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Bere bibite senza zucchero, per chi è obeso o in sovrappeso, non serve a dimagrire e aumenta la voglia di dolci

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Per dimagrire, chi beve bibite in versione “diet” deve ridurre la quantità di calorie provenienti dai cibi solidi

Gli adulti obesi o in sovrappeso bevono più bibite senza zucchero o con dolcificanti artificiali rispetto alle persone normopeso, e assumono anche molte più calorie dai cibi solidi. Alla fine però la scelta delle bibite light è vanificato perché il bilancio energetico risulta identico a quello delle persone obese o in sovrappeso che bevono bibite normalmente zuccherate. È quanto emerge da uno studio pubblicato dall’American Journal of Public Health, che ha coinvolto circa 24.000 adulti statunitensi, di cui sono state analizzate le caratteristiche e le abitudini alimentari, sulla base dei dati della National Health and Nutrition Examination Survey, riferiti al periodo 1999-2010. Per dimagrire non ci sono facili scorciatoie, chi beve bibite in versione “diet” deve ridurre anche la quantità di calorie provenienti dai cibi solidi.

 

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Di fronte ai dolcificanti artificiali, l’insulina non viene emessa e si tende a mangiare altri cibi dolci

La professoressa Sara Bleich, della Johns Hopkins University, che ha diretto la ricerca, analizzando i risultati in relazione a quanto emerso da precedenti studi, come quello della Purdue University, ritiene che i dolcificanti artificiali senza calorie vadano contro il comportamento dell’organismo umano che associa il sapore dolce all’assunzione di calorie, rilasciando insulina.

Quando una  persona assume dolcificanti artificiali, l’insulina non viene emessa. A questo punto il corpo, non avendo ricevuto le calorie che si attendeva insieme al dolce, tende a rimanere in uno stato di richiesta che spinge la persona a mangiare altri cibi dolci, ingerendo alla fine più calorie di quelle contenute nella bevanda normalmente zuccherata.

 

Beniamino Bonardi

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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14 Commenti

  1. Ecco la riprova che gli ‘artifizi alimentari’ e l’industrializzazione del cibo provoca dismetabolismi pericolosi per la nostra salute. Evitiamo quindi ‘in primis’ le bibite zuccherate o dolcificate che sono ‘junk food’ o ‘cibi spazzatura’ pericolosi e privi di valore nutrizionale ma solo ricchi in calorie in favore di spremute fresche di frutta che hanno il vantaggio di saziarci e nutrirci in quanto ricche di fibre, vitamine, sali minerali, antiossidanti ed enzimi utili per l’assorbimento e il catabolismo del cibo stesso. Così davvero combattiamo obesità e malattie metaboliche!!

  2. Concordo con Emaunuela che vadano evitate le bevande zuccherate, ma sostituirle con spremute di frutta mi convince poco…. la frutta contiene pochissime fibre, e la spremuta nessuna. Inoltre concentra il fruttosio della frutta che, secondo i recenti dati pubblicati dal World Journal of Diabetes, ha un indice glicemico superiore a quello del glucosio puro, quando assunto in dosi superiori ai 18g, con aumento di IIR, NIDMM, NAFLD. Inoltre il fruttosio non provoca rilascio di leptina, per cui non “informa” l’ipotalamo che abbiamo assunto del cibo. Si deve bere acqua! Il cibo va masticato, altrimenti non abbiamo percezione di sazietà.

    • Ciao Federico! Mi daresti la bibliografia dell’articolo che hai citato…tratta un argomento molto noto e citato ma da un punto di vista interessante, vorrei leggerlo!
      Grazie

    • certo, eccola: M. Collino, Worl J Diabetes 2011 June 15; 2(6): 77-81

  3. Osserverei che esiste uno studio controllato in doppio cieco pubblicato sul New England Journal of Medicine (de Ruyter JC, Olthof MR, Seidell JC, Katan MB. A trial of sugar-free or sugar-sweetened beverages and body weight in children. N Engl J Med 2012; 367:1397-406.) che dimostra esattamente il contrario (e non ci dovrebbero essere dubbi sul diverso peso che ha un trial di intervento rispetto ad uno studio osservazionale, sembre esposto al rischio della cosiddetta “reverse causality”). Su questo tema, in realtà, se si guarda alla letteratura in modo sereno, si rileva che abbiamo molte meno certezze di quante ne vorremmo.
    A Federico: l’indice glicemico del fruttosio è bassissimo, e non può – per motivi strettamente metodologici – variare al variare della dose di consumo. Nulla, inoltre, può avere un IG superiore a quello del glucosio puro. Controlla su http://www.glycemicindex.com

  4. La notizia non mi sorprende affatto. Già che in alcune di queste bibite sono presenti dolcificanti artificiali che ad alte dosi e in alcuni ambiti di impiego sono sospettati di essere cancerogeni… e già ho detto tutto!!

