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Quale acqua bere per chi soffre di calcoli renali? “L’acqua del rubinetto – risponde l’esperto – e i sassolini non sono certo un problema”

Attenzione a bere l’acqua del rubinetto, possono venire i calcoli! Questa notizia che gira spesso tra siti e social è falsa. Si tratta di una credenza popolare errata che teorizza un collegamento diretto tra l’acqua di rete e i problemi renali. Il discorso è valido anche per i rubinetti da cui sgorga acqua “dura” con un elevato residuo fisso composto da sali di calcio e magnesio. A tranquillizzare i consumatori è l’Istituto superiore di sanità nella sezione dei  falsi miti e bufale dove si spiega che la concentrazione di calcio nell’acqua di casa non provoca un aumento di calcoli renali di ossalato di calcio. C’è di più. Si dice chiaramente che  l’abitudine di bere acque leggere o moderatamente oligominerali per evitare la formazione di calcoli non trova giustificazioni scientifiche.

Premesso che esistono diversi tipi di calcoli (i principali sono composti da ossalato di calcio e acido urico), la formazione dipende in molti casi da una predisposizione individuale o familiare. La regola universale per chi ha qualche problema è di bere tanto e spesso nell’arco della giornata, senza temere che il carbonato di calcio presente nell’acqua del rubinetto possa favorire la formazione dei sassolini. Dello stesso avviso è anche il gruppo CAP, il gestore totalmente pubblico del servizio idrico nella Città metropolitana di Milano che a sua volta si occupa dell’argomento in modo approfondito, scagionando l’acqua del rubinetto.

La regola universale per chi ha problemi di calcoli è bere tanto e spesso nell’arco della giornata. Va benissimo l’acqua del rubinetto

C’è un altro dato interessante da evidenziare. È stato dimostrato che le acque minerali ricche di calcio possono essere utili nella prevenzione della calcolosi renale mentre, al contrario, una dieta povera di calcio può perfino aumentare il rischio di sviluppare la patologia (1, 2). Il calcio è un elemento essenziale per la nostra salute e la sua assunzione non va ridotta, a meno che non sia un medico a prescriverlo. Per prevenire i calcoli conta di più assumere una certa quantità di liquidi nell’arco della giornata. Bere molto favorisce la diluizione e l’aumento del flusso di urina, aiuta a ridurre la formazione dei cristalli di sali o comunque facilita la loro espulsione prima che si ingrandiscano e diventino di dimensioni tali da creare problemi al passaggio nelle le vie urinarie. È proprio questo il motivo del terribile dolore che accompagna le coliche renali da calcoli.

Anche l’utilizzo di depuratori domestici per abbassare il residuo fisso o l’abitudine di bere sempre acque oligominerali non trova giustificazione nella letteratura scientifica. Numerosi studi epidemiologici evidenziano, al contrario, che la durezza dell’acqua è un fattore protettivo per i calcoli renali. Il magnesio, in particolare, svolge un ruolo fondamentale di prevenzione, mentre l’eccessivo consumo di sale e di proteine animali svolgono il ruolo opposto. Può essere utile quindi intervenire sulla dieta, privilegiando un’alimentazione povera di ossalati e di sodio, con un adeguato apporto di calcio, in cui ai grassi saturi si preferiscano i mono o polinsaturi, riducendo infine le proteine a favore di un maggior consumo di frutta e verdura. Esistono alimenti molto ricchi di ossalati di cui, a volte il medico, può sconsigliare un’assunzione massiccia. Esempi tipici sono il tè, il cioccolato e i pomodori.

Per prevenire i calcoli conta anche un’alimentazione equilibrata, povera di ossalati, sodio, proteine e grassi saturi, con buon consumo di frutta e verdura

Un’alimentazione equilibrata può svolgere un ruolo protettivo per l’organismo (3, 4, 5) più della scelta dell’acqua da bere. Come consigliano la maggior parte dei medici, per prevenire la formazione di calcoli renali bisogna bere molto, e quella del rubinetto rappresenta la scelta più economica, ecologica e sicura. La letteratura scientifica non giustifica la preferenza per un tipo di acqua neppure per le persone predisposte o che hanno problemi di calcolosi renali. Il medico, invece, può dare consigli personalizzati.  Via libera quindi all’acqua potabile che scorre dal rubinetto anche quando si parla di calcoli renali.

1. Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN). Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana. Cap.5: Bevi ogni giorno acqua in abbondanza. Anno 2003

2. National Kidney Foundation. Kidney Stones

3. Fondazione Umberto Veronesi. Magazine. Fate bene i calcoli renali

4. National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases (NIH). Eating, Diet, and Nutrition for Kidney Stones

5. NHS Choices. Kidney stones

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  Elena Mattioli

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