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Chi spende di più, mangia meglio. Ma si può anche migliorare la dieta e risparmiare

Che la qualità abbia un costo, è lapalissiano. Ma una ricerca pubblicata nell’American Journal of Clinical Nutrition – e ripresa dal sito Food navgator-usa.com – ha accertato che chi può permettersi di spendere di più per la spesa alimentare segue generalmente una dieta più sana. Tuttavia, gli autori sostengono anche che si possa migliorare ciò che si mette abitualmente sulla tavola senza peggiorare lo stato del portafogli.

Gli studiosi hanno preso in considerazione i dati sulla spesa alimentare e i valori dell’Alternative Healthy Eating Index (AHEI) per 78.191 donne che hanno partecipato al Nurses’ Health Study. L’indice Ahei è stato messo a punto dai ricercatori di Harvard come alternativa alla Piramide alimentare americana, privilegiando le carni bianche e il pesce rispetto alle carni rosse, i cereali integrali rispetto a quelli raffinati e i grassi insaturi su quelli saturi.

Alti valori di Ahei (e quindi un maggiore consumo degli alimenti che possono vantarlo) sono stati associati a più bassi tassi di malattie cardiovascolari.

I ricercatori hanno diviso le partecipanti allo studio cinque gruppi, secondo i valori Ahei. Le donne del gruppo con gli indici più alti, spendono oltre il 124% in più ogni giorno in cibo da cucinare a casa propria rispetto alle donne con gli indici più bassi. Consumano più frutta fresca e succo di frutta, verdure, pollame e pesce, frutta secca, soia e fagioli, cereali integrali, e vantano un minor consumo di alcol, carni rossa e cibi pronti, formaggi grassi, cereali raffinati, snack  e dolci.

Il gruppo più “virtuoso” quando fa la spesa ha anche tassi più bassi di angina, diabete di tipo 2 e ipertensione. È significativo il fatto che, oltre al diploma di infermiere, le donne di questo gruppo in genere hanno altri titoli di studio: anche un più alto livello culturale si associa a migliori scelte alimentari e quindi a una salute migliore.

Nel commentare il risultato, gli autori della ricerca sottolineano: «Anche se spendere di più per il cibo significa in generale avere una dieta più sana, è possibile migliorare l’alimentazione senza aumentare la spesa. Così, privilegiare l’acquisto di cibi di origine vegetale rappresenta il modo migliore per garantirsi la salute a tavola».

I ricercatori perciò raccomandano di “investire” di più in frutta secca, soia e legumi, cereali intergali (pasta, pane, farine) e comprare meno carni rosse e lavorate (insaccati, salumi) e formaggi grassi. A conti fatti, il modo migliore (e meno costoso) per migliorare la salute e il benessere.

 

Mariateresa Truncellito

Foto: photos.com

 © Il Fatto Alimentare 2010 – Riproduzione riservata

 

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