  5. Sono d’accordo con Andrea riguardo l’indice glicemio del fruttosio! Per quello chiedevo la bibliografia…

    • Te l’ho data, leggilo. Poi basta fare lo stick glicemico dopo aver mangiato due mele, per togliersi ogni dubbio.

  6. Andrea Poli, non dirlo a me, il world journal of diabetes dice che il fruttosio sopra i 18g per pasto ha un IG di 115 contro il 100 del glucosio. Anche l’alcool ha un ig superiore al glucosio,110 contro 100.

    • L’Indice Glicemico riflette l’andamento della glicemia (= tasso di glucosio nel sangue) dopo il consumo di una quantità fissa di carboidrati (50 g). E’ evidente che nulla può dare un aumento del tasso di glucosio nel sangue superiore al glucosio puro. E la quantità non c’entra nulla perchè l’Indice Glicemico si misura usando sempre la stessa quantità di carboidrati (altrimenti stiamo parlando del carico glicemico, che è un’altra cosa).

  7. Buonasera a tutti,
    per quanto riguarda l’aspetto scientifico sono concorde con tutte le vostre osservazioni: l’importanza della masticazione, l’assunzione quindi del frutto intero per avere un maggior quantitativo di fibra che anche nella frutta è comunque presente e per meglio controllare la risposta insulinica, soprattutto per chi soffre già di insulino resistenza, diabete e/o sindrome metabolica. Ma qua stiamo parlando anche di un aspetto psicologico. Riuscire ad attirare l’attenzione delle persone su un modo ‘più sano’ ma ugualmente ‘gustoso e appagante’ di ‘BERE’. Perchè di BEVANDE naturali senza dolcificanti chimici si stava parlando. Ovviamente la soluzione migliore sarebbe bere ‘acqua’, come dice Federico, ma proporre di bere solo acqua a chi è zuccherino dipendente non è molto facile!! E’ altresì vero che il fruttosio viene recentemente descritto come un prodotto ‘dismetabolico’ da non proporre come alternativa edulcorante (vedi i barattoloni di fruttosio che si vendono al supermercato)in quanto ha enormi svantaggi tra cui la formazione degli AGES (pericolosi e responsabili di patologie croniche cardiovascolari, cerebrali e non solo), ma se lo assumiamo con la frutta BEN VENGA, perchè sarà comunque associato a tutta una serie di molecole tra cui enzimi e coenzimi che madre natura ha saggiamente assemblato. Insomma se, da nutrizionista, riesco a convincere una persona ad abbandonare l’abitudine al consumo quotidiano di una bevanda da supermercato come l’aranciata (normale o ligh che sia) in favore di una spremuta di arancia o frutta fresca (meglio ancora ovviamente il frullato!!)io mi ritengo soddisfatta, sopratutto se quella persona di frutta non ne assumeva quasi niente come spesso capita in queste situazioni.

    • Emanuela, mi incuriosisce la sua ultima frase: meglio il frullato in che senso? Per aggiungere anche un apporto proteico al consumo? o per quale altro motivo?
      Grazie

    • Buongiorno Alessandro!
      Semplicemente nella SPREMUTA le fibre e parte del frutto (pensiamo a quando facciamo una spremuta di arance, agrumi che in questa stagione non dovrebbero mai mancare nella nostra dieta a meno della presenza di patologie gastriche quali reflusso o gastrite)viene ‘trattenuto e separato meccanicamente’ dallo spremiagrumi che lascia passare solo la parte ‘acquosa’ ricca ovviamente di vitamine etc.
      Se FRULLIAMO invece, tutto il frutto, a parte ovviamente la buccia o le parti non edibili che togliamo prima di posizionare il tutto nel frullatore, viene ‘bevuto’ e quindi otteniamo un prodotto più completo e più simile al frutto ‘intero’ che invece mangiamo e mastichiamo…
      Dunque è puramente una questione di ‘completezza nutrizionale’ Poi ovviamente anche io concordo che è meglio mangiarsi il frutto intero sia in termini di macro e micronutrienti, sia per la risposta ormonale che il cibo intero conferisce rispetto a quello liquido (indice glicemico, risposta insulinemica, attivazione centrale etc), ma il Frullato, a mio parere, può comunque essere un buon compromesso!!

  8. Grazie Emanuela per la risposta. Io avevo inteso erroneamente “frullato” l’aggiunta del latte, per questo parlavo di “apporto proteico”. E altrettanto erroneamente chiamo “centrifuga” (che alla fine è sinonimo di “spremuta”, giusto?) quello che lei chiama frullato!