Fettina di pancetta su una piastra di petri circondata da altre attrezzature di laboratorio; concept: carne coltivata, carne sintetica

Ad oggi, il via libera per il consumo umano di carne coltivata non è ancora stato dato in tutto il globo, ad eccezione di Singapore. Sono passati infatti quasi tre anni da quando la città-stato ha dato il via libera alla carne in vitro per il consumo umano. Qui è possibile mangiare il pollo prodotto in laboratorio da Huber’s Butchery, macelleria con annesso bistrot, l’unico ristorante al mondo che, da dicembre 2022, serve carne coltivata. La specialità viene servita solo il giovedì in due versioni – pollo coltivato in insalata o spiedini di kebab – e le porzioni giornaliere disponibili sono limitate poiché la produzione di massa non è ancora iniziata, una delle motivazioni riguarda gli elevati costi di produzione.

Siamo arrivati al 2023, e lo scorso giugno Good Meat e Upside Foods hanno avuto l’autorizzazione per la messa in commercio negli Stati Uniti della carne di pollo in vitro. Incuriosita, ho voluto intervistare un’esperta del settore e ho avuto la fortuna di essere messa in contatto con la dottoressa Maha Tahiri, CEO e fondatrice di Nutrition Sustainibility Strategies, una società di consulenza che supporta start-up in fase iniziale e aziende multimiliardarie che mirano a migliorare il sistema alimentare.

Hai già avuto modo di assaggiare la carne in vitro?

“Ho assaggiato la carne (manzo macinato) circa due anni fa e il caviale in vitro un anno e mezzo fa in eventi dedicati (sessioni sperimentali). Entrambe le esperienze sono state eclatanti in termini di bontà: sia la carne che il caviale erano molto saporiti e buoni, se paragonati agli originali. Le principali differenze le ho notate sulla consistenza, in particolare per il caviale, che era meno croccante, ma il gusto era davvero buono e avevi la stessa sensazione sulla lingua dell’originale. Devo dire entrambi molto simili, sia la carne che il caviale.

Ad oggi non sono stati ancora introdotti sul mercato né il manzo, né il caviale, ma solo il pollo a Singapore, anche se da circa due anni vengono organizzate sessioni sperimentali di assaggio per gli esperti del settore. Entro i prossimi due anni verranno introdotti sul mercato degli Stati Uniti pollo, manzo e pesce; il caviale non ancora, richiederà più tempo. La Fda (Food and drug administration) ha iniziato il processo di approvazione. Il via libera per il commercio sta andando avanti per Stati Uniti, che saranno i primi dopo Singapore, e a seguire dovrebbero essere Regno Unito, dove ne stanno ancora discutendo, ed Europa.”

Scienziato in un laboratorio tiene in mano piastra petri con carne macinata; concept: carne coltivata, carne sintetica
Dopo Singapore, gli Stati Uniti hanno dato il via libera alla produzione di carne coltivata di pollo

Come vengono prodotti? Per stimolare la crescita vengono usati ormoni, altre sostanze chimiche e naturali, o entrambe?

“Ovviamente, ma dipende dalle aziende produttrici. Alcune usano ormoni per la crescita, altre usano sostanze naturali, o entrambi. La tecnica in vitro richiede l’uso di sostanze che stimolano la crescita. Il punto è che dobbiamo essere sicuri che non vengano utilizzate quantità eccessive di nessuna sostanza e che ci sia un equilibrio nell’utilizzo di composti naturali in combinazione con ormoni necessari per stimolare la crescita di qualsiasi prodotto. Non dimentichiamo che anche l’essere umano ha bisogno di ormoni per la crescita, necessari alla vita e all’equilibrio del nostro organismo. Persino noi donne quando andiamo in menopausa e diminuisce o cessa la produzione di ormoni, abbiamo un sacco di problemi legati a questo processo. Dobbiamo semplicemente contestualizzare le cose e capire che gli ormoni sono naturali, e non combattere il loro utilizzo solo per delle errate convinzioni.

Se si vuole che il consumatore accetti questi nuovi prodotti ci devono essere un controllo e una regolamentazione, devono essere messi dei confini intorno al processo di produzione. Ci deve essere una totale trasparenza su come vengono prodotti, quali ingredienti e sostanze vengono utilizzati ed aggiunti e questo è il lavoro che le agenzie di controllo stanno facendo. Per questo motivo l’autorizzazione e il via libera per il consumo umano sta richiedendo tempi così lunghi.

