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Chiarezza sulla carne: cosa significa cancerogeno e qual è il senso della classificazione dell’Oms? Risponde Umberto Agrimi dell’Istituto Superiore sanità

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Le raccomandazioni da seguire non implicano di dover rinunciare del tutto alla carne

Ma quanta carne rossa mangiano gli italiani? Stando ai dati forniti dall’Associazione Italiana di Epidemiologia, il 70% dei connazionali adulti consuma carne bovina: in media 400 e 360 grammi alla settimana, uomini e donne. Valori più alti si registrano nelle regioni del nord-ovest. «Ipotizzando una riduzione dei consumi compresa tra il 50% e il 70%, la percentuale di casi di tumore del colon-retto prevenibili varia dal 2,1% al 6,5%», sostiene Paola Michelozzi, responsabile del dipartimento di epidemiologia ambientale della Regione Lazio. Qual è dunque il messaggio da portare a casa al termine di una settimana di discussione sulla cancerogenicità di carne e salumi? I consumi sono in alcuni casi superiori a una soglia di sicurezza che s’attesta a quota 500 grammi alla settimana.La qualità dei prodotti di origine animale, come conferma Agrimi, «è pressoché omogenea in tutti i Paesi occidentali, sebbene negli Stati Uniti sia consentito l’impiego di ormoni negli allevamenti». La soluzione sta nel riempire il frigorifero soltanto di cibi freschi? Nessun problema per chi può farlo, ma occorre tenere presente che così si va incontro a un problema di accessibilità agli alimenti a tutte le latitudini. Il monito giunto dallo Iarc va dunque preso in seria considerazione, ma non aggiunge nulla di nuovo rispetto a quanto pubblicato a dicembre nella quarta edizione del Codice Europeo contro il Cancro.

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Sono 9 le regola da seguire a tavola per la prevenzione oncologica

Ecco le raccomandazioni utili per la prevenzione oncologica a tavola redatte dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro.

1. Mantenersi snelli per tutta la vita

2. Mantenersi fisicamente attivi tutti i giorni

3. Limitare il consumo di alimenti ad alta densità calorica ed evitare il consumo di bevande zuccherate

4. Basare la propria alimentazione prevalentemente su cibi di provenienza vegetale, con cereali non industrialmente raffinati e legumi in ogni pasto e un’ampia varietà di verdure non amidacee e di frutta.

5. Limitare il consumo di carni rosse ed evitare il consumo di carni conservate

6. Limitare il consumo di bevande alcoliche

7. Limitare il consumo di sale (non più di 5 g al giorno) e di cibi conservati sotto sale. Evitare cibi contaminati da muffe (in particolare cereali e legumi)

8. Assicurarsi un apporto sufficiente di tutti i nutrienti essenziali attraverso il cibo

9. Allattare i bambini al seno per almeno sei mesi.

  Fabio Di Todaro

Fabio Di Todaro
Giornalista free lance. Twitter: @fabioditodaro

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Un commento

  1. Seguo sempre tutto sull’alimentazione. Io uso da tanti anni un’alimentazione molto varia,limitando al massimo i grassi saturi,assumendo molte verdure e frutta con impatto glicemico basso per diabete. Il mio HDL sta intorno a 150. Sono c.30 anni che non fumo,ho 92 anni e sono ancora in verticale).Moltissimi cibi li abbino al limone per evitare la combinazione dei nitriti con le proteine; a parte degli acciacchi della perduta gioventù sto abbastanza bene. Occorre nutrirsi di un po’ di tutto equilibrando gli alimenti. Cordialità M.S.