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Benessere animale negli allevamenti: i problemi riguardano le strutture degli edifici e dei locali e la carenza di spazio

Modern chicken farm, production of white meat
Controlli negli allevamenti di galline gabbia: su 257 aziende sono state riscontrate 23 irregolarità dovute all’esiguo spazio

Il Ministero della Salute ha pubblicato in questi giorni la Relazione annuale al Piano Nazionale Integrato, nella quale si fotografa ciò che emerge dai controlli per il benessere animale eseguiti dalle Regioni e Province autonome nel 2014.

Sono state controllate le galline ovaiole in gabbia, in voliera e all’aperto. Nel primo caso sono stati ispezionati il 41% degli allevamenti (257 su 621), con un riscontro di 23 irregolarità dovute all’esiguo spazio disponibile. Per quelle in voliera le infrazioni sono state 17 (il controllo è avvenuto per 192 allevamenti su un totale di 574), soprattutto nella conformità di edifici e dei locali per la stabulazione. Infine sono stati analizzati 96 allevamenti di galline ovaiole all’aperto su 304. Le infrazioni sono state 15.

Per quanto riguarda i vitelli, sono stati 3140 (su un totale di 7020) gli allevamenti sottoposti a controllo: le infrazioni riscontrate sono state 348. Anche qui si tratta di irregolarità in edifici, locali di stabulazione, a cui si aggiungono la mancanza di libertà di movimento e problemi nell’alimentazione e nell’abbeveraggio.

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Controllati anche ovini, bovini, suini e polli. Solo tra i tacchini non è stata rilevata alcuna irregolarità

Controllati anche suini (il 72% degli allevamenti pari a 1825 controlli con 537 infrazioni), bovini (6.046 aziende su un totale di 24.952, le irregolarità sono state 713), ovini (212 infrazioni su 3448 controlli) e caprini (1190 aziende ispezionate e 88 irregolarità), polli da carne (937 controlli; 169 infrazioni), conigli (145 aziende visitate, solo il 2% del totale, le irregolarità sono state 24), tacchini (88 aziende su 247 e nessuna ha mostrato problemi), equini (19% di aziende controllate, con 98 irregolarità rilevate) ecc…

Si prevede per il 2015 un controllo continuo come l’anno precedente, focalizzandosi sugli animali che hanno presentato il maggior numero di  irregolarità e migliorando il sistema dei controlli.

 

  Redazione Il Fatto Alimentare

Redazione Il Fatto Alimentare

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3 Commenti

  1. Avatar

    Se agli allevatori gli dessero anche i soldi per sistemare il benessere animale sarebbe meglio, invece gli danno solo regole.

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      Esatto. E se le regole venissero fatte rispettare da tutti, nel prezzo della carne ci sarebbero anche i costi per garantire il benessere degli animali. Senza nessun problema per nessuno.

      Per esperienza, poi, vedo che tante volte i finanziamenti ottenuti vengono spesi per tutt’altro.
      Quante piscine sono state costruite con “Incentivi per ……”

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    CARISSIMI SE IN iTALIA VENISSERO FATTI RISPETTATE TUTTE LE LEGGI CHE CI SONO NON CI SAREBBE BISGNO DI FARE ALTRE LEGGI. GLI ITALIANI SONO DEI MENEFREGHISTI INVECE DI FARE DICONO CHE GLI ALTRI NON FANNO E I GOVERNANTI FANNO SEMPRE NUOVE LEGGI E NON SI FA MAI NIENTE. ANCHE GLI ANIMALI SOFFRONO CON TUTTE LE LEGGI CHE CI SONO. QUANTO SAREBBE BELLO LASCIARLI VIVERE IN LIBERTA’. SI SPENDEREBBE DI MENO E SI OTTERREBERO DEI PRODOTTI NATURALI. MA SIAMO ITALIANI……………….