Ormai è da quasi cinque anni che la Fda sta lavorando per aver un quadro competo e valutare tutti gli aspetti sulla sicurezza. Le agenzie di controllo come quella americana e quella di Singapore stanno lavorando da anni e il processo di regolamentazione analizza ogni singolo ingrediente, quanti studi sono stati fatti, quale processo viene utilizzato, gli step nel processo di produzione, ecc. Inoltre la tendenza è di utilizzare comunque sostanze che sono già permesse, diversamente utilizzando sostanze nuove si allungherebbero i tempi di approvazione”.

Oggi il costo del prodotto finito al consumatore è molto alto.

“Per quanto riguarda il costo del prodotto finito, e quindi quello che deve affrontare il consumatore, va visto nel lungo termine. Sicuramente oggi è proibitivo, ma le aziende produttrici stanno lavorando molto per diminuire il prezzo poiché sanno benissimo che non avranno mercato se il costo di questi prodotti sarà troppo elevato. Sicuramente oggi, essendo all’inizio, il costo di produzione dovuto al processo tecnologico utilizzato è molto alto, ma con il passare del tempo si ridurrà, aumenteranno i volumi di produzione e diminuiranno i costi”.

Confezione di carne coltivata di manzo
Per ora la carne coltivata ha un prezzo ancora troppo alto, ma scenderà quando si arriverà alla produzione di massa

Sostenibilità, business o entrambi?

“Io penso che dobbiamo dare scelte diverse ai consumatori: i prodotti plant based sono un’opzione, l’agricoltura cellulare è un’altra. Non sono contro ogni altra opzione proposta che sia più sostenibile per il pianeta, che tenga conto dei trattamenti degli animali. Qualsiasi proposta migliore di quello che è stato fatto nel passato sono parte della soluzione. Il corretto utilizzo della tecnologia è quello che ci permette di risparmiare le risorse del pianeta, come l’acqua ad esempio. Il problema è che viviamo in un pianeta che sta soffrendo molto, che molta gente sta soffrendo a causa della distruzione del pianeta, per la perdita e diminuzione delle risorse, per la perdita di denaro e dobbiamo fare il possibile per rendere la qualità della vita migliore per tutti”.

Nel futuro questi prodotti potrebbero sostituire i tradizionali del tutto o in parte e in che percentuale?

“Penso che nulla potrà mai sostituire la carne tradizionale del tutto, anche perché sicuramente è più attrattiva e gustosa; che si possa sostituire in parte spero di sì, perché penso che sarebbe davvero un peccato continuare con gli allevamenti intensivi come stiamo facendo oggi. Oggi abbiamo soluzioni che potrebbero soddisfare molte persone. Spero davvero che verrano sostituiti gli allevamenti intensivi e che si trovino delle soluzione win win per gli allevatori, perché probabilmente c’è un modo per loro di vivere e lavorare senza allevamenti intensivi”.

Pensi che questi prodotti saranno prodotti su larga scala o prodotti di nicchia?

“Probabilmente inizieranno come un prodotto di nicchia e penso rimarranno per molto tempo sul mercato come tale, ma realmente non lo sappiamo, potremmo rimanere veramente sorpresi dalle nuove generazioni, che sono fortemente aperte alle nuove tecnologie, hanno un occhio di riguardo nei confronti del pianeta, sono più attenti rispetto alle generazioni precedenti. Per questo potrebbe essere che loro si approccino a questi nuovi prodotti prima di quanto noi pensiamo.

Ma a parte questo, se questa categoria di prodotti vuole realmente avere successo penso che le aziende produttrici debbano andare oltre l’idea di sostituire semplicemente la carne o il pesce; penso che le proteine animali in vitro debbano puntare sui benefici che le proteine animali tradizionali non hanno, come quelli per la salute. Questa è un’opportunità per la carne in vitro e queste categorie di prodotti non devono essere in competizione con la carne. Quello che è interessante è che alcune aziende si stanno focalizzando non sulla carne in generale, ma sui prodotti legati al territorio. È molto interessante che ci siano aziende concentrate su questi specifici prodotti europei. Come il prosciutto iberico e il foie gras”

Foie gras su un cucchiaio da degustazione
La produzione di carne coltivata potrebbe estendersi anche a prodotti tradizionali come il foie gras

Cosa ne pensano i produttori del prosciutto iberico tradizionale? La produzione in vitro potrebbe entrare in competizione con il prodotto tradizionale?

“Il fondatore dell’azienda che produce iberico in vitro è spagnolo e attualmente sta collaborando con i produttori di prosciutto iberico: così, se lo puoi produrre in un modo diverso, semplicemente si espande il mercato a un altro tipo di consumatore, non per forza andando contro ai produttori del prodotto originale. Ci sono anche aziende che stanno producendo il manzo di Kobe giapponese”.

