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Falso baccalà acquistato da una lettrice: i dubbi sulla correttezza delle informazioni. Risponde Valentina Tepedino di Eurofishmarket

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Ho scoperto che il brosme è un pesce di minore pregio rispetto al baccalà

Venerdì scorso ho acquistato presso un supermercato di Ciampino, Roma, una confezione di pesce sotto sale: sul banco frigo era esposto bene in vista il cartello “baccalà € … al kg”, ma guardando bene le confezioni ho letto sull’etichetta “filetto di brosme”. Il punto vendita può fare questa cosa?

Alla fine l’ho acquistato lo stesso, e anche consumato, ma mi è rimasto il dubbio. Mi sono poi informata, scoprendo che il brosme è un pesce di minore pregio rispetto al merluzzo; insomma, l’offerta evidentemente non era poi così vantaggiosa.

Cosa possiamo fare noi clienti quando ci accorgiamo di una simile situazione?

A. B.

 

Risponde Valentina Tepedino, veterinario e direttore di Eurofishmarket.

 

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Solo al Merluzzo Nordico salato e stagionato può essere attribuita la denominazione obbligatoria di Baccalà

Le confermo quanto già da lei verificato ossia che solo al Merluzzo Nordico salato e stagionato può essere attribuita la denominazione obbligatoria di Baccalà. Sia il Brosme che la Molva sono specie meno pregiate e che hanno un valore commerciale inferiore nonostante siano della stessa famiglia del Merluzzo nordico e che siano anche interessanti dal punto di vista nutrizionale e sensoriale.

Il consumatore può effettuare un reclamo in maniera ufficiosa cercando un dialogo direttamente con il responsabile del banco del punto vendita facendo presente quanto suddetto oppure può contattare la ASL locale, la Capitaneria di Porto o i Nas della sede più vicina effettuando una vera e propria denuncia dell’accaduto. Le suggerisco di conservare lo scontrino e la confezione del prodotto come prova. Se sceglierà la via amichevole ci faccia sapere come ha reagito l’azienda.

Sul sito di Eurofishmarket Channel si può vedere un video in cui Massimo Monti spiega quali specie possono essere chiamate Baccalà.

 

 Valentina Tepedino

© Riproduzione riservata

Foto: Photos.com

  Redazione Il Fatto Alimentare

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3 Commenti

  1. Buonasera,

    per rispondere all’attenta Signora, l’offerta non era certo vantaggiosa anzi si tratta di frode in commercio. Generalmente il baccalà ha il maggior valore commerciale tra i salinati.

    Anche a me è capitato spesso di vedere su diversi banchi ittici filetti di molva e di brosme salati dichiarati come filetto di baccalà.

    Molva e brosme sono anch’essi buoni prodotti ma si tratta di specie differenti, con valori commerciali alquanto differenti dal baccalà (Merluzzo nordico) e con caratteristiche organolettiche diverse.

    Saluti,

    Marco

  2. vincenzo annibale

    ho effettuato la spesa al supermercato con distrazione fidandomi dell’intuito. una volta scambiando il filetto di brasme per baccala’ ed un altra volta il filetto linc molva per baccala’ per il fatto che con superficialita’ ho rilevato le confezioni e l’aspetto senza leggere cosa fosse realmente il prodotto quindi la fretta mi ha indotto in errore

  3. Proprio questa mattina in un supermercato Iper Family mi è capitato di vedere questi due prodotti affiancati sul banco vendita. Non c’era scritto nulla, ma i “brosme” stavano a destra, il baccalà a sinistra.
    Allo stesso prezzo ho comprato il baccalà.
    Sono un fissato nella lettura delle etichette.