodotti nelle riviste, nelle fasce TV dedicate ai bambini e nei programmi televisivi in cui più del 50 per cento del pubblico sia costituito da bambini.

 

– Nelle scuole elementari e medie adottiamo lo stesso approccio: per rispetto al diritto dei genitori di essere responsabili dell’alimentazione dei propri figli, Coca-Cola in Italia non vende i propri prodotti nei distributori automatici e non effettua attività promozionali e di campionamento delle proprie bevande all’interno delle scuole.

 

Roberto La Pira

 

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3 Commenti

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    Bravissimo La Pira,
    proprio ieri sera mentre la guardavo per la milionesima volta a cena sbraitavo con mio marito sul fatto che il messaggio è esplicito: bevetela sempre e magari ai pasti e datela anche ai bambini. Non ne voglio fare una battaglia personale ma credo non sia un corretto uso della pubblicità. Cosa si può fare per reclamare?

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    Penso, anzi sono certa, che la felicità in famiglia non si trovi nel bere (durante i pasti poi!!!!!!!!) un bicchiere di zucchero, coloranti, andride carbonica e chissà cos’altro ma nel saper parlare con i nostri figli, leggere e soprattutto fornire loro alimenti e bevande sani e genuini. secondo me,l a felicità non si trova assolutamente in un bicchiere di Coca-Cola!!!!!!!!!!!!!

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    Ottimo commento di Nico. Da Pediatra nutrizionista cerco da anni di educare ad una corretta alimentazione le nuove generazioni. Ricordo che in Italia 4 bambini su 10 sono sovrappeso od obesi. Ma probabilmente non è ancora abbastanza! Saluti da Giustopeso Italia. http://www.giustopeso.it