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Barilla blocca la pubblicità comparativa della Plasmon ma ammette che la pasta i Piccolini non va bene per i più piccoli e cambia etichette e spot

Prosegue il confronto tra Plasmon e Barilla sulla pasta i Piccolini e sui biscotti del Mulino Bianco Le macine presentati secondo la Plasmon come prodotti adatti a bambini della prima infanzia, nonostante i livelli di pesticidi troppo elevati. La Barilla ha risposto alla pubblicità comparativa con un messaggio rassicurante verso le mamme e poi ha attivato i legali ottenendo dal tribunale di Milano un provvedimento di urgenza che blocca temporaneamente la pubblicità. In attesa del giudizio di merito previsto per il 28 dicembre, e del parere dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria previsto per il 20 dicembre vanno precisati alcuni particolari.

La questione giuridica interessa  poco i consumatori.  Sapere se si tratta di concorrenza sleale o se Plasmon ha usato toni troppo aggressivi è poco importante per le mamme e i papà. La questione è capire se la pasta i Piccolini Barilla e i biscotti del Mulino Bianco Le macine sono adatti ai bambini che hanno meno di tre anni. La risposta è no, non vanno bene, perchè contengono troppi pesticidi e troppe micotossine.

La Barilla ha promesso tempo fa alla rivista “Il Salvagente” di modificare le etichette dei prodotti sotto accusa. In effetti la società  ha inserito sulle confezioni di sughi per bambini della linea Piccolini la scritta “Per consumatori sopra i tre anni” (vedi foto), ma non ha fatto la stessa cosa con la pasta i Piccolini che sino a pochi giorni fa non riportava l’avvertenza.

C’è di più un video che ci ha segnalato una nostra lettrice visibile su You Tube, mostra uno spot Barilla dove si accostano i biscotti del Mulino Bianco Le macine a un biberon e a un bimbo molto piccolo, lasciando immaginare che i biscotti possono essere sciolti nel latte destinato ai bambini più piccoli.

Lo abbiamo già detto e lo ripetiamo le vicende di concorrenza riguardano le aziende e si discutono nei tribunali, ma le questioni di correttezza e trasparenza riguardano i consumatori, per questo Barilla deve mantenere le promesse fatte e modificare le etichette della pasta Piccolini  e non fare pubblicità o spot dove si accostano certi prodotti ai bambini con meno di 3 anni.

Aggiornamento mercoledì 7 dicembre ore 17,00

Barilla ha deciso  di cambiare le etichette della pasta i Piccolini. Abbiamo ricevuto una comunicazione della società in cui dichiara che in primavera le etichette dei prodotti riporteranno la frase “Per consumatori sopra i 3 anni” mentre già adesso la frase è stata inserita  negli spot televisivi.

Foto tratte dallo spot Barilla che promuove i biscotti Le macine del Mulino Bianco utilizzando un biberon e un bimbo piccolissimo

  Roberto La Pira

Roberto La Pira
Giornalista professionista, laurea in Scienze delle preparazioni alimentari

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6 Commenti

  1. Avatar

    non capisco perché a 3 anni fanno male e a 3 anni e 1 giorno vanno bene? e poi cosa significa che ci sono i pesticidi? negli ingredienti non ci sono mica? ma allora perché non fare più chiarezza? sappiamo benissimo che a volte (sempre) il consumatore si fida della marca pensando che alcune "sorprese" si potrebbero riscontrare comprando i prodotti da hard discount invece proprio la marca leader….

  2. Avatar
    Roberto La Pira

    Quando si scrivono delle norme e bisogna fissare dei limiti occorre essere precisi anche se possono risultare in certi casi poco logici. La sua osservazione si può però estendere a buona parte dei limiti di legge. I prodotti per la prima infanzia devono rispettare limiti più restrittivi e i pesticidi non devono esserci mi sembra giusto

  3. Avatar

    Non crede che la questione vada ben oltre la mera correttezza deontologica tra due aziende? Il problema qui riguarda delle norme molto stringenti per gli alimenti per la prima infanzia che non sono state rispettate. Non credo sia sufficiente dire in primavera (con comodo!)aggiungo una dicitura esplicativa. Ritengo che le autorità di controllo dovrebbero intervenire e impedire che ci siano fraintendimenti in una materia così delicata

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    Mario Caracciolo

    Scandaloso….come ci sono micotossine e pesticidi,cose del genere non dovrebbe mangiarle nessuno….invece queste aziende che vivono solo di apparenza ci propinano questa merda facendola mangiare ai bambini, sono sicuro che il proprietario di Barilla sa cosa è buono mangiare e cosa no e a noi che ci vuole morti..

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    mi riprendo a quanto detto da Giuseppe, le micotossine fanno male a tutti, sopra e sotto i tre anni.
    Il problema, a mio avviso, deve essere analizzato dall’inizio della filiera, in quanto mi piacerebbe capire l’origine del grano duro considerando alcuni prezzi di vendita al di sotto di 1 â

  6. Avatar

    Ma scusate, se io ad un bimbo in fase di svezzamento gli somministro tutti prodotti Plasmon o simile al fine di evitare al piccolo la somministrazione di sostanza chimiche potenzialmente pericolose, io ritengo che i rischi restino poiché tolta la frutta, la pasta, ecc una mamma che prepara il brodo per il figlio che ortaggi userà? il rischio non si insidia anche li? l’uso di prodotti biologici certificati non copre da questi rischi e consente di far si che si possa seguire il consiglio secondo il quale gli omogeneizzati ed i prodotti pronti si debbano acquistare solo se il genitore quel giorno non è in grado di preparare un pasto fresco? senza contare il fatto che un omogenizzato ha sempre lo stesso sapore, mentre se lo preparo in casa il retrogusto della frutta cambia sempre ed il bimbo imparerà a riconoscere le diverse sfumature. insomma, il buon senso non deve mai mancare ed avere un pò di pazienza preparando il pasto al figlio credo sia il minimo sforzo che un genitore debba fare.