Il futuro della carne coltivata

Aziende e start up, presenti in tutto il mondo, stanno portando avanti progetti ambiziosi con l’obiettivo di sposare innovazione e patrimonio nella produzione di proteine animali in vitro. La francese Gourmey lavora alla produzione del foie gras coltivato per coniugare tradizione, patrimonio culinario e innovazione, e proprio nei giorni scorsi, durante una tavola rotonda organizzata dall’Ambasciata dei Paesi Bassi in Francia, ha incontrato il ministro olandese per il commercio estero e la cooperazione allo sviluppo. Tra i temi discussi i promettenti percorsi di collaborazione tra Francia e Paesi Bassi, in particolare alla luce dell’evoluzione del panorama globale. Così commenta Gourmey: “Questi dialoghi sono importanti per Gourmey, per far conoscere le sfide che stiamo affrontando e come i governi possono sostenere la crescita di aziende innovative e garantire un successo a lungo termine in Europa”.

La californiana Novel Farms, che creando carni coltivate di maiale e maiale nero iberico, originario della Spagna e del Portogallo e noto in tutto il mondo per la sua prelibatezza, lavora all’innovazione per portare sulla tavola della sostenibilità ancora una volta il meglio della tradizione culinaria “coltivando cellule delle razze animali più nobili e pregiate del mondo per produrre tagli interi di carne coltivata di prima qualità. Carne sostenibile, senza macellazione, rispettosa dell’ambiente, priva di antibiotici e agenti patogeni, prodotta coltivando cellule muscolari e di grasso al posto degli animali”. 

L’Italia cosa fa?

In questo panorama l’Italia, che nel luglio scorso aveva votato il disegno di legge per vietare la produzione e la vendita di carne coltivata (Ddl che prevedeva anche un emendamento per vietare l’uso dei nomi simili a quelli della carne per i prodotti vegani), venerdì 13 ottobre ha ufficialmente ritirato la notifica Tris. Questo significa che il Ddl non potrà essere approvato, né entrare in vigore, perché mancano il vaglio e l’approvazione da parte della UE.

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gianni
gianni
20 Ottobre 2023 13:47

Contestualmente all’ascolto dell’intervista di Maha Tahiri bisognerebbe conoscere un pò il suo curriculum vitae.
Ha ricoperto numerosi ruoli consultivi e di consiglio di amministrazione presso organizzazioni industriali, professionali, accademiche e governative in tutto il settore alimentare, in gruppi come General Mills, Danone, Mars e CocaCola oltre all’attuale Nutrition Sustainability Strategies LLC.
Quindi non una influencer qualsiasi ma un pilastro del mondo industriale e della trasformazione alimentare, che conosce le strategie di comunicazione che ha contribuito lei stessa a costruire e a rafforzare con nuove idee.
Scorrendo l’elenco infinito dei prodotti di queste aziende verrebbe da dire che la parola sustainability sia un tocco di greenwashing ma niente di cui si possa essere accusati.
È importante notare i concetti che ricorrono spesso nelle sue parole: l’enfasi sul problema delle regole, dei costi, della sicurezza e sullo scrupolo degli enti regolatori e la consapevolezza generazionale. su salute, ambiente e salute……….
Quelle stesse società in passato raccontavano cose senza il contraddittorio adeguato che c’è oggi e aggiungendo una parolina magica continueranno a privilegiare gli affari che continua ad essere la loro principale preoccupazione.

Rossella Ardizzone
Rossella Ardizzone
Reply to  gianni
25 Ottobre 2023 09:50

Gentile lettore grazie per il commento, vogliamo comunque precisare che questo articolo non ha l’obiettivo né di esaltare né di demonizzare la produzione e o il consumo delle proteine in vitro.
Con questa intervista abbiamo voluto sentire e condividere con i nostri lettori il punto di vista di qualcuno che, per la sua posizione lavorativa e per il suo background, può dare una chiave di lettura diversa da quella del consumatore comune.

gianni
gianni
22 Ottobre 2023 15:38

Se volevate essere rassicurati eravate nel salotto giusto, ma abbiate pazienza l’intervistata è troppo importante per non ascoltarla con attenzione. Non è solo una questione generica di forma o di sostanza.

Se M.T. dice che c’è il problema di sicurezza, indeterminato, nessuno insorge sdegnato, come si fa con i contrari scientifici o politici che siano.
Perchè dice subito dopo che la scienza risolverà ogni asperità e le autorità fanno il loro lavoro con scrupolo usuale…. allora vuol dire che il sistema è buono e le regole sono adeguate seguendo la scienza aggiornata e le aziende seguono le regole (comprese quelle da lei frequentate ), il meglio per la salute solo da aggiornare periodicamente, serve solo un pò di diserbante per le erbacce?????

