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Bevande zuccherate e aumento di peso: i conflitti d’interesse dei ricercatori influenzano i risultati degli studi

laboratorioLe conclusioni delle ricerche sulla connessione tra consumo di bevande zuccherate e aumento di peso sembrano essere influenzate da legami di tipo finanziario degli autori con le aziende produttrici. Se questi conflitti d’interesse esistono, allora ci sono probabilità cinque volte maggiori che i ricercatori concludano che tale connessione non è dimostrata o che sono necessari ulteriori studi.

 

Esaminando diciotto conclusioni di ricerche scientifiche pubblicate dal 2006 a oggi, alcuni studiosi del Dipartimento di medicina preventiva e salute pubblica dell’Università spagnola di Navarra hanno rilevato che sei di esse vedono tra gli autori persone con legami finanziari con qualche industria alimentare. Ebbene, nell’83,3% di questi casi, la conclusione è stata che non ci sono sufficienti prove scientifiche che dimostrino un legame tra consumo di bevande zuccherate e aumento di peso od obesità.

 

Al contrario, negli studi condotti da ricercatori senza conflitti d’interesse con le industrie produttrici, la stessa percentuale dell’83,3% conclude in modo opposto e cioè che il consumo di queste bibite costituisce un fattore di potenziale rischio per l’aumento di peso. La ricerca dell’Università di Navarra è pubblicata dalla rivista Plos Medicine.

 

Beniamino Bonardi

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Foto: Photos.com

  Redazione Il Fatto Alimentare

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Un commento

  1. Se anche non ci fosse una correlazione con l’aumento di peso, si sa per certo che le bevande zuccherate e gli zuccheri raffinati in generale causano l’aumento di due tra i maggiori fattori di rischio per la salute: diabete e colesterolo alto. Non credo servano altri motivi per disincentivarne il consumo.