Child drinking glass of fresh water

bibite dolcificante zuccheroÈ sempre meglio l’acqua, anche gassata o aromatizzata, ma sempre senza zuccheri. Tuttavia, se proprio non si riesce a fare a meno delle bevande dolci, meglio quelle con edulcoranti a bassissimo contributo calorico rispetto alle bibite piene di zuccheri, nella speranza di abbandonarle per tornare a bere solo acqua. Se si opta per una bevanda dolcificata, è meglio non berla tutti i giorni, perché i dati a disposizione non permettono di essere del tutto sicuri sull’assenza di conseguenze a lungo termine. Nel documento ufficiale dell’American Heart Association pubblicato su Circulation, i cardiologi americani cercano di fornire consigli pratici sulle bevande dolci ma, avendo a disposizione pochi dati, mostrano un atteggiamento prudente e applicano il principio di precauzione.

Si parte da una constatazione molto semplice: una normale lattina di soda contiene in media 39 grammi di zuccheri, cioè un valore superiore a quello consigliato come assunzione giornaliera per le donne (25 grammi, pari a circa 100 calorie) e per gli uomini (37,5 grammi, pari a 150 calorie), e per questo motivo andrebbe bevuta solo in occasioni speciali. Piuttosto, per tutelare la salute, è meglio sostituirla con bevande dolcificate, perché questo permette di assumere meno calorie. Fin qui niente di nuovo. 

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Una lattina di bibita contiene in media 39 g di zuccheri: un valore superiore all’assunzione consigliata dall’Oms per le donne (25 g) e gli uomini (37,5 g)

Ma la domanda è: i dolcificanti usati hanno solo effetti benefici? Secondo gli esperti americani nessuno lo può dire con certezza, perché finora non sono stati condotti studi sufficientemente convincenti, dettagliati e approfonditi  per i sei principali dolcificanti sintetici approvati dalla FDA ( aspartame,  saccarina, acesulfame K,  sucralosio, neotame e advantame). Lo stesso vale per la stevia e altri edulcoranti di origine naturale sempre riconosciuti dalla FDA.

E allora, visto che secondo dati ufficiali relativi al 2007-2010 il 32% delle bevande consumate dagli adulti e il 19% di quelle bevute dai bambini americani contiene un dolcificante e visto che di sicuro l’assunzione prolungata è associata a un’alterazione profonda della microflora intestinale (modificando il metabolismo degli zuccheri ecco i consigli degli esperti. I bambini non dovrebbero bere bevande dolcificate per lunghi periodi, a meno che non siano diabetici. Per gli adulti è valida la stessa regola, tranne quando cercano di abbandonare l’abitudine a bere bibite zuccherate, e necessitano di un palliativo per abituarsi a gusti meno dolci e avviarsi gradualmente alla riscoperta dell’acqua. Anche le donne incinte dovrebbero evitare le bevande zuccherate o dolcificate, perché è dimostrato che il feto si abitua al gusto dolce e in seguito il bambino sarà più propenso a cercarlo.

bibite zuccherate
Fino ad ora non sono stati condotti studi sufficientemente convincenti sugli effetti dei dolcificanti

Fortunatamente, le statistiche dicono che negli ultimi anni il consumo di bibite dolci o dolcificate e dei succhi di frutta e tè dolci o dolcificati, sta scendendo negli Stati Uniti. Secondo i cardiologi questo cambiamento di abitudini avviene perché si è riusciti a far passare il messaggio che è meglio bere acqua, focalizzando l’attenzione sul ruolo degli zuccheri nell’aumento di peso. Resta comunque molto lavoro da fare, sia sul fronte dell’informazione ed educazione del pubblico sia su quello della ricerca (soprattutto nell’ambito dei dolcificanti), ancora troppo lacunosa.

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