Se dice che i costi sono troppo alti ancora controintuitivamente e ostinatamente tutti sosterranno che questi alimenti aiuteranno contro la fame nel mondo.
I costi alti sono maledettamente reali e sono stati necessari enormi finanziamenti ( nessuno ha fatto i conti ), per abbassarli qualche compromesso sarà necessario e regolamenti ad hoc……… restiamo in attesa di chiarimenti.

Se dice che si utilizzeranno ormoni per la crescita ( e altre sostanze naturali generiche, in pratica il contenuto delle tasche di Eta Beta ) di tutte le cellule va bene, senz’altro come no.
Dalla sua cultura medica parla di ormoni necessari……..bene, non ci saranno più problemi per alcune categorie, ce ne saranno per tutti ……… come sa chiunque il problema sono i dosaggi infintesimali e precisi, indispensabili per la salute di moltissime diverse categorie di persone, in attesa quindi di informazioni più precise.

Se dice che i benefici per le risorse esauribili e per l’ambiente, a cui le giovani generazioni sono particolarmente attenti, invece di dire “vedremo come si verificheranno i risparmi” le crediamo, perbacco lo dicono le simulazioni ma le soluzioni per i problemi ambientali prevedono che le risorse liberate saranno ottimizzate, nulla che le multinazionali dominanti non abbiano fatto finora ma solo nel loro interesse, servirà un rivoluzionario cambio di paradigma per il corretto impiego di territori e risorse umane…….

Se parla della indispensabile trasparenza dei processi…. sarà veramente possibile contestualmente alla difesa dei diritti brevettuali? Per quanto tra i fabbricanti ci siano società recenti, nascono tutte già altamente formate sulle procedure ed estremamente competitive…….

Non una parola sulla assoluta necessità che tutte le fasi produttive dall’alfa all’omega siano perfettamente sterili passando attraverso ogni minimo granello di polvere che entrerà nel bioreattore, nel confezionamento e trasporto alle bocche affamate.

Non una parola su studi precauzionali solidi ( ormai obsoleti per tutto, vedi ozempic o vaccini antivirali ), vengono vicariati dagli assaggi, ma rimangono semplici assaggi e sono soprattutto rivolti alla palatabilità che porterà alla accettazione o meno del prodotto….a proposito di palatabilità finora questo sostantivo porta con se mescolanze infinitesimali di sostanze molto discutibili se non negative, che godono però in massima parte della fiducia dei regolatori, la porta aperta alla ipertrasformazione.

Ecco, serve sicuramente una eccezionale abilità, e un auditorio ben orientato, nel rendere queste cose sostenibili in pratica, compatibilmente con la missione ufficiale delle aziende cioè la necessità del profitto.
Una parola speciale per i nostri regolatori politici, nel metodo più che nel merito…….hanno fatto provvedimenti che non possono passare il vaglio EU poi li hanno bloccati non per aver cambiato idea ma per studiarne meglio altri che servano …….a perdere tempo e ritardare.
Preferiscono forse sembrare incapaci che facilitare processi che comunque inevitabilmente danneggeranno aziende tradizionali……giusto o sbagliato che sia, su questo punto personalmente sono molto dubbioso.

gianni
gianni
26 Ottobre 2023 21:49

Gentile signora Ardizzone, faccio una piccola aggiunta al mio secondo commento scritto prima di leggere la sua precisazione.
Avrei dovuto ringraziarla, lo faccio ora, per l’approccio all’argomento attualissimo e per il colpo giornalistico di intervistare una persona rilevante, gli articoli sono interessanti ben al di la della approvazione alle idee esposte.
Se espongo contrarietà, quasi sempre non solo mie, ciò non deve voler dire che non se ne deve parlare, anzi è esattamente il contrario perchè aiuta a sviscerare vizi e virtù in oggetto.
Nell’intricatissimo mondo (della comunicazione ma non solo) lo sperimentate voi stessi con chi avete a che fare, non sono episodi separati, non sono argomenti separati., la foresta umana assomiglia sempre più alla jungla con la sua legge……………………e noi lettori e voi editor siamo accomunati dall’obbligo di difenderci da una serie nutrita di insidie., se ci interessa l’informazione e non solo il quieto vivere.
Imparare qualcosa invece che imparare a memoria qualcosa……………..

Giuseppe
Giuseppe
21 Novembre 2023 11:39

Aggiungere un opzione alle scelte gia’ disponibili non obbliga nessuno a considerarla.
Proibirla nega a tutti la possibilita’ di provarla.
E meno male che questi un tempo si chiamavano “Popolo delle Liberta'”