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Lo scandalo della carne scaduta riciclata fa crollare le vendite di McDonald’s e KFC in Cina e Giappone

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McDonald’s giapponese in crisi: lo scandalo della carne scaduta ha ridotto le vendite nel 2014

Dopo 11 anni di crescita in Giappone, McDonald’s ha registrato nel 2014 una perdita netta di 186 milioni di dollari, a fronte di un utile di oltre 43 milioni di dollari nel 2013. La società inoltre non è in grado di formulare previsioni ragionevoli per il 2015.

 

La perdita del 2014 è stata causata dallo scandalo che in luglio ha coinvolto la Shanghai Husi Food, una sussidiaria cinese dell’azienda statunitense OSI Group. La società riciclava carne scaduta, mischiandola con quella fresca, per poi vendere il miscuglio a diverse catene di fast food, tra cui McDonald’s Japan. La famosa catena ha cambiato fornitore di carne di pollo, rivolgendosi in Thailandia. Lo scorso mese, tuttavia, nelle crocchette di pollo è stata trovata della plastica e McDonald’s Japan ha dovuto ritirare un milione di Chicken McNuggets. Come riferisce il Japan Times, in Giappone McDonald’s ha 3.093 ristoranti. Nel 2014 ne ha chiusi 111 e nel 2015 prevede di chiuderne 50-70, a fronte di 10-20 nuove aperture.

 

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Nell’ultimo trimestre del 2014, in Cina Yum! ha registrato una perdita netta di 86 milioni di dollari

Lo scandalo della carne cinese scaduta riciclata ha coinvolto anche altre catene di fast food, come la statunitense Yum!, proprietaria di KFC e Pizza Hut, molto diffusi in Cina, dove Yum! ha più di 6.700 ristoranti e prevede di aprirne altri 700, come riporta la BBC. Nell’ultimo trimestre del 2014, in Cina Yum! ha registrato una perdita netta di 86 milioni di dollari, contro un utile di 321 milioni del corrispondente periodo del 2013. Le vendite sono diminuite del 16%, facendo registrare il più forte calo nell’ultimo anno e mezzo.

 

Beniamino Bonardi

© Riproduzione riservata

Foto: iStockphoto.com

 

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Beniamino Bonardi

  Redazione Il Fatto Alimentare

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