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Birre in lattina: ora sono anche artigianali, creative e, sempre più spesso, persino ‘impegnate’

diArtigianalità, consumo domestico e sostenibilità ambientale sono le direttrici che stanno guidando la rivoluzione in corso nel mondo delle birre. Sempre più abituati al delivery, gli italiani dimostrano di avere una crescente attenzione verso la qualità e l’eticità di ciò che viene consegnato a casa. E la dimensione del ‘bere’ non fa eccezione. Le cantine digitali delle grandi città sono una delle ultime frontiere dell’acquisto ‘ultraveloce’. Grazie alla possibilità del ricevere in poco tempo quello che ordinano, i consumatori hanno a disposizione un vasto assortimento di prodotti (dai superalcolici alle bibite analcoliche) alla temperatura ottimale in una manciata di minuti. Questo consente una valutazione oggettiva delle loro preferenze e trasforma le applicazioni dedicate in una cartina tornasole di ciò che effettivamente cercano.

La birra, in particolare, sta conquistando un segmento di mercato di tutto rispetto (550 milioni di litri prodotti in Italia), sempre più caratterizzato da ricerca, competenza e selettività. Secondo la Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe), tra il 2009 e il 2019 il settore è letteralmente esploso (+395%). «Tra 2020 e 2021 – spiega Marco Pellicci, senior sales manager per NielsenIQ –, il valore del mercato è cresciuto del 4,3% negli ipermercati e supermercati e del 12,5% nell’online». Lo dimostrano la recente crescita del consumo casalingo (+18,4%), ma soprattutto la sempre maggiore attenzione per i prodotti di qualità resi accessibili perlopiù da canali distributivi alternativi, come quelli digitali.

Birra, 5 lattine ironiche e diverse tra loro del birrificio Menaresta
Le birre in stile del birrificio Menaresta sono confezionate in lattine con una grafica ironica che utilizza lo stesso personaggio in diverse situazioni

«A crescere maggiormente nell’ambito e-commerce – prosegue Pellicci – sono i prodotti con caratteristiche distintive, per esempio le birre biologiche (+102,7%) e quelle prodotte e commercializzate seguendo un’ottica di sostenibilità (+11,6%)». La lattina conquista il titolo di packaging privilegiato degli acquisti online, capovolgendo la predilezione per il vetro che, invece, continua a tenere negli acquisti presso il dettaglio tradizionale. I motivi di questo cambio di rotta dipendono non solo dalla praticità della lattina ma anche dal fatto che questo packaging è più ecologico, perché più facile da stoccare e trasportare in minore spazio e composto da un materiale (l’alluminio) riciclabile al 100%.

Anche l’estetica fa la sua parte: negli ultimi anni il design applicato alle birre, ha dimostrato di essere un’utile strategia commerciale, riuscendo, secondo una ricerca Nielsen, a influenzare la decisione d’acquisto nel 66% dei casi. Per questo molti birrifici stanno facendo delle lattine uno strumento di comunicazione artistica ma, sempre più spesso, anche ideologica. La valorizzazione di etichetta e lattina è quindi diventata uno dei trend con cui i birrifici artigianali cercano di comunicare la propria identità e, talvolta, di veicolare messaggi. È il caso per esempio del birrificio Baladin, con la birra Pop, un’American Pale Ale ispirata all’omonimo movimento musicale e artistico e pensata per rendere la lattina dalla grafica accattivante un oggetto da collezione, con tanto di numero di serie (ce ne sono 12 varianti).

birra Mia del birrificio italiano EDIT, bicchiere pieno con scritta EDIT affiancato da lattina metallizzata con scritta Miaaaa e disegno in rosa
La birra Mia del birrificio piemontese Edit è ispirata al personaggio di Mia Wallace del film di Quentin Tarantino Pulp Fiction

Tra le realtà nostrane, più o meno di nicchia c’è per esempio il Birrificio Menaresta, con diverse linee di birre tra cui spicca la linea ‘in stile’, che comprende lattine con immagini ironiche e molto originali. Altro esempio autoctono è Mia, ispirata al personaggio di Mia Wallace protagonista del film Pulp Fiction. È una delle birre più rappresentative della produzione di EDIT e l’unica ancora in commercio tra quelle che il birrificio piemontese ha dedicato ai film di Quentin Tarantino. Spostandosi all’estero, Buxton Brewery (Uk) propone molte birre in edizione limitata, ma anche alcune frutto di collaborazioni con altri birrifici, tra queste spicca la Coward, una Stout nata dalla partnership con il birrificio Omnipollo “per celebrare tutte le cose nuove, di mente aperta e progressiste”. La conferma arriva dalla descrizione della birra fatta dallo stesso produttore (“una birra al burro d’arachidi e biscotti, ma senza biscotti, burro e arachidi”), ma soprattutto l’illustrazione sulla lattina: un pugno chiuso che schiaccia una svastica in tre dimensioni.

Infine, la più attuale e ‘politicamente impegnata’ è la Puck Futin, un’American Red Ale nata dalla collaborazione tra i birrifici australiani Prancing Pony Brewery, Barossa Valley Brewing, Route 9 Distillery con il birrificio ucraino Pravda e andata sold-out prima ancora di essere messa in commercio. Questa birra si colloca in una linea di continuità con l’attitudine del birrificio ucraino a utilizzare le sue etichette per prendere posizione contro le politiche del presidente russo Vladimir Putin. Tutti i proventi delle vendite di questa birra rossa sono stati donati a enti di beneficenza che appoggiano con gli aiuti umanitari la popolazione in Ucraina e i rifugiati ucraini che arrivano in Australia scappando dalla guerra. A proposito di birre, in cima alla lista delle novità da assaggiare nell’estate 2022 c’è la Street Art Limited Edition 2022 di 8.6 Original, una doppio malto dell’olandese Swinkels Family Brewers, proposta in una collezione di quattro lattine firmate da altrettanti artisti internazionali della street art (Brok, Dante, RNST e Cone the Weird), interpreti dell’intensità del mondo urban e della vita quotidiana, ma anche ispirati all’arte surrealista, ai fumetti, alla musica e capaci di dare voce alle persone che troppo spesso non ce l’hanno.

© Riproduzione riservata; Foto: Fotolia, Birrificio Menaresta, EDIT

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3 Commenti

  1. Artigianali, creative e perfino impegnate? Possiamo anche aggiungerci un “troppe”?…. A che servono tutte queste cose, ma il consumatore beve la birra o la lattina?
    Punti di vista ovviamente.

  2. Vi segnalo anche la ditta CR/AK di Campodarsego (PD) artigianale e indipendente (https://www.crakbrewery.com).
    Cinzia

  3. La vera birra è fatta con acqua, malto d’orzo (o di frumento), luppolo e lievito. In Germania esiste dal 1516 il Reinheitsgebot = editto della purezza = purity law. Ed io compro solo birre così contrassegnate.
    Purtroppo ho notato che molte birre artigianali italiane, e pure molte estere, contengono dolcificanti, im modo che al palato risultino più gradevoli. Leggete bene gli ingredienti…