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Biologico, boom dell’e-commerce e dei ristoranti. La crescita delle attività specializzate nel bio fotografata nel Rapporto Bio Bank

focus biobank negozi ristoranti biologicoI negozi, i ristoranti e le attività specializzate nel biologico sono sempre più numerose. Lo certifica ancora una volta l’ultimo Rapporto Bio Bank che ha censito oltre novemila aziende, con un aumento di oltre il 6% negli ultimi cinque anni delle otto categorie di imprese impegnate nella vendita di prodotti alimentari biologici: negozi, mercatini, aziende con vendita diretta, portali di e-commerce, gruppi di acquisto solidale (Gas), ristoranti, mense e agriturismi.

Il vero boom lo registra l’e-commerce di alimenti bio, che segna una crescita del 134% nell’arco di tempo monitorato, passando dai 147 negozi online del 2013 ai 344 del 2017, seguito dai ristoranti biologici, che hanno registrato una crescita di quasi il 60%. Buoni risultati anche per i negozi specializzati (+12,5%) e le mense scolastiche che offrono pasti bio (+6,1%) e i mercatini (+3%). In calo invece gli agriturismi (-4,5%) e i Gas.

La Regione che conta il numero più alto di attività impegnate nella vendita di prodotti bio è la Lombardia con 1.417 imprese, ed è anche la prima per numero di gruppi d’acquisto, negozi e mense. Al secondo posto si piazza l’Emilia Romagna, con le sue 1.312 aziende, ma che primeggia per la vendita diretta dei prodotti bio, mercatini, negozi di e-commerce e ristoranti. Sul terzo gradino del podio si trova la Toscana, con 1.126 imprese, e prima in assoluto per numero di agriturismi.

Mano a mano che il biologico avanza, però, entrano in gioco anche le grandi aziende multinazionali, che sempre più spesso propongono linee di prodotti bio, come Barilla che ha lanciato sia la pasta che i biscotti Mulino Bianco biologici. In quest’ottica si assiste a una divisione netta tra le big del settore agroalimentare che si accontentano di rispettare i criteri per ottenere la certificazione, e le aziende storiche del bio legate al territorio, alla qualità e alla sostenibilità.

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  Giulia Crepaldi

Giulia Crepaldi

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