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Barilla premia i migliori progetti proposti da giovani per la produzione di cibo sostenibile

Centinaia di idee per ridurre l’impatto dell’uomo sull’ambiente,  sono state proposte da studenti universitari e ricercatori di tutto il mondo che hanno partecipato al concorso BCFN Young Earth Solutions (YES!), promosso dal Barilla Center for Food and Nutrition*.

I dieci migliori progetti (di cui ben otto firmati da donne) sono stati presetnati  durante il quarto Forum del BCFN che si è tenuto il 28 e 29 novembre a Milano.

 

Katarzyana Dembska, dell’Università di Firenze, nel suo “Sostenibilità nella ristorazione scolastica” ha calcolato l’impronta idrica (ossia l’acqua utilizzata per produrre i vari cibi) di 1.364 pasti preparati a Quarrata, un paese in provincia di Pistoia. Secondo le analisi di Katarzyana, ben il 70% dell’acqua consumata deriva dall’impiego di prodotti di origine animale. Sono stati quindi proposti dei menu ugualmente bilanciati da un punto di vista nutrizionale, che, pur mantenendo le tradizioni culinarie della zona, prevedono un minor utilizzo di carne. I risultati sono stati molto positivi e si è calcolata una riduzione dell’impronta idrica pari al 67%.

 

Le dottorande Marta Antonelli e Martina Sartori hanno proposto di indicare il contenuto e la fonte d’acqua delle ricette suggerite, sul retro di alcune confezioni di prodotti Barilla. Per esempio, il volume di acqua richiesto per preparare una porzione di spaghetti al pomodoro è pari a 2.200 litri (1.460 provenienti dall’acqua di laghi, fiumi e falde acquifere, la cosiddetta “blue water”).

Il progetto è stato pensato per  sensibilizzare le persone sul contenuto idrico dei cibi e su quanto alcuni di questi abbiano un impatto ambientale maggiore rispetto ad altri.

 

La vincitrice di questa prima edizione del concorso è stata Federica Marra della Leiden University (Paesi Bassi) con il progetto di giardinaggio comunitario “Manna from our roof”. L’idea è di coinvolgere i giovani dei paesi OCSE, in una rete internazionale di attività che dovrebbe abbinare educazione, comunicazione e business. Si dovrebbe cominciare con la coltivazione, conservazione, cottura e vendita di prodotti alimentari locali fatti crescere sui tetti, sulle finestre e sui giardini pensili e verticali delle case, secondo la cosiddetta “agricoltura integrata agli edifici”.

 

Il progetto prevede anche l’aggiornamento con lezioni periodiche tenute da chef ed esperti di sostenibilità, per favorire un consumo responsabile del cibo e limitare gli sprechi. Il modello nutrizionale da seguire sarà quello della Doppia Piramide Alimentare e Ambientale del BCFN, nel quale è evidenziato come i cibi più salutari (frutta, verdura e cereali) sono anche quelli con un minore  impatto sull’ambiente.

 

Federica, oltre ad aver vinto un premio in denaro, avrà la possibilità di lavorare per un anno a un progetto di ricerca del BCFN.

 

Ludovica Principato

 

* Centro studi della fondazione Barilla che ha l’obiettivo di analizzare i grandi temi globali legati all’alimentazione e alla nutrizione

 

Foto: Barillacfn.com, Photos.com

 

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